Abbiamo bisogno di uccidere Ahmedinejad.

Da Yedioth Aharonot del 20 aprile. 

Abbiamo bisogno di ucciderlo  

Israele non dovrebbe vergognarsi di minacciare di uccidere Ahmadinejad  

Uri Orbach 

20/04/2007  

"Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad deve essere ucciso. Realmente ucciso, intendo fisicamente. Dovrebbe essere eliminato, messo a morte, assassinato. Tutte queste parole servono per dire la stessa cosa".  

Lo ha detto esplicitamente l’ex direttore Mossad, Meir Amit in una recente intervista con il settimanale “Kfar Chabad”. E’ effettivamente un modo rude di esprimere il nostro disgusto nei confronti del nostro arcinemico iraniano. I dirigenti del governo, inclusi quelli che sono andati in pensione, di solito accennano appena a questi problemi – cioè, quando hanno intenzione di parlarne. 

E ancora ha ragione Meir Amit. Mentre noi siamo così impegnati con le buone maniere e le etichette, l’uomo di Teheran sta portando avanti il piano di sterminio del popolo di Israele.

Dal momento che è personalmente responsabile del programma nucleare iraniano, e dal momento che continua ad ignorare i tentativi che si stanno facendo per persuaderlo a bloccare questo progetto, le continue pressioni e i vari tentativi di persuasione, si dovrebbe allora fare il tentativo di eliminarlo. 

L’importanza delle parole di Meir Amit riguardano la necessità di dover cambiare le regole di etichetta. Questo non è il modo solito di parlare di un nemico quando si usa un linguaggio diplomatico.

Un ritorno ad un modo di parlare violento e intimidatorio verso Ahmadinejad, il nostro regionale Hitler, potrebbe servire forse a dare legittimità ai governi e ai loro bracci operativi per raggiungere questo obiettivo senza paura.

Queste minacce personali potrebbero infatti servire a incutere timore all’uomo di Teheran. Soprattutto se ha visto la corda al collo dell’ex dittatore iracheno Saddam Hussein…, così anche se non fosse interessato al destino dell’Iran, potrebbe essere interessato al proprio.

Dunque, se vogliamo essere qui a celebrare ancora il 70esimo anniversario del giorno dell’indipendenza, dobbiamo  cercare di assassinarlo.

Tutto ciò non è gentile, estetico, abituale e diplomatico, è vero. Tuttavia, per fermare questo particolar nemico, dobbiamo semplicemnte spiegargli che la sua fine è vicina.

Dopo tutto, la salvezza di vite umane va oltre l’etichetta.  

We need to kill him

Israel should not shy away from threatening to kill Iran’s Ahmadinejad

Iranian President Mahmoud Ahmadinejad has to be killed. Really be killed, I mean, physically. He should be eliminated, put to death, assassinated, and all those words that serve to say the same thing. 

Former Mossad Director Meir Amit said this explicitly in a recent interview with the "Kfar Chabad" weekly. It is indeed a very impolite way to express our disgust with the Iranian archenemy. Government officials, including ones who have retired already, usually merely hint at such matters – that is, if they choose to talk about them at all.  

And still, Meir Amit is right. Here too, while we are so busy with manners and etiquette, the man in Teheran is vigorously advancing the extermination plan for the people of Israel.  

Since at this time he is personally responsible for Iran’s nuclear program, and since he is ignoring the insistent pleading, various pressures, persuasion attempts and temptations, an attempt should be made to eliminate him.  

Rules of etiquette must change

The importance of Meir Amit’s words at this stage is particularly related to changing the rules of etiquette. After all, this is not the customary way to speak about an enemy when it comes to diplomatic language.  

Yet a return to a violent and threatening mode of expression towards figures such as Ahmadinejad, our regional Hitler, may serve to grant legitimacy to governments and their operational arms to seek this objective without fear.  

These personal threats may indeed serve to frighten the man in Teheran. After all, he saw the noose tightening around former Iraqi Dictator Saddam Hussein’s neck, so even if Ahmadinejad is unconcerned about Iran’s fate, perhaps he will be concerned about the fate of his own neck.  

Therefore, if we wish to still be here for our 70th Independence Day celebrations, we must threaten to assassinate him.  

Indeed, this is impolite, unaesthetic, not customary and undiplomatic. Yet in order to stop this particular archenemy, we simply have to explain to him that his end is nearing.  

After all, the saving of lives overrides etiquette. 
 

Uri Orbach

Published:  04.20.07, 15:23 / Israel Opinion 

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