Manifestazione di massa di Hamas per la riapertura del valico di Rafah.

Centinaia di migliaia di sostenitori di Hamas sabato hanno manifestato davanti al terminal del valico di Rafah, a sud della Striscia di Gaza, chiedendone l’immediata riapertura.

Il terminal è stato chiuso a giugno, dopo la presa di potere di Hamas nella Striscia. Nei mesi precedenti veniva aperto una volta alla settimana.

Ancora centinaia di palestinesi sono bloccati da mesi al valico e rifiutano di attraversare il confine dal passaggio di Al-Oja, controllato da Israele.

Il parlamentare di Hamas, Salah Al-Bardawil, che ha preso parte alla manifestazione di massa, ha accusato la leadership dell’Anp guidata dal presidente Mahmoud Abbas e da membri del Comitato Esecutivo dell’Olp di star dietro alla prolungata chiusura del valico e di essere causa della sofferenza di 1,5 milioni di abitanti di Gaza.

Bardawil ha poi chiesto al presidente egiziano Hosni Mubarak di lavorare alla riapertura del terminal, e ai paesi dell’Unione Europea di togliere l’assedio economico a Gaza e di "non prendere parte alla politica che affama la popolazione della Striscia e alla tragedia umanitaria e sociale di 1, 5 milioni di persone".

E ha accusato i paesi arabi e islamici di "stare a guardare donne e bambini che quotidianamente muoiono" senza che essi facciano qualcosa.

Un altro leader politico di Hamas ed ex ministro della cultura, Ata Abu Al-Sabah, ha garantito agli egiziani che "Hamas renderà sicuro il terminal e che non permetterà che l’Egitto venga in alcun modo danneggiato".

"Noi siamo leader disciplinati – ha affermato Al-Sabah -, non siamo come gli altri che incoraggiavano il caos e l’insicurezza. Siamo qui per proteggere la nostra e la vostra sicurezza e non permetteremo disordini".

Durante la manifestazione, molti sono stati gli slogan a favore di Hamas e di condanna per Abbas e per il premier del governo di Ramallah, Salam Fayyad.

Durante la manifestazione, un adolescente, Ahmad Qudeh, è stato raggiunto alla testa da un proiettile ed è deceduto all’Ospedale Europeo di Khan Younis, dove è stato ricoverato.


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