Hamas: rapporto della House of Commons primo segnale di risveglio.

Gaza – Infopal. Il leader e deputato di Hamas Mohamed Shihab ha espresso ieri il proprio apprezzamento nei confronti del report pubblicato dalla Commissione per gli Affari esteri britannica, nel quale si chiede al governo d’impegnarsi in un dialogo con il movimento per inaugurare il “risveglio” e l’“apertura” dell’Europa.

In una dichiarazione al canale satellitare Al-Alam, Shihab ha infatti affermato che “Hamas accoglie con favore tutte le voci che esortano a considerarlo nient’altro che un movimento di liberazione palestinese, che ha guadagnato la fiducia del popolo in elezioni libere e democratiche”.

Il deputato ha quindi ricordato che esistono nel mondo centinaia di organizzazioni umanitarie e parlamentari che sostengono la causa palestinese, e sanno già che Hamas è un movimento di resistenza che lotta per la difesa dei diritti umani.

Shihab ha tuttavia fatto notare che il rapporto della commissione britannica, pur incoraggiando il dialogo con il suo movimento, mostra di essere ingiusto in alcuni punti: ad esempio, secondo Shiahab, “quando accusa Hamas di prendere di mira i civili, tacendo sul fatto che i palestinesi si difendono con l’impiego di mezzi modesti e ineguali, di fronte allo sviluppato arsenale israeliano”.

Il leader ha comunque espresso la propria speranza che le classi dirigenti e le istituzioni formino una lobby per esercitare pressioni sui loro leader e i loro governi, affinché cambino la propria politica nei confronti della Palestina e sostengano attivamente i diritti degli arabi palestinesi.

A questo proposito, diversi giornali di fama mondiale hanno riportato la decisione da parte del Consiglio per l’etica del ministero della Finanza norvegese di riesaminare gli investimenti della Norvegia in diverse compagnie israeliane, in risposta alle pratiche sioniste ai danni dei palestinesi (e in particolare alla guerra di Gaza).

Secondo i servizi dei vari quotidiani, il governo norvegese starebbe considerando tra le altre cose di ritirare i propri capitali dalla compagnia israeliana della Elbit Systems, che produce gli apparecchi elettronici utilizzati dall’esercito israeliano e dalle forze di sicurezza allo scopo di uccidere, oltre ai sistemi di sorveglianza impiegati nei pressi del Muro dell’apartheid.

Il Consiglio per l’etica è un organo istituito dal governo norvegese per assicurarsi che gli investimenti esteri governativi vadano incontro alle proprie linee-guida morali.

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