Venite a vedere l’uccisione di un palestinese dal vivo….

VENITE A VEDERE L’UCCISIONE DI UN PALESTINESE DAL VIVO…..

Forse i lettori non sanno che la guerra di Israele nel mondo della comunicazione non si limita all’attività di disinformazione promossa dal MEMRI (Middle East Media Research Insitute ) o dalle varie “ informazioni corrette” che in vari paesi europei sono alla ricerca ossessiva di tutto ciò che permetta di equiparare coartatamente “antisionismo” con “antisemitismo” o che diffondono addirittura,via internet, gli elenchi degli ebrei proscritti, minacciati di morte per il loro atteggiamento troppo filo- palestinese, come succede in Francia e non solo. Essa non si traveste solo degli abiti impropri della cultura e dell’arte, come nel caso della mostra inaugurata al Palazzo Reale di Milano, “Arte e vita. Israele 1906 – 2006 “, per contrabbandare l’idea ossessiva di un paese eroico sempre a rischio di sopravvivenza e perciò automaticamente legalizzato ad agire al di là di ogni norma giuridica ed umanitaria e in contraddizione con il Diritto Internazionale, quasi che l’assenza di reazione a un pericolo aggregante, reale o fittizio, possa mettere a rischio la sua identità nazionale. Ultimamente, essa si avvale anche degli aspetti ludici e contemporaneamente perversi che possono motivare i viaggi di ricchi e potenziali supporter statunitensi nella Grande Israele. Infatti, dal 6 al 13 di novembre viene proposto la sperimentazione di una “ esperienza unica: la missione definitiva in Israele “, un viaggio cioè che, insieme a pasti prelibati consumati nei più prestigiosi ristoranti di Tel Aviv, Gerusalemme, Zichon Ya’akov e Tiberiade, unitamente ad affascinanti escursioni notturne sul mar di Galilea, sulle alture del Golan, nei villaggi e città arabe, permetterà di “ sperimentare per otto giorni un’ esplorazione dinamica ed intensiva della lotta per la sopravvivenza e sicurezza d’Israele nel Medio Oriente d’oggi “. Dal link http://www.israellawcenter.org/template.php?section=MI si può, infatti, apprendere che gli “escursionisti” potranno essere aggiornati sulla situazione locale da più che affidabili ufficiali del Mossad e del Shin Bet, dai responsabili delle agenzie di intelligence dell’IDF e delle unità dall’ IAF responsabili degli “assassini mirati” ( targeted killings ), dai procuratori militari alle corti di giustizia. Visiteranno posti di controllo interni e di frontiera, postazioni di controllo e “barriera di sicurezza”. Assisteranno a processi di terroristi di Hamas ( chissà, forse saranno presenti anche ad interrogatori e a torture, visto che si recheranno alla base militare di Machane Over. Non è detto se visiteranno il Centro 1391, definito da Ha’aretz la Guantanamo d’Israele ). Verranno mostrate loro le rotte percorse dai terroristi palestinesi per cercare di infiltrarsi in Israele o per trasportare esplosivi o generi di contrabbando. Incontreranno agenti palestinesi ( traditori ) che lavorano nella clandestinità per infiltrare l’Autorità Palestinese. Saranno spettatori dal vivo di un’incursione in territorio arabo! Avranno incontri ad alto livello con personalità politiche, militari e religiose. Dormiranno in alberghi a 5 stelle, con tre pasti garantiti al giorno, portati a giro in pullman superlusso, ma, dopo aver pagato 1.895 dollari di quota, oltre al biglietto del viaggio aereo, gli “escursionisti” saranno obbligati a donare da 500 a 5000 dollari a testa ad un centro israeliano per “ la lotta contro il terrore arabo “, che finanzia cause legali “ che portino alla bancarotta “ le organizzazioni terroristiche palestinesi, assicurando il sostegno finanziario alle famiglie delle vittime. E’ strano però che non ci sia invece alcuna organizzazione che pensi ai più di 170.000 ebrei, reduci dei campi di sterminio nazisti, che attualmente in Israele stanno vivendo in condizioni economiche disastrose, al di sotto della soglia di povertà, come denunciano alcune associazioni israeliane per i diritti civili. A conclusione di questo viaggio i reduci dalla “missione definitiva “ si saranno resi conto, tra l’altro, che non esistono più i Territori Palestinesi Occupati, come le Nazioni Unite si ostinano a chiamare la Cisgiordania o West Bank. Essi si sono trasformati ufficialmente in Samaria e in Giudea a conferma dei palesi obiettivi del progetto sionista, che qualche anacronistico “ Quartetto “ non ha occhi per vedere, né capacità di contrastare.

Mariano Mingarelli Firenze

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