Appello dei miliziani di Fatah nella Striscia di Gaza a Abbas: 'Basta errori. Curiamo le ferite e viviamo in pace'.

I miliziani di Fatah nella Striscia di Gaza hanno firmato un comunicato nel quale hanno invitato “il presidente palestinese Mahmoud Abbas, il detenuto Marwan al-Barghouthi e la dirigenza delle Brigate al-Aqsa in Cisgiordania a non aprire la pagina degli incidenti che ha vissuto la Striscia di Gaza e a lasciare che il movimento curi le sue ferite evitando nuovi errori".

Il comunicato, di cui il nostro corrispondente ha ricevuto copia, invita "tutti gli onesti del movimento di Fatah e della dirigenza delle Brigate al-Aqsa a porre fine agli atti di cui vediamo e sentiamo nei mezzi di informazione, nei canali satellitari. Tali azioni non serviranno a noi che ci troviamo a Gaza, anzi, ci si ritorceranno contro. Non sappiamo fino a che punto resisteranno gli ‘scatenati’ di Hamas guardando quello che sta succedendo in Cisgiordania".

E hanno aggiunto: "Non vogliamo riaprire gli incidenti nonostante l’amarezza e le pagine nere incise nella nostra coscienza, in quella dei grandi di Fatah, dei figli del martire Abu Ammar. Ora non è il momento di giudicare o di verificare: noi siamo scioccati per quanto è successo".

Il comunicato, che è rivolto ai miliziani di Fatah in Cisgiordania, prosegue: "Cosa state facendo in Cisgiordania? Pensate di vendicarvi per noi? È già tardi! Speravamo che Zakaria al-Zubaidi (capo delle Brigate di al-Aqsa nella West Bank, ndr) facesse pressioni al momento giusto e che le nostre valorose Brigate compissero il necessario per fermare gli incidenti a Gaza.

"Su quanto sta succedendo ora, noi informiamo voi – il nostro capo, Marwan al-Barghouthi, il presidente Abu Mzen e il capo al-Zubaidi -, che siamo noi i perdenti e che le vostre opere si rovesceranno contro di noi, aumenteranno la nostra sofferenza e la nostra estraneità nella nostra terra, nei nostri campi e tra la nostra gente.

"Non capiamo come siamo arrivati a questo. I nostri sogni si sono cancellati. La nostra forza, la nostra lotta e quanto abbiamo realizzato sono distrutti. Il nostro futuro è buio! Chi è la causa? E come siamo arrivati a questa fase? Il nostro messaggio e le nostre grida, noi figli di Fatah nella Striscia di Gaza, è di evitarci ulteriori perdite e altre sofferenze. Basta e mille volte basta agli sbagli con i quali ci stiamo bruciando.

"Dove volete portarci? A smettere di uscire dalle nostre case per paura della reazione? Oppure volete imprigionarci per paura delle persecuzioni? Cosa volete dalla vostra guerra annunciata in Cisgiordania? Mettere fine a quanto è rimasto dei nostri uffici, dei nostri negozi, delle nostre proprietà e della nostra libertà sporca di vergogna?".

I miliziani di Fatah hanno chiesto al presidente Abbas, alla dirigenza delle Brigate al-Aqsa, a Yasser Abedrabbo, a Azzam al-Ahmad e a tutti i portavoce e ai commentatori "di appoggiarci e di non recidere la speranza, altrimenti ci condannate a morte e cancellate da Gaza ogni cosa che si chiama Fatah".

Nel comunicato, essi si domandano: "Cosa traggono le nostre Brigate dalle loro opere, oltre a metterci in difficoltà? E’ questo il vostro obiettivo? Volete distruggerci? Cosa vuole Azzam al-Ahmad e Yaser Abedrabbo dalle dichiarazioni che distruggono ogni filo di speranza? Volete distruggere ogni possibilità di ricominciare nuovamente la nostra vita?

"Lasciateci vivere nella pace che ci hanno dato i nostri avversari. Lasciateci guarire e alzare in piedi per proseguire la lotta e proteggere quello che è rimasto dei nostri diritti, della nostra battaglia e della nostra dignità. Noi siamo salvi nelle nostre case: ci hanno garantito la sicurezza per la nostra vita, per i nostri impieghi, per i nostri stipendi. Gli uffici del movimento sono rimasti com’erano".

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