Dichiarazione finale dell’VIII Congresso dei palestinesi d’Europa – Berlino, 8 maggio 2010.

Infopal. Si è svolta sabato a Berlino l'VIII Conferenza palestinese per il Diritto al ritorno (dal titolo: “Il ritorno è irrinunciabile. Libertà per i nostri prigionieri”), un evento che chiama a raccolta ogni anno i palestinesi di tutta Europa per esprimere il loro punto di vista su quella che è una delle questioni ritenute chiave per la causa palestinese.

La lotta di questo popolo, esiliato e sparpagliato nei quattro angoli del globo (6 milioni secondo le attuali stime) fin dalla fondazione dello Stato d'Israele (1948), ha come obiettivo fondamentale la liberazione dall'occupazione israeliana: per questo, far valere il diritto al ritorno – internazionalmente riconosciuto dalla risoluzione Onu 194 del 1948 – di 6 milioni di profughi là dove un tempo sorgevano le loro case, e dove adesso regna un'entità statale che s'impose 62 anni fa con la forza delle armi, acquista un'importanza particolare per il conseguimento di quest'obiettivo. Senza ritorno, non si ha il riconoscimento dello sradicamento imposto da Israele a centinaia di migliaia di famiglie da ben oltre mezzo secolo. Senza questo riconoscimento, la causa palestinese perde di significato.

Da qui dunque l'importanza della Conferenza di sabato, come luogo di riunione di una comunità dispersa, di riaffermazione dei diritti nazionali, d'interventi di personalità politiche e accademiche – palestinesi e non – e di manifestazioni culturali, ma anche e soprattutto come messaggio: i palestinesi in Europa – e, con loro, tutti i palestinesi esiliati negli altri cinque continenti – esistono, ci sono, sono uniti, sono attivi. I palestinesi lottano e, quel che è più importante, non dimenticano.

Pubblichiamo qui di seguito la

Dichiarazione finale dell’VIII Congresso dei palestinesi d’Europa – Berlino, 8 maggio 2010.  

“Diritto assoluto al ritorno e libertà per i nostri prigionieri”.                                             

L’VIII Congresso dei palestinesi d’Europa, intitolato “Diritto assoluto al ritorno e libertà per i nostri prigionieri”, tenutosi nella capitale tedesca Berlino il 24 Jumada I 1421 H. / 8 maggio 2010 M., si è chiuso con un grande successo.

Ad esso hanno partecipato migliaia di palestinesi in rappresentanza delle diverse parti d’Europa, tra cui leader e personalità palestinesi provenienti dalla patria occupata e dall’estero, oltre ad attivisti e rappresentanti di organizzazioni ed enti solidali, arabi, islamici ed europei.

Questo VIII Cogresso è stato organizzato dalla Segreteria generale dei Palestinesi d’Europa, dal Centro al-‘Awda (“Il Ritorno”) e dal Raggruppamento palestinese in Germania, oltre a varie organizzazioni palestinesi, arabe e tedesche.

Il Congresso conferma quanto stabilito nei sette precedenti convegni, che hanno preso il via nel 2003.

Cogliamo inoltre  l’occasione per esprimere apprezzamento verso lo sforzo dei fratelli e delle sorelle che hanno lavorato nell’organizzazione del Congresso, favorendone il successo, e salutiamo tutti gli ospiti e le delegazioni intervenute.

Il Congresso ha stabilito quanto segue:

1 – Dichiariamo che il popolo palestinese, ovunque si trovi – considerate le sue radici storiche, la sua eredità culturale, la sua identità e la sua cultura arabe e islamiche – costituisce un’unità unica e indivisibile.

Il nostro popolo è fermo nel suo diritto alla resistenza contro l’occupazione, con ogni mezzo, garantito dalla legge divina e dalle convenzioni stabilite tra gli uomini.

2 – Il diritto al ritorno alla nostra terra, alle nostre cittadine e ai nostri campi, in ogni parte della Palestina, è un fermo diritto individuale e collettivo, e mai daremo a chicchessia la delega a rinunciarvi né ad usarlo come mezzo di scambio; pertanto siamo certi che quello al diritto – col permesso di Dio l’Altissimo – è un nostro diritto.

3 – I nostri eroici prigionieri e prigioniere che si trovano nelle carceri degli occupanti sionisti rappresentano la coscienza del popolo palestinese, la loro più salda radice, ed il nostro popolo continuerà ad occuparsi di loro finché non vedranno sorgere nuovamente sulla Palestina il sole della libertà. Da questo Congresso chiediamo perciò di lavorare seriamente per liberare con ogni mezzo i prigionieri.

4 – Al-Quds (Gerusalemme) è la perla della Palestina, il fiore delle città, il tesoro della storia, e l’occupazione sionista non riuscirà a deturparne l’immagine attraverso la giudaizzazione e le opere volte a cancellarne l’identità.

Tutta la umma – la comunità dei credenti – porta la responsabilità, religiosa e storica, verso ciò che accade ad al-Quds e a coloro che hanno fatto voto di  difenderla: ciò va realizzato rafforzando tutti i fattori della loro presenza e della loro determinazione nel difenderla.

5 – Il Congresso biasima l’embargo oppressivo imposto sulla nostra gente a Gaza da oltre quattro anni, quindi chiede alla Cominità internazionale, alla umma arabo-islamica e alla nazione sorella, l’Egitto, di adoperarsi affinché l’embargo venga tolto e i valichi, specialmente quelo di Rafah, siano riaperti.

6 – Il Muro di separazione, l’esproprio di terre, la demolizione di case, lo stupro e l’asfissiamento del nostro popolo, non potranno cambiare la verità né spezzare la salda volontà del nostro popolo, la sua resistenza e la sua fermezza, fino alla liberazione.

7 – Chiediamo alla Comunità internazionale e alle organizzazioni che si battono per i diritti umani di perseguire i criminali di guerra sionisti, specialmente coloro che hanno commesso crimini di guerra contro l’umanità a Gaza, seguendo le disposizioni del Rapporto Goldstone e rendendolo perciò esecutivo di fronte alle corti e ai tribunali internazionali.

8 – Rinnoviamo il nostro attaccamento all’unità nazionale palestinese e la nostra difesa della giusta causa del nostro popolo, attraverso la realizzazione della completa riconcilizaione nazionale palestinese, sulla base dei nostri punti fermi; quindi invitiamo a ricostruire, a rendere fattiva e a sviluppare l’OLP, rendendola un ‘ombrello’ sotto il quale possano trovare posto tutti i palestinesi.

9 – Ci attendiamo che coloro che prendono le decisioni e coloro fabbricano le opinioni in Europa assumano delle posizioni serie che rendano giustizia al popolo palestinese, a fianco del diritto, della giustizia, della libertà dei popoli, di ripudio dell’occupazione, svelandone la realtà e ponendo fine ad ogni tipo di sostegno nei suoi confronti. Inoltre, vogliamo attirare l’attenzione sull’indiscutibile responsabilità storica dell’Europa per la catastrofe che ha colpito il nostro popolo nel 1948, con tutto quel che le fece seguito: sostegno al progetto dell’occupazione della Palestina e fornitura di tutto quel che è servito per consolidarla ed estenderla. Le generazioni del nostro popolo, ancora, pagano il prezzo di questa sciagura.

Dall’VIII Congresso dei palestinesi d’Europa, da Berlino, salutiamo tutto il nostro popolo, dentro e fuori la Palestina, i nostri fratelli ed amici in ogni luogo. E c’impegniamo di fronte a Dio, poi di fronte a voi, ai nostri prigionieri e ai nostri martiri di restare fedeli – col permesso di Dio l’Altissimo – all’impegno preso, fino alla liberazione e al ritorno. 

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