Riconciliazione nazionale: Israele blocca fondi dell’Anp

Tel Aviv – Ma'an. Ieri, domenica 1° maggio, il ministro delle Finanze di Israele, Yuval Steinitz, ha dichiarato che cavrebbe congelato i trasferimenti di denaro verso l'Autorità palestinese (Anp) a causa della riconciliazione delle fazioni palestinesi.

Steinitz ha riferito alla radio dell'esercito che aveva rinviato una riunione regolarmente programmata con l'Anp, per discutere il trasferimento di denaro contante raccolto ai valichi di frontiera e ai porti a favore dei palestinesi.

La riunione, posticipata, di domenica si suppone sarebbe culminata con il trasferimento di circa 300 milioni di shekels (88,7 milioni di dollari) all'Anp, secondo quanto affermato dal quotidiano israeliano Yedioth Aharonoth.

In base ad un patto economico concordato con gli Accordi di Oslo, Israele raccoglie ogni anno tra 3,5 e 5,0 miliardi di shekels (da 1,04 a 1,48 miliardi di dollari) in favore dell'Anp. Tale entrata costituisce una parte significativa del bilancio annuale dell'Anp.

Steinitz ha dichiarato che la decisione è stata presa in risposta all'annuncio di mercoledì, sull'accordo raggiunto tra Fatah e Hamas per porre fine alla rivalità durata anni, e che nel 2007 aveva portato alla divisione della Striscia di Gaza e della Cisgiordania sotto governi separati.

Venerdì, funzionari hanno annunciato che il presidente e leader di Fatah, Mahmoud Abbas, e il capo di Hamas Khaled Mesh'al, si incontreranno giovedì al Cairo per siglare un accordo al fine di riunire i territori palestinesi.

L'Anp promette di perseguire nell'unità nonostante le minacce.

Il primo ministro dell'Anp, Salam Fayyad, ha dichiarato che la decisione di Steinitz di congelare il trasferimento dei fondi non scoraggia la riconciliazione nazionale, e che i palestinesi, di fronte alle minacce di Israele, dovrebbero lavorare con maggiore impegno per raggiungere l'unità.

Fayyad ha aggiunto che l'Anp era in contatto con partiti internazionali per fermare il blocco dei fondi israeliano, secondo quanto riportato da Wafa, l'agenzia di stampa ufficiale dell'Anp.

Il ministro dell'Economia dell'Anp, Hassan Abu Libdeh, ha criticato ferocemente la decisione di Steinitz e ha avvertito Israele che se bloccasse il trasferimento dei fondi violerebbe gli accordi internazionali.

“Questi fondi sono il diritto del popolo palestinese”, ha detto all'agenzia AFP.

“Ogni ritardo nel trasferimento di questi fondi è una violazione dei diritti palestinesi e una grave inadempienza degli accordi in corso, e Israele ha la piena responsabilità delle conseguenze di queste minacce”.

 

Congelamento dei fondi 'atto di pirateria'.

Khalil Al-Hayya, un membro dell'ufficio politico di Hamas a Gaza, ha definito la decisione di Israele “pirateria sionista”.

Ha aggiunto: “L'occupante sta prendendo tali misure per metterci sotto pressione, così che non raggiungeremo la riconciliazione”

Il segretario generale della Iniziativa nazionale palestinese, Mustafa Barghouthi, ha descritto la decisione di Israele di congelare i fondi palestinesi come “un atto di pirateria”.

Barghouthi ha affermato: “Questi soldi non sono israeliani, sono soldi palestinesi”, aggiungendo che Israele sta cercando di imporsi sugli affari interni palestinesi. E ha continuato: “Questo è un atto aggressivo che dimostra che Israele non è solo contrario all'unità dei palestinesi, ma anche contro la democrazia palestinese”.

L'accordo di riconciliazione è seguito alle proteste dei giovani in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza che chiedevano l'unità nazionale; così come le rivoluzioni scoppiate per rovesciare regimi non rappresentativi in molti paesi arabi, la protesta ha attecchito in Palestina trasformandosi in un appello per porre fine alla divisione nazionale. Dal 15 marzo i manifestanti sono scesi in strada per chiedere l'unità nazionale, si sono accampati nelle piazze pubbliche, e hanno organizzato scioperi della fame.

Ma'ath Musleh, l'organizzatore del movimento 15 marzo, ha fatto notare che Israele ha bloccato il trasferimento dei fondi all'Autorità palestinese già prima che fosse annunciato l'accordo di riconciliazione, ma ha detto che il congelamento delle entrate erariali sta a significare che le parti in causa si devono muovere velocemente per concludere la loro riconciliazione.

Musleh ha dichiarato che l'unità nazionale permetterebbe ai palestinesi di mantenersi fermi sulle proprie posizioni contro le minacce israeliane, aggiungendo che l'Anp non dovrebbe piegarsi al ricatto di Israele. E ha aggiunto: “L'Anp deve scegliere tra il popolo o Israele. Questo ricatto dimostra solo chi è il primo beneficiario della nostra divisione”.

AFP ha contribuito a questo articolo.

 

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