Huda Naim: Israele non ha il coraggio di colpire Haniyah.

Huda Naim, membro del Consiglio legislativo palestinese nel gruppo parlamentare di Hamas, ha dichiarato che "Israele non ha il coraggio in questo momento di prendere di mira il primo ministro palestinese Ismail Haniyah, ma che continua a colpire i civili palestinesi e il resto della dirigenza".
In una dichiarazione al corrispondente di Infopal.it, Naim ha sottolineato che  prendere di mira direttamente Haniyah in questo momento significa distruggere l’Autorità nazionale e non solo il governo palestinese attuale, e che Israele non può assumersene le conseguenze.

Naim prevede il proseguimento dell’escalation militare dell’esercito di occupazione israeliana "senza ulteriori sviluppi, visto il deterioramento della situazione politica interna dello Stato israeliano".
E ha sottolineato che i capi israeliani tentano di trasferire la guerra sulla piazza palestinese dopo il loro fallimento politico.

E ha aggiunto: “A seguito del calo di popolarità del primo ministro Ehud Olmert e dopo il rapporto di Winograd, la situazione politica israeliana è sotto pressione. I partiti non rappresentano realmente il cittadino israeliano come avveniva in precedenza, perciò prevedo un ulteriore escalation nei prossimi giorni”.
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Naim ritiene l’attacco alle guardie del primo ministro e l’uccisione dei parenti del dott. Khalil Al-Hayyah, membro del Consiglio legislativo e uno dei dirigenti di Hamas rappresentino “messaggi ai dirigenti politici”.

Per quanto riguarda la possibilità di affrontare la continua escalation, Naim ha confermato che "la resistenza del popolo palestinese si basa sul fatto che i palestinesi si rendono conto della situazione e degli obiettivi israeliani.
E ha dichiarato: “Durante tutto il periodo passato, era in corso una tregua. Questo fatto ha convinto tutti che i missili di fabbricazione locale non erano l’unico motivo dell’escalation: Israele ha violato tale tregua e ora al popolo palestinese non rimane altra scelta che la resistenza".

La debolezza del presidente Abbas.

Per quanto riguarda il futuro dell’assetto politico palestinese, Naim ha espresso il proprio scetticismo sul fatto che la situazione possa migliorare tenendo conto della debolezza del presidente Mahmoud Abbas: “La posizione del presidente Abbas in relazione agli ultimi incidenti non era giustificata e la sua debolezza non è più solo oggetto di discussione tra gli intellettuali, ma anche tra le persone comuni, nelle strade palestinesi”. A questa debolezza, sottolinea Naim, si associa la presenza di "palestinesi sionisti che lavorano in modo diretto e continuo per far fallire ogni tentativo di successo del governo”, e che tale componente "gode del sostegno e della copertura esterna".

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