La Spagna impone una delegazione filo-sionista a forum pacifista delle Ong e della società civile palestinesi.


Un’importante riunione di organizzazioni non governative e di attivisti è precipitata nel caos quando la delegazione palestinese ha annunciato il proprio ritiro pochi giorni prima dell’evento.

 

“La delegazione della società civile palestinese presso il forum per una Pace Giusta in Medio Oriente, in programma a Madrid dal 14 al 16 dicembre, ha deciso di non parteciparvi a causa di gravi violazioni dell’ultimo minuto” si leggeva in una dichiarazione della rete ONG palestinese (PNGO) del 13 dicembre. Secondo questa dichiarazione, il governo spagnolo avrebbe imposto al forum una delegazione di una fondazione israeliana scavalcando il comitato organizzativo internazionale del forum stesso.

 

Una delegazione della società civile israeliana, guidata dal Centro d’Informazione Alternativa (AIC), si è anch’essa ritirata, seguita a ruota da alcune delegazioni delle alture del Golan occupate, del Libano e dei Paesi Baschi. In una successiva dichiarazione del 14 dicembre, i gruppi della società civile palestinese hanno affermato che “una delegazione di una fondazione israeliana più grande ancora della precedente era stata invitata dai funzionari spagnoli, contro la volontà della larga maggioranza del corpo organizzativo principale del forum”. Questa delegazione israeliana estesa includeva “organizzazioni israeliane e funzionari municipali che, è risaputo, sono contrari all’applicazione della giustizia, della legge internazionale e dei diritti universali nell’ottica del raggiungimento di una pace vera e duratura in Medio Oriente”.

La delegazione israeliana estesa includeva sindaci, ufficiali ed almeno un funzionario dell’Agenzia Ebraica, l’organizzazione sionista, appoggiata dallo Stato, che aiuta quest’ultimo a far valere la “Legge per il Ritorno”, un decreto razzista che permette ai soli ebrei di emigrare in Israele e ottenere la cittadinanza. Erano state anche aggiunte altre sedute alla scaletta, che includevano membri dell’Iniziativa di Ginevra e della Voce di Pace, organizzazioni che rifiutano chiaramente il diritto dei rifugiati palestinesi a fare ritorno nelle loro case, come sancito dalla legge internazionale. “In poche parole – conclude la dichiarazione della PNGO – è stata imposta un’agenda diversa al forum: ne è stato cambiato il carattere di sforzo serio e persino nobile portato avanti dalla società civile per immaginare e propugnare una strada alternativa per la pace, basata sulla giustizia, sui diritti umani e sulla legge internazionale, e lo si è trasformato in un ‘peace show’ qualsiasi, ultimo di una lunga serie di simili show, che propugnava un’idea di ‘pace’ essenzialmente ingiusta”.

 

In una lettera scritta agli organizzatori spagnoli, inviata da Electronic Intifada, Omar Barghuti affermava che “ciò che m’intristisce e mi irrita maggiormente è che coloro che hanno sempre rigettato l’agenda progressista di un forum così grande e pieno d’immaginazione ne abbiano anti-democraticamente, ma efficacemente, preso il controllo”. Barghuti, uno dei fondatori della Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI) e membro della delegazione palestinese ritiratasi dal meeting, ha aggiunto: “È un fatto ironico che un governo europeo, ostentato sostenitore dei principi democratici, imponga la propria volontà in una maniera tanto bruta, e su un’iniziativa civile di tale ricchezza e lungimiranza, mandando così in frantumi la sua importante indipendenza – la fonte principale della sua credibilità”.

 

Da parte sua, Micheal Warschawski dell’AIC ha spiegato, in un’altra dichiarazione inviata al sito web della sua organizzazione, che il ritiro della delegazione dell’AIC – formata da israeliani che avevano sottoscritto la dichiarazione dei principi del forum – è stato un gesto di “solidarietà nei confronti delle organizzazioni della società civile palestinese”. Warschawski ha criticato fortemente il Ministero degli Esteri spagnolo per aver inserito “una delegazione israeliana parallela” affiliata ad organizzazioni che appoggiano le politiche dell’amministrazione Bush nella regione, comprese le minacce di guerra contro l’Iran.

 

Più di un migliaio di persone erano in attesa dell’iniziativa una “Giusta Pace”. Concepito, questo forum, come un ulteriore sviluppo del Madrid Social Forum, decine di partiti, sindacati, organizzazioni studentesche ed altre associazioni spagnole ne avevano accettato la dichiarazione dei principi, che afferma che “i requisiti base per una vera giustizia sono ottenibili soltanto con la fine dell’occupazione e colonizzazione israeliana dei Territori Palestinesi Occupati, ivi compresa Gerusalemme Est; col riconoscimento e l’agevolazione dei diritti dei rifugiati palestinesi, compreso il loro diritto a tornare nelle loro terre (in accordo con la Risoluzione 194 dell’Assemblea Generale dell’ONU); con la fine del sistema di discriminazione razziale contro i cittadini palestinesi d’Israele”.

La reazione degli organizzatori spagnoli è stata confusa: una loro dichiarazione apparsa sul sito del forum il 13 dicembre è stata in seguito rimossa dopo che la già citata dichiarazione della PNGO del 14 dicembre li aveva accusati di “distorcere interamente e intenzionalmente i fatti e i fattori che hanno motivato l’ora crescente sabotaggio del forum”.

Traduzione a cura della redazione di Infopal da www.imemc.org/article/52029

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