Egitto: proposto referendum per cessare relazioni con Usa e Israele.

EGITTO: CRISI LIBANO, PROPOSTO REFERENDUM PER CESSARE RELAZIONI CON USA E ISRAELE

 

Il Cairo, 2 ago. – (Aki) – I sindacati e i partiti dell’opposizione egiziana hanno proposto di indire un referendum popolare sull’interruzione delle relazioni diplomatiche con Stati Uniti e Israele, l’allontanamento dell’ambasciatore israeliano dal Cairo e la rescissione degli accordi di Camp David. Lo rivela il quotidiano egiziano indipendente Al Masri al Yom, secondo cui i partiti dell’oposizione e i sindacati hanno emesso un comunicato in cui si denuncia "l’evidente complicità degli Stati Uniti, il silenzio della comunità internazionale e la passività dei governi arabi riguardo la crisi in Libano".
Le parti – riunitesi al sindacato dei Giornalisti del Cairo – hanno proposto inoltre, "la costituzione di una Lega dei Popoli Arabi, che sostituisca l’attuale organismo della Lega Araba, che riunisce i governi della regione e che ha provato di non essere all’altezza dei compiti che si prefigge". "Quello che succede in Libano – ha ammonito Galal Aref, presidente del Sindacato dei Giornalisti – potrebbe accadere prima o poi in qualsiasi altra capitale araba".
Il malcontento dell’opposizione interna al Paese, rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang per il regime di Hosni Mubarak, già al centro di forti contestazioni per l’atteggiamento di cautela assunto dal governo egiziano sull’attuale crisi in Medioriente. L’eco delle denunce per la violazione dei diritti umani e della brutalità con cui le manifestazioni di piazza vengono puntalmente represse dalle forze dell’ordine,hanno ormai varcato le frontiere del paese e la stampa indipendente sta conducendo una vera e propria campagna stampa contro "la totale assenza di un progetto democratico nella vita politica e sociale del Paese" E’ di oggi la notizia, pubblicata dal quotidiano Al Wafd, secondo cui "sono oltre 100 mila gli ordini di cattura emessi dall’ascesa di Mubarak alla presidenza del Paese, nel 1981".
"Nel solo anno 2005 – rivela il quotidiano – le autorità hanno spiccato mandati di arresto per oltre 7mila cittadini, accusati di reati politici". Le cifre proposte dal quotidiano, e ricavate da uno studio condotto da un’organizzazione per i Diritti Umani, tuttavia, sono state smentite dalle autorità egiziane.

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