Le vittime di guerra a Gaza: ‘L’Anp ci ha pugnalati alla schiena’.

 

Gaza – Infopal.it. Le vittime di guerra a Gaza: “L’Anp ci ha pugnalati alla schiena, ma non rinunceremo al nostro diritto di veder giudicati i leader dell’occupazione israeliana”.

Il rinvio del voto sul Rapporto Goldstone da parte dei rappresentanti dell’Anp a Ginevra ha provocato grande rabbia nei familiari delle vittime dell’ultima aggressione israeliana a Gaza, i quali hanno intrapreso alcune iniziative per denunciare quest’ultimo “tradimento” commesso dall’Anp, definito come una “pugnalata alla schiena del popolo palestinese”.

Tristezza e sgomento sono evidenti sui volti dei familiari delle vittime: “È sensato che l’assassino si veda assolto dai traditori palestinesi?”. I familiari delle vittime hanno fatto appello alle organizzazioni che si occupano di diritti umani e alle leadership palestinese ed arabe affinché inoltrino il Rapporto Goldstone ai tribunali internazionali, aiutandoli perciò a far processare i leader israeliani per i crimini commessi.

Shock e condanna. Almazha as-Sammouni, una bambina che nell’ultimo massacro israeliano a Gaza ha perso più di trenta familiari, tra cui la madre, fratelli e zii, ha affermato: “Quando ho sentito che l’Anp aveva rinviato il voto sul Rapporto Goldstone sono rimasta scioccata”. E si è poi chiesta amaramente: “Quale presidente al mondo venderebbe i diritti del suo popolo? È possibile che un presidente si accanisca contro il proprio popolo incitando gli occupanti a bombardarlo con missili ed aerei?”.

“Io non considero Mahmoud Abbas il mio presidente, poiché è colui che mi ha privata del diritto di tradurre in tribunale i criminali di guerra israeliani che nell’ultima aggressione a Gaza hanno mi hanno assassinato i familiari davanti agli occhi. Anzi, andrebbe portato lui in tribunale, con l’accusa di aver svenduto i diritti del suo popolo”.

La bambina ha poi incitato tutte le coscienze vigili e le organizzazioni che si occupano di diritti umani nel mondo ad interessarsi immediatamente alla cosa, presentando il Rapporto Goldstone al Consiglio di Sicurezza dell’Onu affinché condanni i criminali di guerra israeliani.

Almazha as-Sammouni ha infine voluto ringraziare il giudice Goldstone per il suo Rapporto, nel quale sono ben evidenti i crimini di guerra israeliani a Gaza, e ha chiesto a chi ne ha la competenza di continuare ad impugnare questo Rapporto di modo che gli occupanti israeliani vengano giudicati per i crimini commessi contro di lei e la sua famiglia.

Disprezzo del sangue di migliaia di vittime. Muhammad Abu Hamila, che ha perso nell’aggressione israeliana la moglie, i suoi tre figli e la casa, considera il rinvio della votazione sul Rapporto Goldstone da parte dell’Anp una forma di disprezzo del dolore e del sangue di migliaia di martiri caduti nel massacro di Gaza.

Per Abu Hamila, la responsabilità di quel che è avvenuto a Gaza è degli occupanti israeliani e di Mahoud Abbas, che posponendo il voto sul Rapporto Goldstone ha salvato dal tribunale i leader israeliani: “Egli non può rinunciare ai nostri diritti barattando il sangue dei nostri figli in cambio di poco o nulla dal punto di vista politico”.

Gravi ripercussioni. Molti giuristi ed esperti di diritti umani vedono il rinvio del voto sul Rapporto come un implicito incoraggiamento rivolto agli israeliani, che così possono continuare a violare i diritti del popolo palestinese. Il rinvio del voto sul Rapporto, irresponsabile e demoralizzante, avrà perciò gravi ricadute sulla ricerca della giustizia.

‘Isam Younis, direttore del Centro al-Mizan per i diritti umani, afferma che “questo passo dell’Anp comporterà gravi ripercussioni sugli sforzi per la ricerca della giustizia, poiché per la prima volta viene ricompensato il carnefice e non la vittima”.

“Gli occupanti si sono sempre impegnati affinché non venisse formata una commissione d’inchiesta e, una volta formatasi, quest’ultima non facesse proprie le conclusioni del rapporto. Ciò rappresenta un grave pericolo verso tutto ciò che facciamo, tuttavia le dimensioni delle distruzioni e la quantità delle vittime a Gaza c’impongono fermezza”.

“Ieri la Commissione sui diritti umani doveva ratificare le conclusioni del Rapporto, perciò siamo stupefatti del comportamento dell’ANP, che ha rimandato l’appuntamento al prossimo marzo”.

Circa il ruolo delle organizzazioni dei diritti umani dopo la richiesta di rinvio da parte dell’Anp, Younis afferma che “esse sono salde nel perseguire i criminali di guerra israeliani per tradurli davanti a dei tribunali internazionali, perciò moltiplicheranno i loro sforzi per dare giustizia alle vittime di queste violazioni dei diritti umani”.

 

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