L’Organizzazione della Conferenza Islamica condanna ‘la più grave ondata di aggressioni’ a cui è mai stata esposta la Moschea al-Aqsa.


Gedda. Il Segretario generale dell’Organizzazione della Conferenza Islamica, Ekmeleddin Ihsanoglu, ha espresso ferma condanna verso le aggressioni israeliane contro la Moschea al-Aqsa, ormai circondata dagli apparati di sicurezza, per non parlare dei sempre più insistenti appelli di gruppi di estremisti ebrei che invitano a penetrarvi per officiarvi riti talmudici.

Ihsanoglu ha altresì deplorato il fatto che proseguano le aggressioni israeliane agli abitanti di Gerusalemme (alcuni sono stati feriti nel corso di scontri avvenuti nei pressi della Moschea), l’ultima delle quali è stato l’arresto dello sheykh Raed Salah, allontanato dalla città per un periodo di un mese.

I provvedimenti presi da Israele costituiscono “la più grave ondata di aggressioni a cui è mai stata esposta la Moschea al-Aqsa”. Egli ha poi osservato che “le aggressioni mirano ad imporre il controllo della Moschea, per utilizzarne il cortile al fine di celebrarvi riti ebraici preparatori alla costruzione del cosiddetto Tempio”.

Il Segretario dell’OIC ha poi rivolto un appello alla Umma affinché “metta in opera tutti i mezzi di pressione su Israele attraverso la Comunità internazionale per fermare queste aggressioni che condurranno ad esiti pericolosi, mentre prosegueno la derisione di ciò che per i musulmani è sacro e le provocazioni verso i loro luoghi di culto”.

Ihsanoglu ha poi invitato ad intensificare la pressione internazionale su Israele affinché “cessi le violazioni dei territori  palestinesi occupati, specialmente a Gerusalemme, e si attenga al diritto internazionale e agli Accordi di Ginevra”.

 

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