Mishaal: ‘No ai negoziati con il nemico’

Khartum – Pal.info. Il capo dell'Ufficio politico di Hamas, Khalid Mishaal, ha affermato che “è giunto il momento per stabilire un nuova situazione palestinese”, e ha aggiunto che il movimento di resistenza islamica vuole una riconciliazione che difenda la resistenza e una dirigenza che percorra la via del jihad (in questo caso, dello sforzo per la resistenza, ndr).

Tali dichiarazioni sono state pronunciate ieri, domenica 13 marzo, durante l'VIII Conferenza annuale della “International Quds Foundation” ospitata dal Sudan, cui hanno partecipato il presidente del Paese, Omar al-Bashir, Mishaal e altri politici di alto profilo sia della Palestina sia del mondo arabo.

Tema della Conferenza sono state le politiche di contrasto alla minaccia di ebraicizzazione di Gerusalemme.

Mishaal ha dato la responsabilità a parte della crisi di Gerusalemme anche alla divisione inter-palestinese e ha sollecitato la riconciliazione nazionale “basata sulla resistenza armata all'occupazione israeliana e non su negoziati pluri-fallimentari”.

”Il tempo è giunto per cambiare la realtà e girare la pagina del passato – ha affermato Mishaal -. Nessuno è autorizzato a cedere neanche una spanna di terra palestinese. Non devono esserci negoziati con il nemico, e nessun coordinamento e cospirazione contro i nostri diritti e principi nazionali”.

E ha proseguito: “E' arrivato il momento per stabilire una nuova situazione palestinese. Dopodiché, noi chiederemo al mondo di stare con noi. Su questa base, la divisione terminerà e verrà raggiunta la riconciliazione nazionale. Vogliamo una riconciliazione che difenda la resistenza, e una dirigenza che conduca il suo popolo sul sentiero del jihad”.

“Gerusalemme sta vivendo in condizioni difficili – ha aggiunto -, sotto occupazione sionista, e si trova ad affrontare un capitolo doloroso: un tentativo di cambiare il suo profilo religioso e la sua immagine, inventando una nuova storia e distruggendo l'identità della sua popolazione musulmana e cristiana, e cambiando la sua struttura demografica”.

La conferenza ha visto la partecipazione di personalità di 28 paesi del mondo.

 

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