Ministro israeliano esclude scuse alla Turchia per la flotilla

Maan. Un capo di gabinetto ministeriale afferma che Israele non si assumerà la responsabilità per la morte di nove cittadini di nazionalità turca presentando le scuse ad Ankara per l'incursione del 2010 sulla nave diretta a Gaza. 

“Non siamo disposti a scusarci, poiché le scuse sono un ammissione di responsabilità” ha dichiarato il ministro degli Affari Strategici Moshe Yaalon ai giornalisti presenti a Gerusalemme. 

“Non c'è posto nei miei pensieri per alcun tipo di scuse che comportino una assunzione di responsabilità”, ha commentato circa il raid mattutino avvenuto su sei barche della flotilla che nel maggio 2010 hanno tentato di navigare verso Gaza nel tentativo di rompere l'embargo navale israeliano.

I commenti di Yaalon arrivano a seguito di diversi tentativi andati a vuoto tentati da Israele e Turchia volti a ricucire i rapporti incrinati fino quasi alla rottura, dopo che commando hanno assaltato la nave turca Mavi Marmara che stava guidando la flotilla.

Ha detto che la rappresentanza turca continua nell'insistere che le relazioni potranno essere ristabilite solo se Israele si scusasse per le incursioni, ricompensasse le famiglie di coloro che sono stati feriti ed uccisi e sollevando il blocco sulla Striscia di Gaza 

“Noi abbiamo duramente cercato di colmare le distanze….. (ma) fintanto che loro insisteranno su questa posizione, non posso vedere alcun accordo tra le due parti”, ha detto.

“Noi siamo pronti a dispiacerci per la perdita di vite, siamo pronti a ricreare una sorta di fondo volontario a scopi umanitari”, ha dichiarato, spiegando che se un fondo fosse creato da Ankara, Israele sarebbe pronto a versarvi dei soldi.

Ma dice non ci sarà nessuna scusa ufficiale tantomeno un risarcimento diretto per le famiglie di coloro che sono morti e ai feriti.

“Un fondo volontario è accettabile, ma l'indennizzo… significa che 'voi siete responsabili'”. 

Il ministro per gli affari Esteri Avgdor Lieberman ha sostenuto ripetutamente che lo stato ebraico non si scuserà per il raid, nonostante privatamente alcuni dirigenti abbiano riconosciuto come un miglioramento delle relazioni con Ankara sarebbe auspicabile.

Fonti giornalistiche suggeriscono che c'è una pressione da entrambi i lati per un accordo che voglia rinsaldare i rapporti fra i due stati.

In un'intervista al giornale israeliano Haaretz, un consigliere di spicco del premier turco Recep Erdogan, ha riferito che Ankara è alla ricerca di una piena restaurazione dei legami ed è “dispiaciuta per quanto è successo”.

 

“Noi consideraimo importanti i nostri rapporti con Israele e non siamo interessati al loro deterioramento”, ha detto Ibrahim Kalin al giornale.

“Gli amici si scusano degli errori. Siamo dispiaciuti per quanto successo; non intendevamo interrompere le relazioni con Israele, che erano eccellenti”.

Kalin ha tuttavia successivamente affermato di essere stato frainteso da Haaretz.

“In breve, questo quello che sosteniamo è che non ci saranno miglioramenti nei rapporti tra Turchia e Israele fintantoché la ben chiara domanda della Turchia non sarà accettata”, riferisce Kalin.

“Il migioramento dei rapporti dipende dall'incontro della domanda turca, ma il giornale Haaretz lo ha esposto in maniera differente. Hanno riportato le loro affermazioni riferendole come mie”, ha detto.

In un articolo a parte, pubblicato sul sito web, Haaretz riporta che il Procuratore generale Yehuda Weinstein ha avvisato il primo ministro Benjamin Netanyahu di scusarsi con la Turchia nel tentativo di far fronte alle cause intentate contro i soldati che hanno fatto incursione sulla Mavi Marmara.

Secondo il sito web, Weinstein ha proposto a Israele di scusarsi per gli errori nell'operazione e per l'abuso della forza, più che per  gli attacchi alla flotilla, e in risposta, la Turchia sarà lieta di interrompere ogni causa intentata contro i soldati israeliani.

Ma Yaalon ha detto che tale accordo con la Turchia non dissuaderà attivisti di altri stati dall'intentare simili cause e ha aggiunto di non credere che Ankara stia cercando di ricostruire i rapporti con Israele.

“The Turkish government initiated this deterioration as part of a new policy to look to the East rather than to the West,” he said.

“Il governo turco ha avviato questo deterioramento come parte di una nuova politica che guarda verso Oriente piuttosto che a Occidente”, ha affermato. 

“Non sono sicuro che un accordo tra noi e la Turchia cambierà la politica turca riguardo Israele”.

Traduzione a cura di Giovanni Ridolfi

 

 

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