Il PCHR chiede all’UNRWA di essere fedele al proprio nome come stabilito dalla deliberazione dell’Assemblea Generale

Il PCHR chiede formalmente all'UNRWA di essere fedele al proprio nome come stabilito dalla deliberazione dell'Assemblea Generale

Il Centro palestinese per i Diritti umani (PCHR) è seriamente preoccupato per l'update che l'Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione dei Profughi (UNRWA) ha fatto al proprio sito web, sia in inglese che in arabo. L'update contiene un cambio di denominazione, da UNRWA a UNAPR  (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati palestinesi).

Il cambio di nome solleva serie preoccupazioni, soprattutto alla luce degli sforzi politici fatti a livello internazionale per indebolire la questione dei rifugiati palestinesi, che è il nocciolo della causa palestinese.

Il PCHR ha seguito da vicino le reazioni negative a tale cambiamento a livello arabo e palestinese: reazioni che sono aumentate nelle ultime due settimane presso i poteri politici palestinesi, l'Olp e i movimenti all'interno del quadro degli stati della Lega Araba.

L'UNRWA ha invece negato alcun cambiamento sostanziale nel proprio nome o nel mandato assegnatole dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Sostiene inoltre che l'update altro non è che un cambiamento di forma e un miglioramento del sito web, uno degli sforzi fatti per attirare fondi internazionali. Dopo le critiche l'Agenzia ha fatto un'ulteriore modifica al proprio sito, reinserendo la denominazione “Agenzia delle Nazioni Unite  per il Soccorso e l'Occupazione dei Profughi” (UNRWA) in caratteri piccoli sotto il logo, ma mantenendo la discutibile modifica in UNAPR.

Il PCHR sottolinea quanto segue:

1.                 Il PCHR denuncia la correzione unilaterale del nome dell'amministrazione dell'Agenzia delle Nazioni Unite, qualsiasi siano i motivi di tale cambiamento. Il PCHR fa anche notare che il nome “Agenzia delle Nazioni Unite  per il Soccorso e l'Occupazione dei Profughi” (UNRWA) era letteralmente citato nella deliberazione n. 302 del 1949 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che stabiliva appunto UNRWA e ne decideva il mandato.

2.                  Nessun partito o persona è autorizzato a modificare il nome letterale menzionato nella deliberazione dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha fondato l'Agenzia e che è l'unica istituzione che ha la competenza di fare cambiamenti. Perciò né il commissario generale dell'UNRWA né chiunque altro è autorizzato a correggere o a modificare il nome dell'Agenzia.

3.                  L'ultimo update sul nome, conseguente le reazioni di condanna, non è sufficiente, e quindi il nome originario deve tornare ad essere letteralmente quello menzionato nella  deliberazione dell'Assemblea Generale.

4.                  Se la pretesa dell'Agenzia fosse vera, che cioè tale cambiamento non è politicamente motivato e che lo scopo era solo quello di migliorare il sito web, tali miglioramenti potrebbero essere fatti senza modificare il nome.

Il PCHR sottolinea il proprio pieno appoggio alla posizione dell'Olp come unica legittima rappresentanza del popolo palestinese, che chiede un'azione urgente nel quadro delle Nazioni Unite, della Lega Araba e dei paesi che ospitano rifugiati palestinesi, al fine di  preservare il lavoro dell'UNRWA e di garantirne l'esistenza sotto il suo nome, il suo mandato e i suoi servizi.

 

Traduzione per InfoPal a cura di Stefano Di Felice.

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