283.000 palestinesi arrestati da Israele dalla prima Intifada a oggi. Un quarto della popolazione.

Il ministero per gli affari dei detenuti: 283.000 palestinesi arrestati da Israele dalla prima Intifada a oggi. 192 sono stati uccisi.

Gaza – Infopal

Il ministero per gli affari dei detenuti nel governo di Haniyah ha confermato che le autorità di occupazione israeliane hanno arrestato più di 283 mila cittadini palestinesi dall’inizio della prima Intifada (dicembre 1987) a oggi.

In un rapporto di cui il corrispondente di “Infopal.it” ha ricevuto copia, il ministero ha riferito che dall’inizio della prima Intifada e fino a metà del 1994 sono state arrestate 210 mila persone. 10 mila, tra il 1994 e l’inizio dell’Intifada di al-Aqsa, nel settembre del 2000. 63 mila sono state arrestate dal 2000 a oggi.

Il ministero, che ha preparato il rapporto in occasione del XX anniversario della prima Intifada (Intifada delle pietre), ha dichiarato: "Contro i palestinesi, le autorità di occupazione hanno usato la politica degli arresti, nel tentativo di piegarne la volontà e fermarne la crecente resistenza".

E ha aggiunto: "Nonostante l’enorme cifra degli arrestati – circa un quarto della popolazione -, questa politica israeliana non ha impedito il proseguimento della resistenza. L’essere arrestati è considerato un orgoglio per i giovani che difendono la propria terra e i propri luoghi sacri".

Il ministero ha precisato che fino ad oggi, 356 detenuti arrestati durante la prima Intifada sono ancora in prigione. Israele si è rifiutato di liberarli perché "hanno le mani sporche di sangue ebraico".

I "vecchi" prigionieri

Il prigioniero della West Bank rinchiuso da più tempo è Said al-Ataba – detenuto dal 1977 -; quello della Striscia di Gaza, Salim al-Kayyal, dal 1983; quello di Gerusalemme, Fuad ar-Razem, dal 1981; quello dei territori occupati nel 1948, Sami Khaled Yunes, dal 1983.

I palestinesi arrestati dal 1967 superano gli 800 mila, di cui 11.500 sono ancora nelle prigioni dell’occupazione israeliana. Tra questi, 335 sono minorenni (ne erano stati arrestati più di 6500 durante l’Intifada di al-Aqsa); 118 donne (su 670 arrestate durante l’Intifada di al-Aqsa).

Il ministero ha spiegato che 1000 prigionieri si trovano in "detenzione amministrativa", senza processo né accuse. 1200 sono malati, anche gravi, per mancanza di cure mediche.

Assassinati nelle prigioni

I detenuti assassinati dalle forze speciali israeliane all’interno delle prigioni – l’ultimo dei quali è Mohammad ash-Ashqar -, sono 192: 70 uccisi dalle torture, 46 morti per mancanza di cure mediche, 68 uccisi intenzionalmente, a sangue freddo.

La situazione dei detenuti

Il ministero ha confermato che la situazione dei detenuti durante la prima Intifada era peggiore di quella attuale: le forze di occupazione sono state obbligate ad aprire nuove strutture per poter far posto al grande numero di prigionieri, arrestati giorno dopo giorno, in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme. Le prigioni sono prive del minimo necessario per la sussistenza: cibo scadente e razionato; mancanza di coperte, materassi, vestiti; divieto delle visite in certi carceri – ad esempio, quella di Ketziot, nel deserto del Negev, aperta nel 1988.

In questa famigerata prigione, la più grande aperta dall’occupazione israeliana durante la prima Intifada, sono passati più di 100 mila detenuti palestinesi. Le autorità carcerarie hanno praticato ogni forma di umiliazioni e torture.

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