Striscia di Gaza, l'ora d'aria è finita.

Riceviamo da Susanne Scheidt, di Al-Awda-Italia, e pubblichiamo.

Due giorni fa, l’Egitto ha sguinzagliato la polizia contro le manifestazioni in corso al Cairo ed in diverse città del nord, anche nel Fayyum. Le manifestazioni erano organizzate dai Fratelli Musulmani ed invitavano il governo a rompere gli "accordi" con gli USA ed Israele riguardo alla chiusura del passaggio a Rafah. Contemporaneamente, dalla Striscia di Gaza Ismail Haniye aveva invitato l’Egitto (e perfino Mahmoud Abbas, in qualità di Presidente dell’Autorità Palestinese) a mettersi insieme e stabilire un accordo egiziano-palestinese per la gestione del passaggio di Rafah. Nel frattempo però, Mahmoud Abbas e Salam Fayyad, il "primo ministro", si erano fatti avanti proponendo agli USA ed a Israele che le loro milizie, addestrate dagli USA in Giordania, siano ufficialmente incaricati di gestire tutti i passaggi della Striscia di Gaza, incluso il passaggio di Rafah, in stretto coordinamento con le forze armate israeliane. Sarebbe un tentativo di Mahmoud Abbas*Salam Fayyed di rientrare nel controllo della Striscia di Gaza per la porta di servizio, con l’aiuto dell’occupante. Mentre la proposta di Ismail Haniye era una mossa politica per tradurre la "minaccia" d’Israele, di volersene disfare della responsabilità per la Striscia, in un’autentica liberazione riconquistando un confine con l’estero internazionalmente riconosciuto. Questa proposta era anche il contenuto delle rivendicazioni dei manifestanti in Egitto. Due giorni fa, nel pomeriggio, la polizia egiziana ha arrestato centinaia di esponenti dei Fratelli Musulmani, per togliere di mezzo la pressione della piazza – in preparazione della resa del governo alle richieste USA-israeliane.
Susanne  

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