‘La nuova politica Usa in Medio Oriente’: Dayton e l’eliminazione di Hamas dalla Cisgiordania.

 

Gerusalemme – Pic. Il quotidiano Maariv ha rivelato lunedì che l’ufficiale Usa Keith Dayton intende aumentare il numero di uomini della sicurezza di Ramallah, con l’obiettivo di eliminare la Resistenza palestinese guidata da Hamas in Cisgiordania.

Dayton, incaricato di supervisionare e finanziare gli apparati di sicurezza al comando dell’ex-numero uno dell’Anp, Mahmud Abbas, avrebbe infatti intenzione di aggiungere altri sette corpi ai tre già presenti nelle forze affiliate a Fatah.

Secondo Maariv, gli alti funzionari israeliani avrebbero accolto con favore il piano di Dayton. L’occupazione avrebbe inoltre approvato di recente la richiesta da parte di ‘Abbas di permettere l’addestramento in Giordania di alcune unità, che dovrebbero partire in missione subito dopo il loro ritorno in Palestina.

L’organo di stampa israeliano ricorda tuttavia che Dayton ha recentemente affrontato diversi problemi col budget destinato ad addestrare e sostenere le forze di sicurezza di Ramallah, e ha dovuto di conseguenza fare ritorno a Washington per trovare i finanziamenti necessari al suo progetto.

Per quanto riguarda la politica delle campagne di arresti portata avanti in Cisgiordania, le autorità di sicurezza hanno fermato domenica 15 palestinesi affiliati a Hamas, assaltato quattro moschee ed arrestato tre membri del Jihad Islamico: tutto questo tra le città di Hebron, Tobas, Nablus, Jenin e Tulkarem.

A questo proposito, il movimento di Hamas in Cisgiordania ha svelato ieri un progetto preparato dagli apparati di sicurezza di Abbas per la fabbricazione di false testimonianze a sfavore dei combattenti di al-Qassam uccisi qualche giorno fa a Qalqilya

In una dichiarazione pervenuta a Pic, Hamas afferma infatti che le forze al servizio di ‘Abbas hanno sottoposto alcuni membri del movimento a pressioni e ricatti, al fine di ottenerne, in cambio della loro liberazione, false testimonianze e informazioni erronee che incriminassero e diffamassero i combattenti della Resistenza palestinese.

Alla luce della conferma di queste notizie, Hamas ha messo in guardia contro qualsiasi tentativo di diffondere voci e menzogne che puntino a infangare l’immagine degli uomini e dei martiri della Resistenza in Cisgiordania.

Gli stessi deputati di Hamas rinchiusi nelle carceri israeliane hanno espresso il loro dispiacere alla notizia dell’uccisione di cinque mujahidin delle brigate al-Qassam per mano delle forze di sicurezza di Ramallah, episodio avvenuto la settimana scorsa nella stessa Qalqilya.

Data la delicatezza e la crucialità di un momento del genere per la Palestina, i parlamentari detenuti hanno quindi invitato tutte le fazioni e le forze politiche palestinesi ad assumersi le loro responsabilità a livello nazionale, evidenziando che proseguire la lotta richiede proteggere la Resistenza e le sue armi dall’occupazione israeliana.

 

 

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