Un altro vertice arabo, un altro esercizio di impotenza politica.

di Khalid Amayreh. 

28 marzo 2010.

Per l’ennesima volta, centinaia di milioni di arabi e musulmani in tutto il mondo assistono ad un’altro summit arabo, questa volta a Sirte, in Libia.  

Sgargianti dittatori, despoti regnanti e presidenti a vita si sono riuniti nella nazione araba nordafricana per mettere in scena l’inutile rituale noto come Summit arabo.

Per anni, l’annuale rito è stato sinonimo di futilità, incompetenza e stupido mercanteggiare tra gretti dittatori e capi tribù che si atteggiano a capi di stato.

Alla fine la cronica e singolare incapacità di questi conferenzieri li ha fatto guadagnare notorietà per la propria politica – inetta ed impotente e, per coprire la propria stagione di vergogna, questi leader sono anche in grado di emettere comunicati mendaci quanto la bocca di una prostituta.  

Prendiamo ad esempio la questione palestinese.

Sin dal giorno della creazione sulla terra palestinese di uno stato criminale, chiamato Israele, si sono tenute decine di conferenze. Ogni qualvolta questi impotenti tiranni si sono incontrati, hanno rigurgitato  la stessa impotenza e inettitudine, ripetutesi negli anni.

Oggi, ci viene raccontato che il Summit di Serte prenderà in esame la difficile situazione in cui verte Gerusalemme, casa della Mosche Al-Aqsa, luogo santo in cui il Profeta Muhammad giunse dalla Mecca viaggiando di notte e da cui partì per il suo miracoloso viaggio verso l’alto dei cieli.

Gerusalemme è stata rubata casa dopo casa, muro dopo muro e pietra dopo pietra da mercanti di menzogne e falsari della storia, ovvero gli ebrei sionisti kazari i quali, sin dai giorni di Adamo ed Eva, hanno commesso il più grande furto della storia. E’ molto probabile che, se dovesse perdurare il presente stallo negli affari arabo-islamici, tra pochi anni non rimarrrà niente di Gerusalemme est.

E’ triste e deplorevole che la questione di Gerusalemme e della Palestina tutta sia nelle mani di leader moralmente corrotti e senza alcun potere. Nel Corano, sura di Giona (versetto 81) si cita quanto segue: “…Perchè Dio non fa buone le azioni dei corruttori!”.

Ciò significa che, da simili summit, non ci si può aspettare niente di buono o di costruttivo; il motivo è uno ed è anche molto semplice. Questi leader arabi sono parte dei problemi che affliggono il mondo arabo e pertanto non potranno portare ad alcuna soluzione.   

Tanto per cominciare, dato il loro scandaloso asservimento a potenze straniere, questi capi di stato non godono di alcuna volontà sovrana mentre – e quanto segue è fatto noto – il mondo arabo avrebbe le potenzialità per influenzare la politica statunitense in Medio Oriente, in particolare con riferimento al dramma palestinese.

Ad ogni modo, anzichè trattare con gli USA per mezzo di una dialettica cha faccia i reciproci interessi,  assistiamo con frequenza alla resa della sovranità e della dignità nazionale di questi despoti di fronte alla politica filosionista di Washington contro l’assicurazione americana di poter continuare ad occupare la propria poltrona politica.

Questi regnanti, impotenti e decisamente poco dignitosi, non tradiscono solo gli interessi di arabi e musulmani, ma cospirano e convivono pure con i nemici dell’Islam mettendo Israele nella condizioni di liquidare la causa palestinese.  

Di recente, simile scioccante perfidia è stata manifesta come non mai, nel corso dell’impasse araba di fronte la realtà di Gaza, dove 1,6 milione di arabi è vittima di un olocausto perpetuato da nipoti e pronipoti di coloro che furono a loro volta vittima di olocausto.

Non solo, anzichè assumere posizioni dignitose di fronte l’insolenza ed i crimini sionisti, alcuni tra questi stati arabi si sono anche rifiutato di interrompere le relazioni diplomatiche con i nazisti di oggi.  

A dimostrazione di quanto appena affermato, alcuni despoti arabi non si sono limitati ad assistere alla brutalità imposta su bambini e donne di Gaza dal regime ebraico-nazista, ma si sono pure impegnati a rafforzare l’assedio infernale sulla popolazione di Gaza – senza altra considerazione oltre a quella che ha visto la vittoria di Hamas alle ultime elezioni – un partito, tra le altre cose, che ha osato dire NO all’egemonia del nazismo ebraico e dell’America.

Oltre a questo, biosogna ricordare che, se non tutti, la maggioranza dei regimi arabi fa il massimo per tormentare e brutalizzare i propri popoli attraverso la negazione dei diritti umani basilari, le libertà politiche e civili tra cui il diritto a votare il proprio governante.

Pensare che questi dittatori e tiranni siano in grado di aiutare il popolo palestinese e di assumere posizioni radicali e di sostanza in merito, sarebbe perciò troppo coraggioso ed ingenuo.  

Da parte loro, anche le masse arabe – con solo poche eccezioni – non possono esprimere liberamenre la propria solidarietà con il popolo palestinese perchè soggetti ad arresti e torture da parte degli agenti delle polizie di stato nominate proprio per espletare questo compito; perseguitare i cittadini e reprimere qualunque opposizione ai dittatori.

Nonostante questa realtà, la causa palestinese non ha mai esercitato tanta pressione sui regimi arabi, soprattutto quelli del Golfo, i cui sovrani si riscaldano al fuoco del proprio petrolio e sono retti da un’alleanza pornografica e quasi ossessiva con gli USA. Il tutto mentre Israele – creatura viziata degli Stati Uniti – opera con costanza alla decapitazione della causa palestinese, distrugge i luoghi santi islamici a Gerusalemme e infine, liquida l’esistenza nazionale del popolo palestinese.  

Alcuni tra questi decadenti despoti, e coloro che li reggono, sono convinti che, allocando centinaia di milioni di dollari si possa raggiungere una soluzione per la salvezza di Gerusalemme e quella dei palestinesi dalle grinfie sioniste.

Tuttavia non sarà questo a fermare Israele dal suo obiettivo.  

La liberazione di Gerusalemme invece richiede una leadership competente, volontà politica forte e reale cognizione degli affari politici. Gli arabi devono essere consapevoli dello stato delle proprie relazioni con  Washington mentre l’America, contestualmente, adotta il nazismo israeliano.
 
L’America non prenderà sul serio alcun provvedimento arabo se – continuando con la solita tradizione del tradimento – i leader arabi proseguiranno da un lato ad essere indulgenti – limitandosi a denunciare America ed Israele nel corso dei loro summit – e preoccupandosi, dall’altro lato di dare assicurazioni ai diplomatici statunitensi vanificando la serietà di tali comunicati e giustificandogli con esigenze di riguardo verso la propria opinione pubblica, quella degli arabi. 
 

Senza dubbio la causa di Gerusalemme e della moschea di Al-Aqsa non potrà essere sostenuta da simile falsità traditrice.

(Traduzione per Infopal a cura di Elisa Gennaro)

(Fonte: http://www.palestine-info.co.uk/en/default.aspx?xyz=U6Qq7k%2bcOd87MDI46m9rUxJEpMO%2bi1s72z%2bxYzwzLTUiD9bjzxRrduW17oZXAlksAY%2fRvXUgoTAZBBlXw9b34tBHBbHVE%2fswaB9wUMjiQEeR%2bRF5BQWlby5hbvRt2ogk7jGBP0gMmeo%3d)

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