The European Campaign to end the siege on Gaza: il Parlamento Europeo discute la causa intentata contro Israele.

Riceviamo dalla “European Campaign to End the Siege on Gaza” e pubblichiamo.

Bruxelles – Londra, 14 ottobre 2009

Il Parlamento Europeo discute la causa intentata contro Israele

Alcuni europarlamentari e varie organizzazioni europee rappresentanti della
società civile hanno tenuto un incontro ufficiale presso il Parlamento
Europeo, nel quale hanno discusso della causa intentata contro l’Unione Europea da Claire
Short e dalla “
European Campaign to End the Siege on Gaza”.

La causa, che porta la data del 1° settembre 2009, contiene varie accuse alla Ue,
la quale aveva 28 giorni per rispondere. In essa è scritto che in base all’accordo
Ue-Israele, e alla luce delle violazioni del diritto internazionale e del
diritto umanitario commesse da Israele, la Ue è venuta meno al suo dovere di
prendere provvedimenti.

Il documento cita una serie di rapporti redatti da autorità internazionali,
comprese le Nazioni Unite, a sostegno delle accuse di violazioni del diritto
internazionale da parte di Israele. Di fronte a tale evidenza, la Ue, in base
all’accordo con Israele, ha l’obbligo d’intraprendere dei provvedimenti
punitivi.

Le denunce di violazioni del diritto internazionale da parte di Israele sono
inoltre sostenute dalle conclusioni di un’altra inchiesta, condotta dall’autorevole
giudice internazionale Richard Goldstone.

Tutti questi rapporti rilevano molte violazioni del diritto internazionale
da parte di Israele.

Richard Falk, relatore speciale dell’Onu, ha dichiarato che durante l’intervento
militare contro Gaza Israele ha deliberatamente ostacolato l’operato del
personale umanitario, così che i malati e i feriti sono rimasti senza cure mediche,
cibo ed altri servizi essenziali, in violazione quindi sia del diritto internazionale che dei diritti umani.

Nel suo Rapporto di 575 pagine pubblicato il 15 settembre 2009, Goldstone ha
documentato gravi violazioni del diritto umanitario da parte di Israele, con
alcuni fatti che si configurano come crimini di guerra e, probabilmente,
crimini contro l’umanità, compresi assassini volontari, attacchi deliberati
su obiettivi civili, distruzioni gratuite di proprietà di civili, attacchi
indiscriminati, uso di scudi umani e punizioni collettive contro la
popolazione civile di Gaza nella forma di un embargo continuato.

“Dopo tutte queste prove, il Segretario Generale, Javier Solana,
ha tenuto una difesa che non convince”, ha affermato la parlamentare
britannica Claire Short, che ha poi aggiunto: “Solana, nella sua replica, ha
insistito su alcune iniziative dell’Unione Europea mirate a ottenere un immediato
cessate il fuoco”.

“La Ue – ha poi proseguito – ha emesso un rapporto nel quale, facendo appello
ad un immediato cessate il fuoco, evidenzia quanto essa fosse cosciente
delle sofferenze e dell’angoscia della popolazione civile. A ciò si aggiunga
la sua partecipazione al summit in Egitto, il supporto all’iniziativa
egiziana e vari appelli che richiamavano al rispetto del diritto
internazionale. Ma è superfluo osservare che tutte queste misure non hanno
sortito alcun effetto”.

In attesa di una risposta da parte del presidente della Commissione Europea,
sono state discusse ulteriori strategie per individuare il tipo di azione
legale da intraprendere. È stato stabilito all’unanimità che c’è bisogno di
operare ulteriori pressioni sui governi dei vari Paesi attraverso petizioni
che includano nomi di politici e di membri delle organizzazioni della
società civile.

info@savegaza.eu

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