Al-Masri: stiamo lavorando per trovare un accordo che metta fine alle divisioni palestinesi

Gaza – Infopal. Il movimento di Hamas ha affermato che il dialogo interpalestinese, che è stato ufficialmente aperto al Cairo, sarà molto diverso da quelli precedenti: la sua missione è infatti trovare un accordo su tutte le questioni legate alle divisioni, a condizione però che tale accordo venga poi messo in pratica in base alle priorità.

L’On. Mushir al-Masri, membro di Hamas, in una dichiarazione stampa di domenica, ha illustrato gli sforzi in atto per completare la formazione delle cinque commissioni attraverso cui giungere a un accordo che metta fine alle divisioni: “Questa volta il dialogo non si perderà in un labirinto come in passato, come è accaduto con l’accordo della Mecca, che ha prodotto un governo di unità nazionale, mentre la questione della sicurezza e dell’OLP sono rimaste senza soluzione”. Ha quindi proseguito: “Oggi invece l’accordo sarà unico e su tutto, per evitare che altre questioni possano in qualche modo far esplodere la situazione”. Ha poi invitato a non affrettare il dialogo delle commissioni e a non porre condizioni politiche già prima del 10 marzo, data d’inizio degli incontri: “Le commissioni avranno tutta la libertà di giungere a un accordo; non serve pertanto anteporre delle condizioni per definire il prossimo governo, che potrebbero essere causa del fallimento del dialogo”.

 

La ricostruzione di Gaza. Al-Masri ha respinto il tentativo di riproporre le condizioni imposte dal Quartetto Internazionale su Hamas, affermando che tali condizioni sono cadute nel corso dei tre anni passati: “Noi oggi siamo dalla parte vincente; non è possibile accettare quanto abbiamo rifiutato quando eravamo più deboli. Noi di Hamas offriamo tutta l’elasticità e la disponibilità all’interno, ma non c’è nessuna elasticità né disponibilità quando si tratta dei diritti del popolo palestinese”.

In merito alla ricostruzione della Striscia di Gaza, ha chiesto che non sia politicizzata: “La questione della ricostruzione è separata dal dialogo politico in corso, riguarda tutti i palestinesi ed è una questione nazionale non assoggettabile alla politica”.

 

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