Hamas in Svizzera: resistenza non-violenta e successi politici e diplomatici

Ginevra – InfoPalDi Angela Lano.

“Ringraziamo la Svizzera per l’onorevole gesto di accogliere la delegazione di parlamentari di Gaza”, ha esordito il deputato del gruppo Cambiamento e Riforma (Hamas), Mushir al-Masri, durante l’affollata conferenza organizzata ieri dall’associazione “Droit pour tous” nell’aula magna dell’università degli studi di Ginevra.

Tema della conferenza – intitolata “Gaza, noi non dimentichiamo” – è stato il terzo anniversario dell’operazione militare israeliana contro la Striscia di Gaza, “Piombo Fuso”, che in tre settimane di bombardamenti aerei, di terra e di mare, tra dicembre 2008 e gennaio 2009, causò 1500 morti e 5000 feriti, la maggior parte dei quali civili, e una grande distruzione.

Fuori dall’ateneo, qualche decina di sostenitori di Israele – organizzati dalla locale Israeli Lobby – hanno manifestato con bandiere svizzere e con la Stella di David, la loro rabbia contro un’iniziativa che coinvolgeva i “terroristi”, così come essi hanno definito la delegazione di parlamentari del movimento di Hamas, eletti dal popolo palestinese.

A compensare la presenza del gruppetto di sostenitori israeliani, una folla di circa 800 persone ha riempito la sala dell’università, seguendo con partecipazione gli interventi dei relatori.

Particolare interesse ha suscitato la relazione di al-Masri, che ha sottolineato la decisione di Hamas di aderire a una linea di resistenza non-violenta, nell’ambito della partecipazione all’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e della riconciliazione nazionale palestinese. Anche se il parlamentare ha aggiunto che “ogni resistenza contro l’occupazione è legittima, in quanto prevista dal diritto internazionale a difesa dei popoli oppressi. Se uno entra nella vostra casa per derubarvi, cosa fate? Avete il diritto di difendervi? L’uso delle forza tra le due parti – israeliana e palestinese – è comunque fortemente squilibrata a favore della prima: Israele utilizza missili tutti i giorni per colpirci, armi di distruzione di massa, uccide i civili. Durante Piombo Fuso, la resistenza ha ucciso 7 soldati, mentre gli israeliani hanno ammazzato 1500 palestinesi e ne hanno feriti 5000. Una sproporzione evidente”.

“Israele deve essere perseguito per crimini di guerra e contro l’umanità – ha affermato Gilles Devers, docente di diritto -. E’ un secolo che il sionismo viola i diritti umani. Ciò che successe tre anni fa a Gaza è da considerarsi un crimine di guerra: il diritto internazionale parla chiaro. Piombo Fuso fu una guerra contro i civili, contro i bambini. E’ necessario far funzionare la Corte penale internazionale dell’Aja anche per i reati che compie Israele”.

Lo studioso svizzero Hani Ramadan ha affrontato la questione del “doppio standard” occidentale: l’incoraggiamento all’odio da parte di organizzazioni e intellettuali europei pro-Israele verso i palestinesi non è preso in considerazione, mentre media e politici concentrano l’attenzione su Hamas considerandola “il problema” del cosiddetto conflitto mediorientale. “Non è Hamas il problema – ha sottolineato il docente – ma Israele e il suo terrorismo. Storicamente il Sionismo e i governi israeliani hanno praticato il terrorismo. E nell’ultima guerra contro Gaza hanno fatto uso di armi di distruzione di massa, come il fosforo bianco, proibite dalle convenzioni internazionali. L’uso del fosforo bianco è un crimine di guerra. Inoltre, Israele attua politiche razziste e discriminatorie contro i palestinesi, e non rispetta i diritti umani”.

Emozione ha suscitato il bel video della giovane film-maker gazawi Razan Madhoon, “Spikes for hope” (Spighe di speranza): in un cortometraggio di circa 15 minuti ha voluto comunicare la speranza e la forza d’animo della società palestinese, nonostante guerre e occupazione israeliane. Attraverso le testimonianze di quattro persone che Piombo Fuso ha reso disabili – un fotoreporter, un pescatore, una madre, un atleta -, Madhoon ha veicolato il messaggio di sfida dei palestinesi, da sessant’anni bersaglio del terrorismo israeliano. Nonostante la disabilità fisica, infatti, ognuno dei quattro protagonisti ha continuato a inseguire sogni e progetti, a vivere la propria quotidianità con determinazione e coraggio, superando difficoltà, crisi e ostacoli, anche psicologici.

Cambiamento nelle politiche mediorientali europee. Il principale successo incassato dalla delegazione dei parlamentari di Gaza è certamente quello politico e diplomatico: l’accoglienza ufficiale, da parte del Parlamento svizzero, di deputati di un partito, Cambiamento e Riforma, che fa capo a Hamas, un’organizzazione di resistenza bandita in Occidente in quanto considerata “terrorista” da Usa e Israele.

La visita ufficiale in un Paese europeo di parlamentari del movimento islamico palestinese può essere considerata un segno di cambiamento di rotta della diplomazia occidentale, nel nuovo panorama geopolitico creatosi nel Vicino e Medio Oriente, e in Nordafrica, a seguito delle rivolte arabe che hanno portato alla vittoria, in diversi Stati, della Fratellanza musulmana – di cui Hamas fa parte.

Oltre al ricevimento in Parlamento, i deputati di Hamas hanno avuto un incontro a porte chiuse con il ministero degli Esteri svizzero. Anche questo, un aspetto positivo e di “rottura” con gli orientamenti del recente passato.

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(Foto: Mushir al-Masri, Ginevra, 18 gennaio 2012. Di Angela Lano per InfoPal)

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