Rassegna stampa del 22 febbraio.

Rassegna stampa 22 febbraio.

A cura di Chiara Purgato

22 febbraio. http://www.agi.it/home
ISRAELE: PACCO BOMBA, SOSPESO IL SERVIZIO POSTALE
(AGI/AFP) – Gerusalemme, 22 feb. – Le autorita' israeliane hanno sospeso fino a nuovo ordine il servizio postale dopo che e' stato rivenuto un pacco con dell'esplosivo nell'ufficio di Migdal Haemek nel nord del Paese. Il portavoce della polizia, Micky Rosenfeld, ha invitato i cittadini a prestare la massima cautela nell'aprire ogni lettera o pacco dovessero ricevere.
 

HTTP://IT.EURONEWS.NET/
Ci rechiamo a Gerusalemme per conoscere il punto di vista degli israeliani e del governo su questa vicenda. In collegamento con noi Efraim Inbar, direttore del Centro studi Begin-Sadat. Benvenuto su Euronews.
Efraim Inbar, l’operazione per uccidere Mahmoud al- Magu a Dubai è considerata un successo o un fallimento totale in Israele?
Efraim Inbar:
“Gli israeliani sono piuttosto realisti riguardo questo tipo di operazioni. Dobbiamo innanzitutto ricordare l’esito: il cattivo è morto. Ma ci sono delle complicazioni: se Israele è trovato responsabile dovrà risponderne”.
euronews:
“È così importante rincorrere Hamas fino a questo punto? Non ci sono problemi più importanti, come l’Iran o Hezbollah?”
Inbar:
“Non penso che facciamo discriminazioni. Penso che in questo tipo di operazioni ci siano obiettivi, diciamo, opportuni, e se c‘è un’opportunità penso che i servizi di sicurezza ci lavorino sopra.
Ritengo che Hamas sia un tremendo nemico per Israele. Rifiuta di riconoscere lo stato di Israele ed è impegnato nella sua totale distruzione. Pertanto Hamas costituisce per Israele un obiettivo legittimo.
euronews:
“C‘è timore in Isarele che il prezzo da pagare per quest’operazione possa essere alto?”
Inbar:
“Non credo che si paghi un prezzo alto. D’altra parte anche i servizi di sicurezza europei utilizzano i falsi passaporti, in questo mondo crudele ci sono molte cose non considerate legittime nella vita di tutti i giorni. Israele non si comporta diversamente rispetto ai britannici, per esempio, nei film di James Bond, o i servizi di sicurezza francesi in Europa”.
euronews:
“Eppure i ministri degli Esteri europei hanno fortemente criticato l’uso dei passaporti..”.
Inbar:
“Credo che sia una cosa che ci si poteva aspettare da parte loro. Gli affari, invece, continueranno, come al solito”.
euronews:
“Thank you very much Mister Inbar. Thank you to Jerusalem.”
Inbar:
“You’re welcome.”

http://www.ilvelino.it/
EST – M.O., Stefania Craxi incontra Ong che operano con la Dgcs
Il 4 marzo contry presentation dei Territori Palestinesi a Milano
Roma, 22 feb (Velino) – Il sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi, durante una missione diplomatica di due giorni nei Territori Palestinesi per incontrare i vertici dell’Anp e quelli israeliani, ha incontrato rappresentanti delle Ong italiane che operano a Gaza e in Cisgiordania. L’occasione è stato un meeting presso l'Unità tecnica locale (Utl) della direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina a Gerusalemme. Tra i temi al centro del colloquio il problema dei visti di lavoro e la difficoltà d'accesso a Gaza. Si è discusso inoltre delle difficoltà affrontate dai palestinesi a Gerusalemme est, e in generale della politica israeliana nelle zone Area C della Cisgiordania. “Ho incontrato le Ong che per conto della Cooperazione italiana lavorano sul territorio, e mi hanno espresso varie criticità che partono dalla concessione dei visti solo per scopo turistico, a quelle riguardanti la carenza di mezzi per operare nella Striscia di Gaza”, ha spiegato Craxi sottolineando però che non si tratta di “un problema solo italiano, ma europeo” e che la questione dei visti di lavoro “verrà affrontata già in questi giorni in sede di Unione europea”.

Stefania Craxi ha voluto riaffermare anche la continuità della politica estera italiana, osservando che l'Italia “mantiene una ferma posizione a favore della creazione di due stati che vivano a fianco in pace e sicurezza”. Infine, il sottosegretario ha annunciato per il prossimo 4 marzo a Milano una country presentation sui Territori Palestinesi alla presenza del primo ministro dell’Anp, Salam Fayyad, e di diversi ministri del suo esecutivo, alla quale farà seguito il giorno dopo una conferenza organizzata dall'Istituto Aspen a Venezia.

http://www.asca.it/home.php
22-02-10
M.O.: ESPLOSIONE CAMPO ADDESTRAMENTO DI HAMAS, MORTO UN MILITANTE
 
(ASCA-AFP) – Gaza Citta', 22 feb – Un militante palestinese e' rimasto ucciso a seguito di un'esplosione in un campo di addestramento di Hamas nella striscia di Gaza. Lo hanno reso noto i medici e i funzionari del movimento islamista.A seguito della deflagrazione, avvenuta nella citta' di Khan Yunis, secondo quanto ha riferito il capo dei servizi di emergenza di Gaza, Muawiya Hassanein, un altro militante e' rimasto gravemente ferito.http://www.wallstreetitalia.com/M.O./ Omicidio capo Hamas, da Sarkozy “condanna senza appello”
Quella di Dubai un'esecuzione, dice presidente francese
Parigi, 22 feb. (Apcom) – Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha espresso la sua “condanna senza appello” per “l'esecuzione” a Dubai di un capo del movimento integralista palestinese Hamas. Il capo dell'Eliseo ha rilasciato questa affermazione durante una conferenza stampa congiunta a Parigi con il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen.

http://www.rinascita.eu/index.php
Bruxelles tenta di mettere una toppa sulla questione palestinese
La creazione di uno Stato palestinese è una questione di “sostanza”, con tutte le svariate problematiche che ne conseguono, e non di “forma” come invece sembrano intenderla i politicanti europei e il leader dell’Anp. Non basta definire un’entità Stato perché sia tale ma bisogna, da definizione, che questa sia stanziata stabilmente in un determinato territorio, che sia politicamente organizzata e che sia sottoposta all’azione di un governo sovrano. Quante di queste peculiarità apparterrebbero allo Stato di Palestina se venisse dichiarato unilateralmente nel breve periodo dall’Autorità nazionale? Semplicemente nessuna. Il territorio palestinese è più frammentato che mai, la vita politica è assente a causa dei continui contrasti fra le diverse fazioni e il governo autoimposto dell’Anp è tutt’altro che sovrano. Eppure da Bruxelles sembrano non curarsene. Il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner (foto) ha infatti annunciato nei giorni scorsi che l’Unione europea, visto il protrarsi dei negoziati tra Ramallah e Tel Aviv, è pronta a riconoscere uno Stato palestinese entro il prossimo anno anche se non saranno ancora stati definiti i suoi confini.
“Il problema di fronte a noi – ha dichiarato il responsabile della diplomazia di Parigi – è la ratifica di una realtà: la Francia addestra la polizia palestinese, si fanno affari in Cisgiordania. Ne consegue la previsione che presto saranno proclamati uno Stato palestinese e il suo immediato riconoscimento, anche prima dei negoziati sui confini”. Una possibilità che era stata già sostenuta in passato dall’Ue su esplicita richiesta del presidente dell’Anp, Mahmud Abbas, e che se si concretizzasse sancirebbe il punto di non ritorno dalla soluzione statunitense dei “due Stati per due popoli” a tutto vantaggio della parte israeliana.
Difficile infatti immaginare che dopo un’iniziativa del genere Israele accetti di restituire il territorio occupato dai suoi insediamenti illegali, la cui sola presenza sul suolo palestinese causerebbe molta più tensione e scontri di quelli che già si verificano quotidianamente. Stesso destino per Gerusalemme est, che presumibilmente sarà la capitale, dove l’ebraizzazione della città ha subito negli ultimi tempi un incremento vertiginoso. Il diritto al ritorno dei profughi, questione da sempre cruciale e attualmente al centro dei negoziati, sarebbe da considerarsi definitivamente chiusa.
L’enclave di Gaza, infine, verrebbe così isolata e abbandonata alla mercé di Tel Aviv e di conseguenza destinato alla distruzione. In sostanza almeno per una volta ha ragione il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, quando sostiene che una dichiarazione unilaterale d’indipendenza, sostenuta dalla comunità internazionale, non farebbe altro che “gettare benzina sul fuoco”. Non si riesce a capire dunque quale sia la reale utilità dell’iniziativa europea che certamente non andrebbe a vantaggio della popolazione palestinese. Forse all’interno dell’Ue c’è qualcuno che sta cercando soltanto di mettersi un po’ apposto la coscienza.

http://www.icn-news.com/index.php
SOCIETA'. Ancora e sempre “sgozza gli ebrei”
2010-02-22 Articolo fornito dall'autricedi Deborah FaitOgni giorno troviamo sui quotidiani israeliani alcune pagine dedicate agli atti di odio e di antisemitsmo fatti nel mondo contro Israele.Non si sa piu' cosa scegliere, ogni giorno succede che qualche israeliano, anche importante, non semplici cittadini, vengano malmenati e offesi da gruppi sempre piu' arroganti, violenti e prepotenti di  antisemiti palestinesi e della sinistra europea e americana, occidentale in genere.Io che sono una tipa molto umorale mi blocco e non riesco piu' a scrivere, non per mancanza di argomenti ma perche' sento troppo odio girarmi intorno, fare a cazzotti nella mia testa,  i titoli dei giornali si scontrano nel mio cervello e fanno scintille.Non se ne puo' piu' ma non si vede la fine di tutto questo, anche  oggi c'e' un  articolo  sull'ennesima conferenza annullata perche' la relatrice, un israeliana di nome  Talya Lador-Fresher, vice ambasciatricee di Israele in Inghilterra e' stata minacciata di morte dal gruppo Action Palestine. Questo ultimo non e' che uno dei tanti soprusi fatti contro la democrazia,la liberta' di espressione e  la liberta' accademica da parte di gruppi  palestinesi  e di odiatori della democrazia israeliana.In una settimana cosa e' successo?Vediamo un po' di rinfrescarci la memoria:A Oxford gli studenti  sventolantibandiere palestinesi si sono messi a urlare “sgozza gli ebrei” a una conferenza  organizzata per Danny Ayalon impedendogli di parlare.A Cambridge  gli organizzatori hanno cancellato una conferenza di Benny Morris, storico israeliano, dopo averlo accusato di islamofobia e razzismo.Questo accadeva martedì.Mercoledì chi ha parlato a Cambridge applaudito con con spellature di mani dai presenti? In-do-vi-na-te!Non lo indovinereste mai, nemmeno  col piu'  alto volo della vostra fantasia.Martedì viene escluso  il professor Morris e mercoledi  in mezzo alle piu' fanatiche  ovazioni ha parlato Azzam Tamimi, un membro e supporter di hamas, uno che in ogni sua conferenza  auspica la fine  violenta di Israele, uno che  ha sempre difeso i terroristi suicidi..Azzam Tamimi  ha detto: “Sacrificarmi per la Palestina e' una nobile causa, piacendo a dio (minuscolo perche' un dio che chiede morti ammazzati non e' dio), se ne avessi l'opportunita' lo farei subito”Ancora il Tamimi, tra gli studenti in piedi ad applaudire:”E' solo questione di tempo e Israele dovra' ritirarsi e forse sparire  sotto la gloriosa Jihad di Hezbollah a nord e di hamas a sud”Nel 2008 Azzam Tamimi disse a un accademico israeliano, Yossi Mekelberg, :” Voi dovete tornare in Germania, la Germania e' il vostro stato non la Palestina. Perche' la palestina deve essere ebraica?”E infine, la ciliegina sulla torta ” Perche' gli ebrei devono venire a vivere in Palestina? Io li mandero' via. Se questo e' estremismo , allora io sono un estremista. Se questo e' terrorismo, allora io sono un terrorista. Si io voglio vedere la fine di Israele” Ecco quest'uomo  ha parlato a Cambridge tra le ovazioni di tutti.Vergogna? Vergogna e' riduttivo. In Inghilterra per compiacere i palestinesi e i loro soldi  stanno facendo scempio della democrazia.E' triste, desolante e patetico  che le due piu' famose universita' del Regno Unito siano diventate covi di estremisti arabi e comunisti.In America le cose non vanno meglio. Michel Oren, ambasciatore  di Israele a Washington,  storico e scrittore  di fama, non ha potuto parlare  all'universita Irvine di California, appena presa la parola e' stato interrotto da grida e buuuuu e l'Unione degli studenti  musulmani ha mandato qualcuno a leggere un documento mettendosi davanti a Oren che stava in silenzio dando una lezione di civilta' agli stramaledetti fanatici:” Come popolo di coscienza noi ci opponiamo all'invito di Michel Oren nel nostro campus. Invitare assassini non e' un esempio di liberta' di espressione.”Detto da loro da il voltastomaco. A tutto questo odio dobbiamo aggiungere  gli arresti che rischiano nostri politici in Inghilterra cui adesso si e' aggiunto anche il SudAfrica.Il mondo ci adora, non c'e' che dire. Ci adora tanto da volerci veder morti.Anche l'italia non e' da meno anche se abbiamo un amico come Berlusconi e il suo governo. Un sito internet ha postato una notizia  da Israele con questo titolo :http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/palestina-nasce-il-primo-telefono-amico-per-gay-e-lesbiche-251505/  ” Palestina, nasce il primo telefono amico per gay e lesbicheRadir, la coordinatrice di Aswat, l'organizzazione con sede a Haifa impegnata per i diritti delle donne omosessuali arabe, spiega che l'omosessualità all'interno della società palestinese resta un argomento tabù.”A questa premessa segue l'articolo che spiega  che un'organizzazione di arabi israeliani , insieme a colleghi  ebrei e altro, con sede a Haifa ha organizzato un servizio telefonico per salvare i gay e le lesbiche palestinesi da morte sicura  a casa loro.Tutto bene, meravigliosa notizia, gli omosessuali palestinesi da anni trovano rifugio e la salvezza in Israele. L'unico neo e' che  chi ha scritto l'articolo si e' confuso e ha cambiato, naturalmente  in buonissima fede, per caritadiddio, il nome di Israele in Palestina.Haifa, sede ufficiale dell'organizzazione,  e' in Israele, lo ha ammesso persino una sua famosa cittadina Rula Jebreal.Gerusalemme est,  con cui collaborano,  e' ,ancora, in Israele e fa, ancora, parte della nostra Capitale.Io ho voluto scrivere una breve frase di protesta sul suddetto sito, frase che e' stata immantinentemente, democraticamente percaritadiddio, censurata.L'ho riscritto, sono curiosa di vedere se lo lasceranno.Che dire?Che fare?Cosa pensare?Niente, l'unica cosa che possiamo fare e' sperare nell'aiuto morale  dei tanti amici che , tuttosommato, abbiamo e andare avanti colla nostra liberta' senza restare feriti dalla insensibilita' di quelli che ci odiano al punto da censurare il nome legittimo del nostro Paese.Israele, Israele, Israele, il mio paese si chiama Israele e nessuno , per quanto perfido e privo di  sensibilita' , potra' mai cancellarlo.

 

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