Uccisi tre palestinesi in un bombardamento israeliano a nord di Gaza.

Da www.aljazeera.net

Sono stati uccisi tre palestinesi – due delle Brigate Al-Qassam, l’ala militare del movimento di resistenza islamica (Hamas), e un membro della polizia – in un attacco aereo e di artiglieria delle forze di occupazione, a nord di Gaza.

Fonti mediche palestinesi hanno dichiarato che durante l’ultimo bombardamento israeliano a Beit Lahiya è morto un militante di Hamas.

Uno dei dipendenti delll’agenzia Ramtan è stato colpito durante il suo lavoro con lo staff di aljazeera nel villaggio di Beit Hanun, a Gaza. Uomini armati hanno sparato contro l’auto guidata da Mohammad Kaskin, perché sospettata di trasportare israeliani travestiti da arabi. L’autista è stato ferito.

Fonti di sicurezza palestinese hanno annunciato che le forze israeliane, appoggiate da carri militari, sono penetrate con  i carrarmati – con la copertura dell’aviazione – nella zona che conteneva tre ex colonie israeliane.

I missili di Al-Qassam e preparazione di zona di separazione.

L’escalation israeliana segue l’annuncio da parte delle Brigate Al-Qassam del lancio di due missili di fabbricazione interna contro la città Ashkelon, all’interno della linea verde, e contro Nahal Oz.

Fonti militari hanno dichiarato che il missile che ha colpito Ashkelon è caduto in un’area verde senza causare vittime o danni, ma ha seminato panico tra gli abitanti.

Il Consiglio dei ministri israeliano ha deciso di creare una zona di separazione allargata nel nord di Gaza per impedire il lancio dei missili palestinesi. E ha ordinato ai militari di effettuare operazioni in profondità contro la Striscia.

Da parte sua, l’Autorità palestinese ritiene la decisione di formare un’area di separazione “un’escalation pericolosa che prepara alla rioccupazione di Gaza, e che non contribuisce a creare il clima giusto per soluzioni accettabili".

Parallelamente, il tribunale militare israeliano di Ofer ha deciso di rinnovare l’arresto di quattro dei membri del Consiglio legislativo palestinese e del ministro per gli Affari religioni, Nayef Ar-Rijub, dopo la loro apparizione davanti al tribunale di Ramallah.

E’ infatti in corso il processo dei dirigenti palestinesi dopo il loro sequestro da parte delle forze di occupazione la settimana scorsa.

 

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