I rapporti dell’Egitto con Hamas: strategia o interessi temporanei?


Al-Masri: “Il nostro rapporto con l'Egitto è strategico e le divergenze non lo influenzeranno.
Un analista afferma: “L'Egitto è consapevole del fatto che Hamas è uno degli elementi dell'ordine politico palestinese, e Hamas è consapevole dell’insostituibilità del ruolo dell’Egitto”.

Gaza – Quds press. Tra la leadership egiziana e quella di Hamas, che gestisce gli affari della Striscia di Gaza, emergono di tanto in tanto punti di contrasto, per cui il divario tra le due parti talvolta cresce, mentre altre volte la situazione si distende, cosicché i rapporti migliorano.

Fino a che punto la dirigenza egiziana crede alle buone relazioni con l'organizzazione palestinese, ritenuta un’emanazione dei Fratelli Musulmani, e che governa la Striscia di Gaza, la porta orientale della Repubblica araba d'Egitto? E come vede Hamas le sue relazioni con l'Egitto: strategiche, storiche, quindi importanti, oppure dettate solo da interessi condivisi e da una consapevolezza politica imposta dagli eventi?

I rapporti tra il Cairo e Hamas hanno subito una certa tensione in seguito al rifiuto di Hamas di firmare il documento egiziano di riconciliazione così com’è, senza modifiche, il che ha irritato la  dirigenza egiziana, che ha rinviato sine die la data della firma di riconciliazione nazionale fissata in precedenza per il 25 del corrente mese.

Un leader di Hamas, il deputato Mushir al-Masri, ha detto che i rapporti del suo movimento con l'Egitto sono saldi e strategici: “Qualsiasi divergenza tra i nostri punti di vista non pregiudicherà il canale di comunicazione in corso tra noi e l'Egitto. Siamo in continuo contatto con la dirigenza egiziana e in attesa di una risposta per inviare una delegazione di Hamas per discutere il documento di riconciliazione”.

Egli ha dichiarato a “Quds Press”: “L'Egitto è consapevole più di ogni altro Paese della notevole elasticità dimostrata da Hamas per ottenere una riconciliazione interpalestinese. Hamas è mosso da sincere intenzioni, quindi non intende firmare e poi svicolare dall'applicazione di quanto è stato firmato, come fa invece Fatah. Noi, in presenza di un documento che contiene tutti i punti concordati precedentemente, siamo per la firma e la loro conseguente applicazione”.

Il dottor Naji Sharab, professore di Scienze politiche all'Università al-Azhar, ha osservato che le relazioni egizio-palestinesi “vanno oltre il mero rapporto con Hamas, poiché il legame del Paese con la Palestina nel suo complesso è da considerare nel quadro di rapporti storici e organici che risalgono a oltre 3.000 anni fa”.

Sharab ha poi detto che “l'Egitto è consapevole dell'importanza della Striscia di Gaza per la politica e la sicurezza egiziana, e questo è il primo punto; il secondo punto è che l'Egitto è cosciente del fatto che Hamas è diventato un attore fondamentale che riveste un ruolo molto importante a livello sia regionale arabo che a livello palestinese”.

E ha aggiunto: “Oggi l'Egitto sa che Hamas è uno degli elementi dell’ordine politico palestinese e che esso non può completarsi, rafforzarsi ed espandersi senza il coinvolgimento di Hamas. Questo riconoscimento si aggiunge alla consapevolezza egiziana della dimensione morale della ‘questione palestinese’. L’Egitto, in base a considerazioni di tipo politico, economico e di sicurezza, sente di dover svolgere un ruolo nei confronti della Striscia di Gaza”.

Egli ha inoltre osservato: “Hamas si rende conto dell'importanza del ruolo egiziano, così riconosce che il ruolo dell'Egitto nella riconciliazione interpalestinese è insostituibile. È vero che ci sono Paesi che influenzano le decisioni di Hamas, nessuno lo nega, ma è normale che trattandosi di politica vi siano tali influenze”.

Sharab ha aggiunto: “Hamas riconosce che il futuro della Striscia di Gaza è legato in maniera organica ai rapporti egiziano-palestinesi concernenti la Striscia. A Gaza vi sono dei punti di passaggio, uno israeliano e l'altro egiziano, ma l'unico accesso della Striscia di Gaza al mondo esterno è l'Egitto. L'Egitto rappresenta perciò un'estensione strategica, politica e sicuritaria per Gaza, e Hamas sa che il ruolo dell'Egitto non è sostituibile. Penso che questa reciproca consapevolezza basti a spiegarci l'interesse delle due parti nel proseguire i rapporti ed evitare frizioni, e anche se a volte le relazioni reciproche presentano dei contrasti, questi si risolvono rapidamente”.

Gli israeliani cercano di turbare il rapporto tra Hamas e l’Egitto, perché sanno bene che il miglioramento delle relazioni tra le due parti non è nel loro interesse.

Amos Gilad, alto funzionario della Sicurezza presso il ministero della Difesa israeliano, nell’ambito di dichiarazioni rilasciate durante la celebrazione del 30° anniversario della firma degli Accordi di pace di Camp David tra Egitto e Israele, ha affermato: “Il Cairo è più alleata di Israele che del movimento di Resistenza islamica Hamas e dell'Iran. Entrambi consideriamo Hamas come una minaccia per la sicurezza nazionale di Israele e dell’Egitto”.

Anche gli egiziani si rendono conto dei ripetuti tentativi israeliani per seminare discordia tra l’Egitto e Hamas. Il ministero degli Esteri egiziano ha riconosciuto più di una volta i tentativi israeliani di creare una spaccatura con Hamas, ad esempio quando ha smentito categoricamente ciò che è stato pubblicato dal giornale israeliano “Haaretz”, il quale attribuiva al presidente egiziano un discorso nel quale avrebbe detto che Hamas non sarebbe dovuto uscire vittorioso durante l'aggressione israeliana a Gaza dell'anno scorso.
Per quanto riguarda le divergenze sull’utilizzo dei media da parte dei leader delle due parti, Sharab ha sottolineato: “L'informazione è libera. Esistono una stampa ufficiale, una di partito e una privata. Le fonti di ogni dichiarazione possono essere vere oppure false”. Poi si è chiesto: “Queste dichiarazioni che ascoltiamo di volta in volta, sono state rese in una conferenza stampa, direttamente, oppure sono trapelate solo attraverso i media?”.

Al-Masri concorda con Sharab quanto afferma che “i media non hanno alcun valore per quanto riguarda il canale di comunicazione tra noi e l’Egitto. Esistono canali ufficiali attraverso i quali il Movimento continuerà i contatti con la dirigenza egiziana, e sono quelli che riportano le posizioni ufficiali. Questi canali esistono ancora, quindi lasciamo perdere quello che sentiamo da alcuni media”.

Per quanto riguarda invece i rapporti reciproci tra Hamas e l'Egitto, egli afferma che si tratta di rapporti profondi e radicati che non possono essere sciolti e che non si tratta solo d’una comunanza temporanea d’interessi. Secondo al-Masri sarebbe sbagliato che il rapporto di qualsiasi fazione palestinese con qualsiasi Stato arabo o islamico fosse dettato solamente da interessi o da motivi tattici.
Egli ha poi aggiunto: “La questione palestinese, in linea di principio, è una questione araba e islamica, e essa smuove tutti i Paesi. Questi Stati devono assumersi la responsabilità di difendere la causa e il popolo palestinesi, mentre tra le responsabilità dei palestinesi vi è quella di mantenere aperti i canali di comunicazione con tutti questi Paesi. Hamas possiede una strategia per trattare con le nazioni arabe e islamiche interessate agli sforzi volti al sostegno del nostro popolo e della nostra causa”.

Sharab, da parte sua, ha smentito in maniera assoluta che la relazione dell'Egitto con Hamas sia d'interessi, tattico o temporaneo: “Tale rapporto è basato su una consapevolezza politica molto importante: l'Egitto è pienamente consapevole del fatto che Hamas è uno dei fattori essenziali del sistema politico palestinese, quindi lo riconosce come attore di primo piano nella questione palestinese, poiché non vi possono essere riconciliazione o negoziati senza di esso”.

“Non si tratta d’interessi, ma di consapevolezza politica. L'Egitto è cosciente che Gaza è la porta orientale per la sua sicurezza nazionale, perciò l'Egitto è interessato alla stabilità di Gaza. Quindi è necessario togliere l'assedio. Ma al tempo stesso dobbiamo riconoscere che l'Egitto è un grande Paese che esige una posizione nella regione, perciò noi palestinesi a Gaza, oppure come Hamas, dobbiamo essere consapevoli di questo fatto. Credo che qui s’incontrino gli interessi comuni dei palestinesi e degli egiziani dettati dalla loro reciproca consapevolezza politica: così s’incoraggia una continuità nei rapporti, e ciò conferma la volontà dell'Egitto di perseguire la riconciliazione”.

Per quanto riguarda i prossimi scenari, in particolare il documento presentato dall’Egitto, Sharab ha detto: “Ci sarà una visita da parte di una delegazione di Hamas, con Khaled Meshaal, e credo che essa metterà fine a tutte le divergenze. Il problema non è Hamas: esso  non rifiuta il documento egiziano, ma ha da fare solo alcune osservazioni, e l'Egitto fornirà delle rassicurazioni al riguardo. Credo dunque che ci stiamo avviando, in un modo o nell'altro, verso la riconciliazione”.

 

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