Il padre di Shalit: Gilad ascoltava la radio e guardava la Tv

An-Nasira (Nazareth) – InfoPal. Il padre del soldato israeliano Gilad Shalit, rilasciato ieri nell'ambito dell'accordo di scambio dei prigionieri tra Hamas e Israele, ha affermato che durante la permanenza a Gaza, durata cinque anni, il figlio fu colpito da alcune schegge provocate dai bombardamenti israeliani (operazione Piombo Fuso, inverno 2008-2009), riportando delle lesioni lievi.

Durante una conferenza stampa svoltasi ieri, martedì 18 ottobre, davanti alla casa della famiglia Shalit, in Galilea, nei territori occupati nel 1948, Noam Shalit ha raccontato che suo figlio “fu trattato male, nei primi tempi di prigionia, ma il trattamento è migliorato negli ultimi anni”.

“A Gilad era permesso l'ascolto della radio e la visione dei canali televisivi arabi”. 

Noam ha anche detto che il figlio “ha alcune ferite lievi che non hanno ricevuto una cura adeguata. Le ferite sono causate da schegge. Gilad si trova in difficoltà a comunicare con le persone in pubblico, perché ha passato molto tempo in isolamento, in uno scantinato al buio”.

Noam ha anche spiegato che a suo figlio non era permesso comunicare con gli altri nella propria lingua: parlava solo con i suoi carcerieri, e ha concluso dicendo che Gilad riceverà un trattamento riabilitativo nell'esercito.

 

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