Alture del Golan, Israele: primo ok al referendum sul ritiro

Tel Aviv – agenzie. Una commissione parlamentare israeliana ha approvato la bozza di un decreto che, se non verrà respinto nelle prossime sedute, servirà ad indire un referendum per la fine dell’occupazione israeliana nelle Alture del Golan e a Gerusalemme est.

Un portavoce della commissione ha riferito che la bozza è stata approvata oggi con cinque voti a favore e due contro (Afp).

Avendo passato una prima lettura in parlamento nel 2008, al decreto manca ora l’approvazione da parte della commissione delle altre due letture necessarie prima dell’ufficializzazione.

Secondo il disegno, per il ritiro dai territori arabi sotto l’occupazione israeliana occorrerebbero o un referendum pubblico, o una maggioranza speciale di due terzi dei deputati del parlamento.

Israele invase le Alture del Golan – territorio siriano – durante la Guerra arabo-israeliana del 1967 (detta anche Guerra dei sei giorni), e le annetté nel 1981: un gesto mai riconosciuto dalla comunità internazionale.

Con la stessa guerra, il regime israeliano occupò anche Gerusalemme est –  che i palestinesi reclamano da tempo come capitale del loro futuro stato – dichiarandola parte del proprio territorio, anche qui contro le forti opposizioni internazionali.

La Siria ha chiesto la restituzione di tutte le Alture del Golan, sostenendo con insistenza che l’abbandono della regione strategica da parte d’Israele è l’unica via per la pace – un appello finora respinto da Israele.

Damasco e Tel Aviv hanno tentato di raggiungere un accordo lo scorso maggio, avviando delle trattative indirette con la mediazione della Turchia. I negoziati non hanno però dato risultati significativi.

I colloqui tra i due paesi sul territorio occupato erano stati formalmente sospesi 18 mesi fa, durante le tre settimane dell’ultima offensiva lanciata da Israele nella Striscia di Gaza.

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