Onu: insufficiente uno stop parziale alle colonie.

 

Agenzie – Il sottosegretario generale agli Affari politici dell'Onu B. Lynn Pascoe ha ribadito ieri la richiesta che la comunità internazionale rivolge a Israele per uno stop alle attività coloniali nella Cisgiordania occupata. 

Un freno parziale ai lavori di costruzione sarebbe ben accetto, ha dichiarato Pascoe davanti al Consiglio di Sicurezza, ma non basterebbe, ed anzi alimenterebbe la diffidenza che ha finora impedito la ripresa del dialogo tra le due parti.

Una simile politica infatti “non soddisferebbe gli impegni presi da Israele – attraverso l'approvazione della Road map – nei confronti di un congelamento totale degli insediamenti, e in più escluderebbe le attività coloniali a Gerusalemme est”, ha affermato Pascoe (citazione riportata dallo Un News Centre).

Definendo la situazione nel complesso “fragile”, Pascoe ha inoltre ricordato durante una riunione sul Medio Oriente che il trasferimento di coloni israeliani nel cuore del quartiere palestinese di Sheikh Jarrah, Gerusalemme est, ha scatenato altri scontri nelle strade della città.

In un ulteriore “preoccupante” sviluppo degli avvenimenti, ha sottolineato il sottosegretario Onu, un ordine militare israeliano ha poi concesso al comandante militare il potere di sfrattare un vasto numero di persone considerate non residenti in Cisgiordania.

“Questo potrebbe avere l'effetto di abilitare le autorità israeliane a deportare questi individui, e ha già provocato forti reazioni arabe e palestinesi” ha proseguito, aggiungendo quindi che il coordinatore speciale Onu per il Processo di pace in Medio Oriente Robert Serry ha sollevato il problema incontrando le autorità israeliane.

“Applicare quest'ordine rappresenterebbe un'infrazione della Quarta convenzione di Ginevra – ha ricordato Zahir Tanin, vice presidente del Comitato per l'esercizio dei diritti inalienabili del popolo palestinese – la quale proibisce i trasferimenti forzati e le deportazioni dai Territori occupati d'individui o gruppi che si trovano sotto la protezione dell'Onu.”

Nonostante l'ininterrotta collaborazione nelle questioni di sicurezza tra Autorità nazionale palestinese (Anp) e Israele, ha fatto notare Pascoe, gli scontri tra coloni e palestinesi in Cisgiordania sono quasi quotidiani e risultano spesso in ferimenti e arresti.

Dall'altra parte dei Territori, qualcosa come sedici tra razzi e mortai – sui 35 lanciati – hanno raggiunto il sud d'Israele da Gaza. Un civile palestinese è inoltre rimasto ucciso e altri quindici feriti nel corso di quattordici incursioni e sei bombardamenti delle forze di sicurezza israeliane.

“Condanniamo il lancio di razzi e chiediamo che la pace sia rispettata e la legge internazionale umanitaria venga sostenuta” ha dichiarato Pascoe, osservando tuttavia che Hamas sta cercando d'impedire lo scoppio di ulteriori incidenti.


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