Un anno dalla guerra contro Gaza: migliaia di invalidi e neonati malformati.

Gaza – Infopal. Enormi esplosioni e spesse nuvole di fumo hanno coperto il cielo della Striscia di Gaza. Arti umani dispersi dappertutto. Il sangue riempie le strade, e ovunque scene agghiaccianti. Questo è ciò che appare nei primi momenti della guerra condotta dalle forze di occupazione israeliane contro la Striscia di Gaza, il 27 dicembre 2008. Proprio un anno fa.

  A mezzogiorno, Israele attacca dal cielo la Striscia di Gaza. Sono oltre 50 gli aerei da combattimento che bombardano il quartier generale della polizia e le istituzioni civili di Gaza. Durante i primi minuti, sono 220 i cittadini palestinesi uccisi, e più di 550 quelli feriti, di cui molti rimarrano disabili permanenti a causa della grande quantità di missili e bombe proibite, lanciate sulla Striscia di Gaza.

I raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza sono proseguiti fino all'ultimo giorno della guerra, il 17 gennaio 2009.

 

Disabili in attesa di arti artificiali

  Faraj Ashour, 18 anni, uno dei tanti feriti, ha raccontato al nostro corrispondente come è stato colpito, insieme alla sua piccola nipote, dai micidiali Apache israeliani, mentre erano davanti a casa, nel centro del quartiere az-Zaytun, a Gaza City.

Faraj ha perso entrambi i piedi e non può più andare all'università. Poco prima del bombardamento che lo ha ferito e con l'approssimarsi dell'invasione delle truppe israeliane, lui e la sua famiglia avevano deciso di cercare riparo nell'abitazione di un parente, nel sud della Striscia, e stavano cercando un'auto per il viaggio, quando la nipotina è corsa verso di loro… E' stato in quel momento che il micidiale Apache israeliano ha lanciato il missile che li ha colpiti.

Faraj ha lanciato un appello alle istituzioni internazionali affinché aiutino a far entrare nella Striscia arti artificiali in modo che le persone rese disabili dalla crudeltà israeliana possano vivere una vita dignitosa. Gli israeliani, infatti, non si limitano a uccidere e ferire i palestinesi, ma proibiscono pure l'introduzione delle protesi, delle medicine e delle strumentazioni mediche.

Disturbi psicologici

La guerra hanno creato anche effetti psicologici sugli abitanti di tutta la Striscia di Gaza.

Uno studio ha dimostrato che tali problemi sono più diffusi nel nord della Striscia di Gaza, in particolare nel campo profughi e nella cittadina di Jabaliya, a Beit Lahiya, a Beit Hanun, a causa degli intensi bombardamenti e dell'invasione delle truppe israeliane.

Lo studio ha mostrato che i problemi psicologici sono più comuni nel gruppo di età compreso tra i 13 e i 18 anni.

 

Casi di malformazione

Tra i risultati più gravi di questa guerra ci sono le decine di casi di malformazioni fetali. Secondo i medici di Gaza, ciò è provocato dall'uso di armi proibite a livello internazionale, da parte dell'esercito israeliano durante “Piombo Fuso”.

In un'intervista con il nostro corrispondente, il dottor Mu'awiya Hassaneyn, direttore del servizio di Pronto soccorso del ministero della Sanità, ha affermato che i bambini malformati nati dopo la guerra contro Gaza sono già 50, soltanto negli ultimi cinque mesi, ma il numero di casi è destinato a salire.

Hassaneyn ha sottolineato che le donne rimaste incinte durante la guerra o che erano in stato di gravidanza erano particolarmente a rischio, a causa dei gas e dalle sostanze chimiche emesse dalle bombe. I feti che portavano in grembo hanno subito malformazioni.

Le principali malformazioni rilevate dal ministero della Sanità sono al cervello, ai polmoni, al cuore, agli arti superiori e inferiori. E tutte sono state causate dall'uso di armi di distruzione di massa da parte di Israele.

 

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