Rapporto: ‘Discriminazione di stato alla base del razzismo verso i palestinesi in Israele’

An-Nasira (Nazareth) – InfoPal. “Razzismo 11” è il rapporto pubblicato in Israele (Territori palestinesi occupati nel '48, ndr) nel quale si riporta in numeri l'escalation di aggressioni di stampo razzista da parte delle istituzioni di governo, dei coloni ed estremisti ebrei nel corso del 2010 contro palestinesi cittadini di Israele. “La coalizione contro il razzismo in Israele” e altre 26 organizzazioni hanno consegnato il rapporto ai media.

“Tra marzo 2010 e marzo 2011 si sono registrati 552 fatti di stampo razzista. Nel 2010 ve ne erano stati 287”.

Negli ultimi dieci anni, 46 palestinesi sono stati uccisi in episodi a sfondo razzista e gli ultimi due episodi, risalenti al 2010, sono avvenuti per mano della polizia israeliana.

Tra marzo 2010 a marzo 2011, 28 sono stati i fatti di violenza con abusi e maltrattamenti da parte delle forze di sicurezza israeliane, mentre nel 2010 erano stati 15.

68 sono stati gli episodi di razzismo imputabili a israeliani: accadono in spazi pubblici di fronte agli sguardi della folla di cittadini israeliani.

Nel periodo di riferimento del rapporto, la discriminazione tra i diversi gruppi etnici di Israele è aumentata del 400%. 110 sono quelli presi in esame dalle organizzazioni per i diritti civili.

87 casi di discriminazione si sono consumati nel settore privato, ad esempio nel rifiuto degli enti di erogare un servizio ai palestinesi.

Non sono soltanto i semplici cittadini palestinesi a vivere in tale clima di discriminazione e razzismo: tra marzo 2010 e marzo 2011, 73 episodi di razzismo hanno investito anche la leadership dei palestinesi in Israele. Nel 2010 i fatti di questa natura erano stati 19.

L'incitamento alla violenza è stato registrato ben 97 volte, mentre nel 2010 per 26. A tal proposito il rapporto indica che la stampa israeliana in lingua russa è tra i maggiori “propagatori” dell'impulso alla violenza contro i palestinesi, con 32 episodi tra marzo 2010 e marzo 2011.

Episodi di incitamento sono stati altresì registrati in ambienti di governo. Il parlamento israeliano ha approvato 24 leggi, mentre, solo pochi giorni fa, tre erano passate in un solo giorno per “istituzionalizzare” la discriminazione verso i palestinesi.

210 fatti di razzismo contro palestinesi si sono registrati negli stadi di calcio: 72 contro rifugiati e immigrati (11 nel 2010), e anche per tali circostanze, stando al rapporto, “si tratta di una realtà direttamente riconducibile alle dichiarazioni del premier e del ministero dell'Interno di Israele. Essi incitano sindaci, autorità locali e popolazione a sentirsi liberi di manifestare pubblicamente la discriminazione contro i palestinesi”.

Anche per questo, i fatti razzisti a sfondo religioso contro i palestinesi hanno registrato un'impennata, passando dai 9 casi del 2010, a 26 nel periodo di tempo che va tra marzo 2010 a marzo 2011.

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