Un accorato appello contro il ‘Muro d’acciaio’ egiziano.

I responsabili della Campagna europea contro l'embargo a Gaza, che ha sede a Bruxelles, si dicono meravigliati per le notizie che giungono dall’Egitto e riferiscono dell'inizio dei lavori di costruzione del “muro d'acciaio” lungo il confine tra l'Egitto e la Striscia di Gaza, col pretesto di ridurre gli scavi di tunnel utilizzati dai palestinesi per il passaggio di merci.

La Campagna, in un comunicato stampa del 21 dicembre, dichiara: “La costruzione del muro inasprisce l'assedio e le restrizioni ai palestinesi, i quali, dopo il rafforzamento dell'embargo, e mentre prosegue anche la chiusura dei valichi, hanno escogitato i tunnel per rifornire la Striscia del necessario per vivere”.

“Il ‘muro d'acciaio’ che le autorità egiziane hanno intenzione di costruire, conficcato nel terreno per 20-30 m., “approfondisce l'odio tra i popoli: la sua costruzione – che non servirà certo a trovare una via d’uscita alla crisi dovuta all’assedio israeliano – causerà un disastro per gli abitanti della Striscia di Gaza assediati”.

La Campagna europea contro l’embargo a Gaza lancia perciò un appello urgente “al presidente egiziano Mohammad Hosni Mubarak, al Governo egiziano e alle varie autorità del Paese affinché prendano una decisione immediata degna del ruolo dell’Egitto e dei suoi impegni umanitari e morali verso la vicina Striscia di Gaza, che rompa l'assedio impostole ed ottenga la riapertura del valico di Rafah, abbandonando quindi l'idea di costruire un ‘muro d'acciaio’ al confine con la Striscia “.

“La tragedia rappresentata da un embargo che si stringe sempre più su un milione e mezzo di persone nella Striscia di Gaza impone un intervento diretto della Repubblica Araba d'Egitto, che potrebbe praticamente mettere fine alle sofferenze tramite l'apertura del valico di Rafah e consentire l'ingresso di cibo, forniture mediche e rifornimenti di carburante.. In questo modo non sarebbe  più necessario scavare dei tunnel”.

Nello stesso contesto, la Campagna europea contro l’embargo a Gaza si sta preparando per commemorare il primo anniversario dell’aggressione israeliana, sferrata il 27 dicembre 2008 e durata 22 giorni, che ha provocato la morte di oltre 1.400 palestinesi e il ferimento di circa 5.000, oltre alla distruzione delle infrastrutture della Striscia già provate da un embargo imposto da quattro anni consecutivi.

I responsabili della Campagna dichiarano che intendono svolgere una serie di attività ed organizzare  eventi in tutto il continente europeo per ricordare al mondo intero, e agli europei in particolare, cosa è accaduto nella Striscia di Gaza un anno fa; per esortarli ad agire al fine di far pressione sui loro governi e spingerli a prendere una posizione fattiva ed immediata per salvare un milione e mezzo di persone assediate.

La Campagna invita inoltre tutti gli uomini liberi che vivono nell'Unione Europea a “ricordare le vittime, rinnovare il sostegno agli assediati nella Striscia e adoperarsi  per togliere l'embargo, tanto più che esso ha causato anche la morte di 366 malati bloccati nella Striscia”.

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