Governo sudafricano: aggressioni israeliane contro palestinesi come regime di Apartheid.

La settimana scorsa, il governo sudafricano ha invitato Israele a porre fine alle aggressioni contro i palestinesi che, ha detto, ricordavano la storia dell’Apartheid.

“Chiediamo al governo israeliano – spiega in un documento – di cessare le sue attività, che ci rammentano delle deportazioni dell’Apartheid, e di ricominciare immediatamente i negoziati”.

Il documento, insolitamente forte, critica la demolizione di case palestinesi e l’espansione di stabilimenti di soli ebrei su terre prese dai palestinesi.

“Condanniamo il fatto che l’espansione degli stabilimenti a Gerusalemme Est si accompagna alla campagna israeliana di deportazione dei palestinesi originari della città”, aggiunge il comunicato.

Il documento prende anche nota delle condanne da parte di Stati Uniti ed Europa dei recenti piani di espansione israeliani che prevedono 900 unità abitative per la colonia di Gilo, in terra palestinese, a sud di Gerusalemme.

“Il Sudafrica ritiene che questi progetti di Israele mettano in pericolo i tentativi di raggiungere una soluzione negoziata del conflitto, cioè due stati, Israele e Palestina, che esistano fianco a fianco in pace fra confini riconosciuti a livello internazionale”.

In agosto, l’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu ha paragonato Israele e il Sudafrica dell’Apartheid, durante un’intervista con Ma’an.

“In Sud Africa è successa la stessa cosa per molto tempo”, ha detto riferendosi al rifiuto di Israele di negoziare con Hamas. “Il governo dell’apartheid sosteneva che non avrebbero negoziato con Nelson Mandela e così via – ma hanno dovuto farlo”.

In luglio, degli accademici hanno pubblicato un rapporto che denuncia come Israele infranga i divieti internazionali su aparthied e colonialismo.

Il rapporto è stato scritto da esperti legali inglesi, irlandesi sudafricani e palestinesi sotto gli auspici del South African Human Sciences Research Councol (HSRC). Il rapporto rivela che Israele sta commettendo crimini contro l’umanità, che dovrebbero andare incontro a sanzioni legali.

Traduzione per Infopal di Martina Piperno.

 

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