Presidente Federazione costruttori di Gaza: distruzione tunnel ha causato un disastro economico

Gaza-Quds PressLa chiusura dei tunnel di Gaza, principale fonte per l’introduzione di materiali da costruzione, ha portato ad un disastro economico devastante e ad un aumento significativo della disoccupazione”. È il contenuto dell’allarme lanciato dalla Federazione degli impresari edili di Gaza.

Dall’altra parte della frontiera, i macchinari dell’esercito egiziano proseguono i lavori di distruzione dei tunnel, minandoli, in alcuni casi, facendo esplodere le case da cui partono in altri e inondandoli, con le acque reflue, in altre occasioni. Tali tecniche sono state in grado di distruggere la maggior parte dei tunnel di Gaza.

Nabil Abu Muai’leq, presidente della Federazione degli impresari edili della Striscia di Gaza, ha dichiarato che “la chiusura delle gallerie sotterranee, operata dalle autorità egiziane, ha portato ad una moltiplicazione dei prezzi dei beni di prima necessità”. Ha però sottolineando che il suo ente “non starà a guardare e prenderà tutte le misure necessarie per proteggere l’economia palestinese e le aziende impegnate nel campo delle costruzioni”.

“Le forze maggiori e la soffocante crisi che affligge le città della Striscia di Gaza ci impongono di unire tutti gli sforzi per uscire con il minimo delle perdite, preservando, allo stesso tempo, la nostra economia e le nostre imprese nazionali”, ha aggiunto.

Ha poi proseguito: “La mancanza di materiali da costruzione nella Striscia di Gaza provocherà un danno significativo al settore delle costruzioni, un aumento della disoccupazione e un calo di produzione nelle industrie correlate. In definitiva, ciò si rifletterà su tutti i settori economici di Gaza”.

Abu Muai’leq ha quindi lanciato un appello al presidente dell’Autorità palestinese (Anp) Mahmoud Abbas, al governo, all’Onu e al Quartetto internazionale perché “intervengano immediatamente al fine di permettere l’introduzione delle quantità necessarie, alle imprese e al settore privato, di materiali da costruzione”. Ha anche esortato a “revocare incondizionatamente l’assedio totale imposto su Gaza, e aprire tutti i valichi di frontiera”.

La Federazione si è anche rivolta al Comitato del Qatar per la ricostruzione di Gaza, rimarcando “la necessità di coordinare gli sforzi al fine di garantire l’introduzione dei materiali necessari per i piccoli progetti -quali le strade interne- e, in particolare, il cemento, il ferro, gli aggregati e i derivati del petrolio.

Sotto al confine egiziano-palestinese si estendevano centinaia di gallerie sotterranee nelle quali lavoravano circa 20 mila palestinesi, impegnati a trasportare merci e materiali da costruzione di base nella Striscia di Gaza, assediata da sei anni.

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