L’Egitto lavora al ‘muro d’acciaio’ anche di notte.

Rafah. Un responsabile della sicurezza palestinese e gli abitanti del sud della Striscia di Gaza confermano l’intensificarsi del ritmo dei lavori di costruzione del Muro d'acciaio tra i territori palestinesi e quelli egiziani. I lavori, nel corso degli ultimi tre giorni, sono proseguiti anche durante la notte.

Il responsabile delle forze di sicurezza palestinesi ha infatti riferito a “Quds Press” che le squadre egiziane lavorano anche di notte – sotto la protezione della polizia – per conficcare nel terreno lastre di ferro ad una profondità di 20-30 metri. Afferma inoltre che il ritmo dei lavori si è intensificato nella zona tra il valico di Rafah ed il quartiere palestinese as-Salaam.

La popolazione che vive vicino al confine si è lamentata con “Quds Press” per i rumori causati dai macchinari egiziani utilizzati per i lavori.

Le agenzie stampa israeliane e occidentali, nel mese scorso, avevano rivelato il progetto del Muro d'acciaio collegato ad una rete idrica, che l'Egitto ha iniziato a costruire con il sostegno e la supervisione franco-americana. 

Il Cairo non ha però confermato queste notizie, pur annunciando che le attività egiziane lungo il confine con Gaza servono a tutelare la sicurezza nazionale egiziana e a fermare il contrabbando attraverso il confine.

Abd el-Karim Sa‘id al-Amassi, che vive in una modesta abitazione a sud-est di Rafah, ha detto che i rumori provenienti da sottoterra e dalla frontiera hanno addirittura disturbato la vita della sua famiglia; così ci indica una gru enorme sul lato egiziano: “Lavorano di notte e non riusciamo a dormire per i rumori assordanti”.

I proprietari dei tunnel di Gaza stanno cercando di ritardare la realizzazione del muro, ad esempio sparando contro le gru per metterle fuori uso, oppure collegandole da sotto terra alla corrente elettrica.

Vi sono state anche diverse manifestazioni nella Striscia di Gaza e in vari Paesi arabi ed europei per chiedere il blocco della costruzione del Muro d'acciaio da parte dell'Egitto. Alcuni studiosi e religiosi che hanno partecipato a queste proteste hanno emesso delle fatwa concernenti il divieto di costruzione di questo muro. Il 31 dicembre 2009, tuttavia, al-Azhar ha emesso una fatwa che ne autorizza la costruzione.

Le voci che circolano parlano di una fatwa già pronta, mai discussa, letta dallo sheykh Tantawi, capo di al-Azhar. Ovvero una fatwa imposta dal governo per fornire una copertura religiosa all'azione del governo egiziano. Tanti altri sapienti musulmani egiziani e di tutto il mondo islamico hanno criticato fortemente questo muro e anche la fatwa pro-governo di al-Azhar.

Si ricorda che il Muro di acciaio del governo egiziano cerca di bloccare i “tunnel della sopravvivenza” che forniscono generi di prima necessità a un milione e mezzo di abitanti della Striscia di Gaza assediata da Israele dall'estate del 2007.

 

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