Appello di 39 intellettuali italiani e stranieri: dedicate la Fiera del Libro di Torino alla Pace, non a Israele.

 

Appello: dedicate la Fiera del Libro di Torino alla Pace, non a Israele.

RCA: 13/3/08.Torino. – Un appello sottoscritto da trentanove tra accademici, intellettuali e personalità politiche italiane e straniere, è tornato a chiedere – per l’ultima volta – che l’edizione del 2008 della Fiera del Libro di Torino, non venga dedicata allo stato di Israele ma che abbia come ospite d’onore un “paese morale” chiamato pace.

“Chiediamo di revocare una decisione sbagliata ed inopportuna fortemente condizionata dalla volontà delle autorità israeliane di celebrare in un importante evento culturale in Italia un atto esplicitamente politico come la celebrazione dei sessanta anni della nascita dello Stato di Israele” spiegano i firmatari. “Occultare la Palestina e il dramma del popolo palestinese è stata una forzatura che non poteva passare sotto silenzio, né in Italia né altrove”.

Le polemiche sulla Fiera del Libro di Torino – mentre si sta aprendo anche il Salone del Libro di Parigi anch’esso dedicato a Israele e oggetto di boicottaggio – hanno infatti assunto una dimensione internazionale con articoli pubblicati anche negli Stati Uniti e in America Latina.

L’appello vede tra i firmatari alcuni accademici da tempo schierati contro la decisione di dedicare la Fiera del Libro a Israele come Gianni Vattimo, Domenico Losurdo o personalità come Giulietto Chiesa. Ma tra i firmatari fanno capolino anche alcuni politici e sindacalisti “in trincea” come Crenmaschi, Cannavò, Marco Rizzo e Fosco Giannini. L’appello è stato sottoscritto significativamente da Wasim Damhash, intellettuale palestinese che insegna all’università di Cagliari e da Giorgio Forti della Rete degli Ebrei contro l’Occupazione.

Dall’estero spiccano le firme dello statunitense James Petras, del brasiliano Ricardo Antunes e dello spagnolo Joaquim Arriola, dei quali sono stati tradotti e pubblicati in Italia numerosi libri.

L’appello si conclude con una richiesta sotto molti aspetti perentoria “C’è solo una decisione da prendere e noi torniamo a chiedere con questo appello che venga presa adesso: revocare la decisione di dedicare a Israele la Fiera del Libro e dedicare l’edizione di quest’anno alla pace. E’ l’unica scelta che può restituire contenuto e dignità alla Fiera del Libro e forse riparare ad alcuni dei danni fatti nelle relazioni culturali tra l’Italia e il resto delle società del Mediterraneo e allo spirito libero e critico del confronto tra le culture”. (LC)

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