Israele usa armi scadute che avvelenano i palestinesi

Al-Quds (Gerusalemme) – Ma'an. Gli abitanti di Silwan effettueranno un'indagine sull'uso di gas lacrimogeno scaduto e ossidato da parte dell'esercito israeliano, una pratica che, secondo i palestinesi che abitano nel sobborgo, pone grossi rischi alla loro salute.

La notizia è giunta durante una conferenza stampa tenutasi mercoledì alla tenda di protesta di Silwan, dove un comitato locale ha riferito dell'imminente avvio di un'indagine preliminare in seguito ad alcuni sintomi di stanchezza, febbre alta, vomito e respiro affannoso accusati dagli abitanti del luogo, dopo alcuni scontri con le forze dell'ordine.

I soldati israeliani e la polizia di frontiera hanno infatti lanciato lacrimogeni durante una serie di tafferugli cominciati lo scorso 22 settembre, in occasione del seppellimento di un palestinese di Silwan ucciso da uno dei guardiani delle colonie. Da quel giorno, gli scontri sono scoppiati in modo costante quasi ogni giorno, spronati da un blocco israeliano che proibisce lo spostamento tra i quartieri di Gerusalemme.

Come riporta l'organizzatore delle indagini Fakhri Abu Diab, membro del comitato che ha lanciato le investigazioni, medici sbalorditi hanno dato l'allarme quando, trasferendo in ospedale alcuni dei palestinesi che avevano partecipato agli scontri, hanno scorto segni di avvelenamento in diversi di loro.

Alcuni volontari hanno quindi raccolto i canister dei lacrimogeni rimasti nell'area per esaminarli, notando che avevano superato la data di scadenza da più di dodici mesi; in alcuni casi, le valvole di uscita si erano perfino ossidate.

Trattandosi di armi chimiche di bassa qualità, i lacrimogeni scadono dopo cinque o sei anni, dopodiché vengono normalmente utilizzati solo per esercizi di addestramento, e non più contro le persone. “Lacrimogeni scaduti e danneggiati sono stati lanciati dentro e intorno alle case della gente” ha spiegato Abu Diab, mentre Muhammad Sadeq, presidente del Centro d'informazione di Gerusalemme ed anche lui membro del comitato, ha accusato le forze israeliane di aver usato la popolazione di Gerusalemme come cavie per testare armi chimiche pericolose, citando anche l'uso di armi al fosforo bianco nella Striscia di Gaza nel gennaio 2009. Sadeq ha quindi invocato la creazione di una commissione internazionale che indaghi sull'uso di armi chimiche scadute.

Da parte sua, il vice-presidente della Federazione dei medici arabi in Palestina Najeh Hawarin ha riferito che il comitato sta esaminando la possibilità di portare il caso nei tribunali israeliani. Alcune sentenze pronunciate a Tel Aviv nel 2005, ricorda Hawarin, dichiararono il gas lacrimogeno sostanza velenosa, che in qualche caso può avere anche effetti debilitanti. La Corte suprema israeliana confermò poi la sentenza, e questo, secondo Najeh, aprì la strada a una battaglia legale contro l'uso dei lacrimogeni nelle aree civili, soprattutto se scaduti.

“Le forze israeliane impiegano armi pericolose contro i civili in modo casuale”, ha aggiunto Jawad Siyam, direttore del Centro d'informazione Wad Hilwa.

Come ha annunciato il comitato, i proiettili raccolti saranno sottoposti ad alcune ispezioni, e quindi, se necessario, si passerà all'azione legale.

 

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