Abu ‘Obaydah: rifiutiamo di firmare qualsiasi accordo con l’Egitto che vieti introduzione armi a Gaza

Gaza – Infopal. Abu ‘Obaydah, portavoce delle brigate al-Qassam (braccio armato di Hamas), ha reso noto in questi giorni il rifiuto dell'organizzazione di firmare qualsiasi accordo con l’Egitto che vieti loro l’importazione di armi nella Striscia di Gaza, in quanto “ostacolerebbe il cammino della resistenza palestinese”.

Abu ‘Obaydah, in una dichiarazione, ha precisato che le armi che giungono nelle mani della resistenza non sono armi contrabbandate, e “sono uno dei requisiti di orgoglio, dignità e onore della Palestina”.

Riguardo alle notizie trasmesse da Israele sull’acquisto da parte di Hamas di armi che non possedeva, come missili a lunga gittata e razzi antiaerei, Abu ‘Obaydah ha invece replicato che  si tratta di “supposizioni, per le quali non forniamo risposte”.

Supposizioni, secondo il portavoce, sarebbero anche le dichiarazioni, sempre da parte d’Israele, secondo cui molti dei finanziamenti economici e logistici di al-Qassam proverrebbe dall’Iran; un’informazione definita da Abu ‘Obaydah “nient’altro che falsa, illogica e poco realistica, poiché la maggior parte degli armamenti del movimento è interna e autoprodotta”. Il sostegno finanziario giungerebbe da tutto l'“Occidente democratico”, dagli amanti della Palestina e dei sostenitori della causa palestinese in tutto il mondo.

In risposta al discorso di Amos Yadlin, comandante dell’intelligence militare israeliana, secondo il quale Hamas non sarebbe interessato alla tregua, Abu ‘Obaydah ha invece confermato che,  in quanto  movimento di resistenza palestinese, “definisce le proprie priorità e scelte interne non solo in base alla tattica e alla visione operativa e strategica, ma anche in base agli interessi del popolo palestinese”.

Il portavoce di al-Qassam ha anche voluto sottolineare il diritto dei combattenti palestinesi ad opporsi a qualsiasi aggressione e a prepararsi per qualsiasi confronto con il nemico, “fintanto che l'occupazione sionista continuerà con i suoi abusi e crimini contro gli occupati”.

Nulla di nuovo è stato infine rivelato per quanto riguarda le trattative per lo scambio dei prigionieri: il movimento resta fermo sulle condizioni già poste al governo israeliano, e conferma “la fedeltà ai prigionieri rinchiusi nelle carceri israeliane”, la cui liberazione viene mantenuta “in cima alle priorità”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.