‘Via dalle vostre case! Le terre sono degli ebrei!’: così 25 famiglie palestinesi diventano senzatetto.

Gerusalemme – Infopal. Fonti palestinesi rivelano che la notte scorsa le Autorità di occupazione israeliane hanno consegnato ordinanze di sgombero agli abitanti di 25 appartamenti nella zona di Samir Amis (situata dietro il Muro dell'apartheid, a nord della città occupata di Gerusalemme), con il pretesto che essi sarebbero costruiti su terreni di proprietà di coloni ebrei.

Hatem ‘Abd el-Qader, responsabile delle questioni riguardanti Gerusalemme per il movimento Fatah, ha dichiarato che “ingenti forze dell'esercito israeliano e della polizia, accompagnate da Aryeh King, uno dei veterani del movimento dei ‘coloni’, sono entrate nel quartiere nel corso della notte consegnando le ordinanze di sgombero. Egli sottolinea che in questi appartamenti vivono più di 200 persone, soprattutto donne e bambini”.

‘Abd el-Qader ha detto che il suo ufficio, tramite l'avvocato Mohammad Dahleh, si rivolgerà quest’oggi alla Corte israeliana per prendere tutte le misure legali necessarie contro l'evacuazione dei circa 200 abitanti, sottolineando che le famiglie palestinesi non lasceranno le loro case ma si opporranno a qualsiasi tentativo di sgombero con la forza.

E ha aggiunto che “in base ai documenti che i cittadini palestinesi hanno ricevuto, i ‘coloni’ rivendicano la proprietà di 33 dunum di un terreno diviso a metà dal Muro di separazione a nord-ovest della città di Gerusalemme; una “zona di frontiera”, secondo la classificazione del Comune e dell'esercito.

Egli ha spiegato che le case minacciate di sgombero sono situate nella parte posta dietro il muro (sul lato palestinese), mentre la seconda parte è classificata da parte dell'esercito israeliano come “parte di Gerusalemme”.

E ha aggiunto che gli edifici a rischio di evacuazione (e poi di demolizione) sono stati costruiti dal 2003. Gli abitanti hanno comprato queste terre da proprietari palestinesi e possono comprovarlo con i relativi documenti.

Hatem ‘Abd el-Qader considera le ordinanze di sgombero un chiaro innalzamento del livello di tensione imposto da parte del governo israeliano e dei coloni che interessa tutte le parti della città, sottolineando che le confische e i sequestri delle case riguardano le case palestinesi su entrambi i lati del muro, il che si configura una “guerra contro la presenza palestinese a Gerusalemme”.

Egli ha descritto le ordinanze di sgombero come “un'espulsione di massa e di pulizia etnica contro la popolazione di Gerusalemme; un'aggressione coloniale contro gli abitanti della città, che tra  demolizioni di case e confische di terre mira a ‘risolvere’ la questione di Gerusalemme slegando totalmente la città dal resto della Cisgiordania”.

 

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