Un matrimonio per concludere dieci anni di reclusione

Gaza – Paltoday.  Ahlam al-Tamimi è una delle detenute liberate nell'ambito dell'accordo di scambio di prigionieri.

Nata nel 1980 nella città giordana di az-Zarqa da genitori palestinesi, Ahlam fu arrestata nel 2001 dalle forze israeliane con l'accusa di aver partecipato all'organizzazione dell'attentato nel ristorante “Sbarro” di Gerusalemme, e condannata a 16 ergastoli.

In un'intervista al giornale “Ad-Dustour”, suo fratello Fakhr racconta la sua infanzia, la gioventù e l'arresto della giovane donna.

Ahlam è la più piccola della famiglia, ha due fratelli e quattro sorelle. La sua è una famiglia semplice. Lei era una ribelle fin da piccola, decisa, e otteneva ciò che voleva, combatteva per esprimere il proprio dissenso per ogni cosa che non le andava. Quando nacque, suo padre era già in pensione, e ciò le ha permesso di passare molto tempo con lui.

Finiti gli studi superiori, Ahlam decise di trasferirsi dalla Giordania per studiare giornalismo all'università di Birzeit, in Cisgiordania. Era una studentesse modello, racconta il fratello.

Più di dieci anni fa, era il terzo anno di università, Ahlam apparve in Tv, e con la sorpresa di tutti i suoi parenti, raccontò i dettagli dell'operazione messa in atto a Gerusalemme.

“Nostra madre – ricorda il fratello – era morta pochi giorni prima. Si trattava di un altro duro colpo per noi. Non era facile per niente, per me era sempre la mia piccola sorellina, con le sue treccine, la sua voce che esprimeva  felicità, solo felicità”.

Dopo l'arresto e la reclusione, i parenti  hanno potuto farle visita solo due volte, l'ultima, tre anni fa: era stanca fisicamente e mentalmente.

“I detenuti che venivano rilasciati ci davano sue notizie, insieme alle lettere che ci mandava, dove si informava sempre sulle nuove generazioni: lei non conosce nessuno dei nostri bambini e loro la conoscono solo attraverso le foto”.

Ahlam ha legato per sempre il proprio destino alla lotta, si è fidanzata in carcere con un suo parente che verrà rilasciato anche lui a margine dell'accordo.

Il fratello racconta le cose che Ahlam vorrebbe fare appena uscita dal carcere: “Quando uscirà, vorrà godersi la libertà, girando per le strade, all'aperto; visiterà nostro padre. Probabilmente finirà l'università e si sposerà, e sicuramente gusterà qualche buon pasto preparato da mia moglie. In ogni caso ci terrò a farla riposare a lungo prima di fare qualsiasi attività”.

Ahlam è l'unica detenuta giordana liberata, i suoi parenti stanno preparando dei festeggiamenti per celebrare la sua uscita.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.