A giorni, libero il resto delle detenute. Continuano le celebrazioni a Gaza

Gaza – Speciale InfoPal. I residenti della Striscia di Gaza continuano a festeggiare il successo della prima fase dell'accordo di scambio dei prigionieri con il rilascio di 477 palestinesi, mentre si attende la liberazione di altri 550 nella seconda fase, tra due mesi circa.

La ricompensa da parte del governo. Il premier del governo di Gaza, Isma'il Haniyah, ha fatto visita, il giorno dopo la liberazione, mercoledì scorso, ad alcuni ex detenuti. Incontrandoli a Gaza City, Haniyah li ha informati che provvederà all'erogazione di una somma pari a 2mila dollari ciascuno, mentre i deportati riceveranno una sistemazione abitativa. Chi non è sposato, avrà la possibilità di contrarre matrimonio.

Gli ex-detenuti e le loro famiglie hanno espresso apprezzamento e gratitudine al governo e al premier per tale ricompensa e per le promesse fatte. “La miglior ricompensa per noi è stata la liberazione dalle prigioni”, hanno spiegato.

In un'intervista con il nostro corrispondente da Gaza, Fu'ad ar-Razem, ex detenuto gerosolimitano, ha affermato che la sua liberazione è stata “un sogno accarezzato durante i dieci anni trascorsi in carcere.

“Meglio la deportazione verso la Striscia di Gaza che stare in carcere”.

Ma i deportati vorrebbero rivedere le proprie famiglie. Come gli altri, anche Fu'ad esprime il desiderio di rivedere i propri familiari a Gerusalemme, ai quali le autorità d'occupazione israeliane hanno vietato di andare a Gaza con tale scopo.

La sua famiglia, intanto, continua a festeggiare nella città Santa. Presso la sua abitazione affluisce la gente per congratularsi per la liberazione. I familiari ringraziano le fazioni della resistenza palestinese “per aver fatto uso della cattura del soldato israeliano, Gilad Shalit, per un obiettivo onorevole, quale appunto quello della liberazione dei prigionieri palestinesi”.

Fua'd continua: “Sono certo che il mio ritorno a Gerusalemme è una questione di tempo. E anche breve. Il mio rientro è sospeso alla liberazione delle terre palestinesi dall'occupazione israeliana, eventualità verosimile di fronte ai cambiamenti regionali e internazionali ai quali stiamo assistendo”.

L'assegnazione degli alloggi per i deportati. Il nostro corripsondente da Gaza ha incontrato qui anche Riyad al-Ashqar, direttore del dipartimento per l'Informazione del ministero per gli Affari dei Prigionieri: “Il governo di Gaza ha le capacità di mettere a disposizione dei deportati una sistemazione abitativa. E sono 200 i destinatari degli appartamenti da Cisgiordania e Gerusalemme.

“Abbiamo pre-istituito un team di esperti per realizzare questo impegno caso per caso, allo scopo di monitorare la situazione dei deportati e dei prigionieri in generale, e di fornire loro tutte le agevolazioni per superare la fase attuale e iniziare una vita stabile”.

Nove detenute sono in procinto di essere liberate entro pochi giorni. E' ancora al-Ashkar a dare la conferma di aver ricevuto dagli egiziani la risposta ufficiale: “Israele ha fatto sapere che a breve – si parla di due giorni – le nove prigioniere non ancora rilasciate, saranno rimesse in libertà”.

Le autorità d'occupazione israeliane avevano accettato di rilasciare tutte le prigioniere, fornendo ai negoziatori palestinesi un elenco con 27 nominativi e sostenendo che la lista era completa di tutte le donne rinchiuse nelle carceri israeliane. Tuttavia, i parenti di altre detenute avevano informato Hamas che le proprie figlie non erano state incluse nello scambio. Hamas si è rivolto al mediatore egiziano che ha chiesto agli israeliani di adempiere all'accordo liberando tutte le detenute palestinesi.

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