Diplomatici europei in Palestina contro l’ebraicizzazione di Gerusalemme

Diplomatici europei in Palestina contro l’ebraicizzazione di Gerusalemme

Al-Quds (Gerusalemme) – InfoPal. A distanza di poche settimane è ancora di matrice europea un’altra condanna alle politiche israeliane attuate nei confronti degli abitanti palestinesi originari di al-Quds, vittime di un’espulsione forzata.

Sono le rappresentanze diplomatiche europee a Gerusalemme e Ramallah ad aver stilato e sottoscritto l’ultimo documento nel quale si ammette la gravità dei fatti sul campo: i metodi israeliani utilizzati per occupare e annettere la Città Santa, e per la sua trasformazione in capitale unificata di uno Stato ebraico, accantonando in tal modo, la possibilità futura di raggiungere una soluzione dei due Stati.

Si legge nello studio europeo: “La politica israeliana nell’anno 2011 si è concentrata a incoraggiare i palestinesi a lasciare Gerusalemme. Queste scelte di Israele minano anche equilibri di altre dimensioni, regionali e globali, sulla convivenza religiosa. Per mezzo della propria politica, Israele ha deciso di ebraicizzare la Città Santa, di espellere i palestinesi: cristiani e musulmani”.

Le osservazioni del rapporto si basano su un lungo studio condotto sulle singole misure adottate da Israele per raggiungere i propri obiettivi. Tra questi anche l’ultima decisione giudiziaria con la quale si violano i diritti all’infanzia palestinese.
Secondo l’ultima “ingiustizia israeliana”, un palestinese di Cisgiordania o di Gaza non potrà unirsi al proprio coniuge residente a Gerusalemme (ma anche in Israele/Territori palestinesi occupati nel ’48, ndr), perché Israele non gli riconosce il diritto al ricongiungimento familiare.
Di conseguenza, anche la prole resterà separata dal nucleo familiare naturale.

Non avere il diritto di residenza vuol dire non godere di diritti all’istruzione, alla sanità, alla previdenza sociale. La popolazione palestinese di Gerusalemme rappresenta il 37% del totale, ma percepisce appena il 10% della spesa per servizi.

Nelle scuole di Gerusalemme inoltre, vi è un serrato controllo sui curricula dei palestinesi.
Israele ha fatto una distribuzione di libri di testo che intenzionalmente compromettono la versione della catastrofe storica palestinese, la Nakba. Meno della metà dei bambini palestinesi frequentano scuole pubbliche a Gerusalemme.

Sembra risoluta come non mai l’Unione Europea nel firmare questo documento nel quale, tra le raccomandazioni, chiede ai propri rappresentanti diplomatici di non promuovere incontri con i funzionari israeliani nella Gerusalemme occupata (relazioni con funzionali gerosolimitani potrebbero essere strumentalizzate da Israele come forme di riconoscimento di una sua sovranità esclusiva sulla Città Santa, ndr).

Si introduce l’azione di boicottaggio dei prodotti degli insediamenti illegali in Palestina; si chiede un maggiore controllo nella partnership con aziende che dalla produzione delle colonie traggono un profitto, quindi di rivedere i rapporti di natura commericale.
A tal proposito si adotteranno provvedimenti legali per controllare l’azione degli europei, studiando una legislazione ad hoc per prevenire e scoraggiare questi rapporti.

Esiste poi la possiblità che i coloni israeliani segnalati e considerati soggetti violenti, con precedenti penali o meno, possano essere banditi dal far ingresso in Europa.

Il rapporto è stato approvato dai diplomatici europei ed è stato inviato a Bruxelles.

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