‘Eid al-Adha 2010 a Gaza: IV anno di assedio, IV anno di rinunce

Gaza – InfoPal. E' un'Eid al-Adha, festa del Sacrificio, di rinunce nella Striscia di Gaza: i bambini si aspettavano abiti nuovi, che non hanno potuto ricevere, e le famiglie hanno dovuto rinunciare ad acquistare l'animale da sacrificare – simbolo di questa ricorrenza, la più importante del calendario islamico.

I beni di base continuano ad essere negati dall'assedio imposto da Israele e i prezzi del commercio sono troppo alti.

Prezzi alle stelle. I prezzi dei capi di bestiami sono arrivati anche a 500 dollari.

Per capirne di più, il nostro corrispondente a Gaza ha incontrato il Direttore del dipartimento per la tutela dei consumatori del ministero dell'Economia, Ahmed Abu Riala, che ha confermato il dato sulla sproporzione tra domanda e offerta di carne e capi di bestiame.

Gli ostacoli dell'embargo. Abu Riala ha spiegato che la capacità di bestiame disponibile nel territorio palestinese assediato è pari al 6% dell'effettivo fabbisogno di carni rosse della popolazione.

I prezzi delle carni aumentano in tutti i Paesi arabi e islamici proprio in vista dell'Eid al-Adha, ma qui giocano numerosi altri fattori nel precluderne l'accesso.

Un'Eid senza abiti nuovi. Sebbene i mercati di Gaza appiano affollati di gente, nessuno, o quasi, è in grado di fare acquisti: l'abbigliamento costa troppo. Gli acquirenti hanno espresso insoddisfazione perché, in preparazione all'Eid, avevano fatto grossi rifornimenti senza tuttavia riuscire a vendere.

Sono merci pagate ad un alto prezzo anche perché introdotte dai tunnel.

Wafa' Radwan è madre di sei figli ed è tra coloro che quest'anno non ha comprato nulla.

“Con quello che dispongo, riuscirei appena a comprare una giacca e un pantalone per ciascuno dei miei figli. Non ho avuto altra scelta che rinunciarvi e rimediare con i loro abiti vecchi”.

Ripercussioni sul commercio. Fadi al-'Esar è un commerciante e ammette che i prezzi di quest'anno hanno spaventato tutti. Nonostante Fadi abbia pagato un alto dazio per l'introduzione della merce, non ci sono acquirenti e quest'anno tutto resterà nei magazzini.

Secondo il suo parere, la situazione dell'Eid resta identica alle festività degli ultimi quattro anni, sin dall'imposizione dell'assedio israeliano.

Visite e auguri senza “sacrificio”. Stando ai dati delle Agenzie Onu, per l'80%, la popolazione di Gaza vive al di sotto della soglia della povertà e il divieto d'introduzione di materiale edilizio compromette qualunque possibilità di ripresa.

Anche quest'anno, l'Eid al-Adha a Gaza sarà ricordata per le rinunce, ci si accontenterà di far visita ai parenti per rinforzare la solidarietà e le relazioni sociali.

Purtroppo, tra le rinunce per i palestinesi della Striscia di Gaza vi è proprio il rito che distingue l'Eid al-Adha dalle altre festività musulmane: il sacrificio di un ovino.

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