Bilancio di un mese di colonizzazione e attacchi israeliani contro terra e cittadini palestinesi

Rapporto sulla colonizzazione israeliana della Palestina.

Espropriazioni e deturpamento della terra. Attacchi dei coloni israeliani contro persone e proprietà palestinesi

Periodo di riferimento: 16/08/2011 – 15/09/2011

Pal-InfoInfoPal.

Introduzione. Non si arrestano le attività edilizie degli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. Lo dimostra l'approvazione giunta il mese scorso, ad agosto 2011, di 3.050 unità abitative, 2.780 delle quali a Gerusalemme.

Le forze d'occupazione israeliane hanno dato il via a una vasta campagna di demolizioni di case palestinesi a Beit Ummar e a Beit Ula (al-Khalil/Hebron Ovest). Il pretesto adottato dalle autorità d'occupazione israeliane è la loro ubicazione ad est del Muro d'Apartheid.

Gerusalemme e la moschea di Al-Aqsa restano l'obiettivo principale delle mire colonialiste di Israele che sottopone la città Santa e i suoi siti di preghiera a un rapido processo di ebraicizzazione.

Tra gli obiettivi israeliani vi è anche la divulgazione di curriculum scolastici dai quali emerge un'interpretazione sionista della storia della Città santa. Identità, storia e memoria, geografia e cultura palestinesi subiscono delle manipolazioni allo scopo di annientare la consapevolezza storica del popolo palestinese.

E non si arresta la guerra contro centri e cittadini palestinesi nella Cisgiordania occupata, soprattutto ad Hebron dove aggressioni a persone e proprietà palestinesi sono all'ordine del giorno.

Nel presente documento vengono esposti gli atti di ebraicizzazione ai danni di Gerusalemme e della moschea di Al-Aqsa. Qui di seguito si elencano gli attacchi di Israele contro civili e proprietà palestinesi nella Cisgiordania occupata.

Periodo di riferimento del documento: 16/8/2011 – 15/9/2011 

Indice:

I Opere e piani di colonizzazione (gli insediamenti israeliani)

II I piani di ebraicizzazione a Gerusalemme e la Moschea di Al-Aqsa

III Gli attacchi dei coloni israeliani

IV: Appendici:

a. Dichiarazioni e posizioni

b. Appelli e Report

I Opere e piani di colonizzazione (gli insediamenti israeliani)

16/8/2011. Un gruppo di coloni israeliani prende d'assalto terreni di sovranità palestinese a sud di Nablus (Cisgiordania Nord). Ghassan Douglas, responsabile per il monitoraggio delle attività coloniali israeliane nell'area sotto esame, riferisce: “I coloni si sono appostati con container e altri prefabbricati tutt'intorno ai terreni palestinesi. Il 90% degli insediamenti in Cisgiordania sono in fase di espansione e corre parallela la costruzione di servizi e infrastrutture per il loro sviluppo”.

17/8/2011. Le forze d'occupazione israeliane danno fuoco a decine di ettari di terreni agricoli: ulivi e mandorli nel villaggio di Barta'a (Jenin Sud). Gravi i danni alle aree verdi circostanti.
Alcuni testimoni raccontano che i militari israeliani hanno impedito ai vigili del fuoco della protezione civile palestinese di intervenire per spegnere le fiamme. I militari israeliani avevano dato fuoco all'erba dei campi sul ciglio della strada, ma quando le fiamme si sono estese con rapidità, non hanno fanno nulla per impedire che raggiungessero gli uliveti.

19/8/2011. Le forze d'occupazione israeliane consegnano notifiche di demolizione a otto palestinesi di Se'ir (Hebron). Il pretesto è l'assenza di permesso edilizio.
I palestinesi colpiti dal provvedimento israeliano appartengono tutti alla famiglia Shalaladah. Fadel Mohammad, Jamil Mohammed Jamil, e Yousef Hammad, Ahmed 'Issa, Ahmed 'Abdelrahim,  Mousa Mohammed, 'Abdelhalim 'Abdel Majid e Khalil Taleb.

08/09/2011. Decine di veicoli militari assaltano il villaggio di an-Nassiriyah, nell'area al-Aghwar. Bulldozer abbattono pozzi d'acqua del villaggio (tre secondo i testimoni) mentre minacciano la distruzione di altri. An-Nassiriyah è classificato “zona militare chiusa” e qui la popolazione palestinese soffre la carenza idrica proprio a causa del controllo assoluto da parte di Israele delle risorse idriche.

13/9/2011. La campagna di demolizioni edilizie colpisce anche Beit Ummar (Hebron Nord). Ingenti forze militari invadono il villaggio demolendo la casa della famiglia Khalil (sulla strada di congiunzione tra Gerusalemme ed Hebron). L'edificio era stato costruito16 anni fa e, già in passato, i palestinesi avevano già ricevuto ordini di demolizione.
Qui anche un garage d' auto di proprietà di Saber Abu Maria è stato abbattuto insieme alla recinzione danneggiando le automobili parcheggiate dirimpetto. Saber Abu Maria rischia pure la demolizione della propria abitazione, ad est del villaggio. Le bancarelle di uva e di altri prodotti agricoli all'ingresso della città sono state tutte fatte smantellare dagli israeliani.

– A Beit Ula (Hebron), altri avvisi di evacuazione di terreni vengono consegnati dalle forze d'occupazione israeliane ai palestinesi: Mohammed 'Abdelrahim 'Amro, Samir Ahmad 'Amro, Yousef Khaled Nimr, 'Issa 'Abdel Hafez e 'Abdelghani. Fanno parte tutti della famiglia al-'Amlah. 'Issa al-'Amlah, coordinatore del Comitato contro Muro d'Apartheid e colonie israeliane rende noto: “Il pretesto è la loro ubicazione ad est del Muro”.

II I piani di ebraicizzazione a Gerusalemme e la Moschea di Al-Aqsa

18/8/2011. Oltre ai deputati palestinesi a rischio di deportazione, sono 384 gli attivisti locali che Israele minaccia di allontanare da Gerusalemme. Sono personalità politiche e figure legali.  Numerose convocazioni e arresti – su richiesta ministeriale – sono state spedite dall'Intelligence israeliana a questi individui che si distinguono per il proprio impegno (tra di essi anche diplomatici e organizzazioni per i diritti umani) nel monitorare e denunciare i piani di ebraicizzazione nella città Santa.

22/8/2011. La Fondazione “Al-Aqsa” per il patrimonio storico-religioso denuncia le recenti opere di scavo condotte da Israele per prolungare il percorso di un tunnel sotterraneo nella la città vecchia fino a raggiungere da sud la moschea di Al-Aqsa. A nord il tunnel corre fino alla porta di Erode, uno degli ingressi principali che conduce alla città vecchia.

24/8/201. Nel mezzo del silenzio generale, il Centro d'informazione di Wadi al-Helwuah, svela altri ambizioni progetti di espropriazione e colonizzazione di Israele. “Lo Stato ebraico progetta di confiscare quante più abitazioni possibili a Silwan e Ra's al-'Amoud (Gerusalemme)”.

28/8/2011. Il quotidiano israeliano “Maariv” rende nota l'operazione per la confisca di quattro ettari di terreni nel quartiere palestinese gerosolimitano di Shaykh Jarrah. In termini di estensione, si tratta di un atto folle con il quale Israele intende fare dell'area una meta di pellegrinaggio.

29/8/2011. 'Abdelkarim Abu Sunainah, membro del Comitato per la difesa del territorio di Silwan denuncia comportamenti e pratiche dei coloni israeliani con la complicità delle autorità d'occupazione nei quartieri di Gerusalemme. ” Le operazioni di confisca di terre gerosolimitane hanno raggiunto un punto pericoloso e sono prossime a violare sovranità e sacralità dell'area santa con la moschea di Al-Aqsa. Qui Israele intende erigere un giardino talmudico.

04/09/2011. Il Movimento pacifista israeliano “Peace Now” svela l'esistenza di un accordo tra il  ministero della Difesa israeliano e il comune di Beit Ariye costruito sul territorio del villaggio di 'Aboud e confiscato per usurpare altra terra sulla quale dare vita a una tangenziale (bypass road). Un portavoce del gruppo israeliano parla di “cento unità residenziali e commerciali nell'area qui usurpata”.

08/09/2011. Vengono inaugurati due tunnel sotto le fondamenta di Wadi al-Helwah. Uno conduce da Wadi al-Helwah fino alla moschea di 'Ein Silwan (si tratta di terreno di proprietà della chiesa ortodossa). Il secondo va dal ponte di Porta al-Mugharibah fino alla Moschea di Al-Aqsa.

12/09/2011. La Fondazione “Al-Aqsa” conferma l'operazione di scavo dei tunnel aggiungendo che “gli attuali lavori prevedono un'estensione del percorso di 200 metri”. Alla notizia si aggiungeranno ulteriori dettagli che allungheranno questa distanza.

III Gli attacchi dei coloni israeliani

16/8/2011. Coloni israeliani incendiano un'azienda agricola palestinese nei pressi della colonia israeliana di Homesh, evacuata in passato. Si tratta di un insediamento vicino a Jenin (Cisgiordania Nord) teatro di frequenti incursioni dei coloni, responsabili del rogo di centinaia di mandorli e della sua area verde.

17/8/2011. I coloni israeliani tornano ad Homesh (Jenin) e danno fuoco a decine di ettari agricoli. Sorgono scontri con i residenti palestinesi, mentre la strada tra Jenin e Nablus viene occupata dai coloni israeliani. Centinaia di alberi d'ulivo e mandorli vengono dati alle fiamme. “Giunte le forze d'occupazione israeliane – stando al racconto di testimoni – i coloni possono fare affidamento sulla protezione dei militari”. 

20/8/2011. Decine di israeliani assaltano un palestinese ad Ashdod, in Israele (Territori palestinesi occupati nel '48, ndr). Pestato e accoltellato con 20 colpi, Nasim Hussein al-Barbawiy, di 26 anni, viene ricoverato d'urgenza in un ospedale di Hebron. L'atto sembra essere una ritorsione all'episodio di 'Eilat. I responsabili si danno alla fuga.

21/8/2011. Una bambina palestinese, Narmen Najih Abu Armilah, viene investita da un colono israeliano ad Hebron e subito viene soccorsa all'ospedale locale.

– Decine di coloni provenienti dall'insediamento israeliano Ramat Migron (sul territorio di Makhmas, Ramallah) aggrediscono con spranghe di ferro un bambino palestinese. La vittima è Bassam Da'oud e ha 10 anni. Riporterà profonde ferite al capo e in tutto il corpo. Con riferimento a questo episodio, fonti locali raccontano dell'azione condotta da 15 coloni mascherati. Dall'ospedale di Ramallah, le condizioni del bambino verranno descritte come “moderate”.

– Coloni provenienti da Esh Kodesh, a sud di Qasrah invadono terra palestinese, sradicano 80 ulivi nell'area nota come “Marah Tiyn”. Douglas racconta dell'arrivo di decine di coloni che abbatteranno anche la recinzione per accedere ai terreni di Qasrah al fine di danneggiarli. Questi terreni sono di proprietà di Rabi' Abu Bakr, Samir Hassan, e Jabali Abu Rida.

23/8/2011. Coloni israeliani confiscano terra a Bait 'Ayin, a nord di Beit Ummar (Hebron Nord), tagliano ulivi e vigneti a Wad Abu Rish (Beit Ummar). Mohammed 'Awwad, portavoce del Comitato popolare contro Muro d'Apartheid e colonie israeliane racconterà che “quelli tagliati erano 50 alberi da frutto dell'azienda agricola di Ahmad 'Abdel Hamid as-Salibi e famiglia.

Cinque ulivi secolari, 25 viti, 25 alberi di susine sono stati abbattuti su una superficie di circa 40 ettari di proprietà di as-Salibi e della sua famiglia. Questi cittadini sono stati obiettivo dei coloni israeliani ben quattro volte. In ogni episodio, le loro proprietà sono state prese d'assalto e deturpate dai coloni israeliani”.

26/8/2011. Coloni israeliani danno fuoco a uliveti e mandorli vicino all'ex colonia israeliana di Homesh (Jenin).  Testimoni oculari riferiranno che “circa 50 ettari di raccolti e alberi sono andati persi e, ancora, non si riesce a fare una stima di danni e perdite”. In questo stesso episodio, i militari israeliani avevano impedito alla protezione civile di raggiungere i terreni per spegnere le fiamme. 

– Altri uliveti vengono distrutti sui terreni del villaggio di Qasrah (Nablus Sud). Su questo episodio, Douglas riferirà: “Le forze d'occupazione israeliane sono giunte nel villaggio dove erano in corso scontri tra coloni israeliani e residenti palestinesi. I coloni erano armati. Jamal al-'Adli, proprietario di alcuni degli alberi tagliati dai coloni israeliani è stato ferito a una coscia dai soldati d'occupazione israeliani”.

28/8/2011. Gang di coloni israeliani fanno irruzione a Bouirah (Hebron Nord-Est). Qui aggrediscono agricoltori palestinesi e li costringono a lasciare le terre sulle quali stanno lavorando. Decine di alberi di ulivo e di viti vengono distrutti dalle ruspe israeliane. Gli israeliani sostengono che “qui non è permessa l'agricoltura”. Si tratta di un'operazione condotta congiuntamente da coloni e militari dell'esercito d'occupazione israeliani. I soldati sono rimasti affianco ai coloni intenti a lanciare pietre contro i residenti palestinesi.

29/8/2011. E' il terzo incidente di questo genere nella provincia di Hebron in 24 ore. Un colono israeliano investe un giovane palestinese nei pressi di Halhoul (Hebron Nord) per poi fuggire sulla strada principale.

'Omar 'Abdelhadi Isma'il, di 18 anni, rimane gravemente ferito e viene soccorso all'ospedale. Il giorno prima, domenica 28 agosto, un colono aveva investito il bambino 'Omar al-Hiyh, nel quartiere settentrionale di Halhoul, ad Hawwar. Anche in questo caso, il colono si era dato alla fuga. Frattura alla gamba per Sa'ed Haroun Halaiqah, investito da un colono israeliano nella zona di Shiukh al-'Aroub. Il colono alla guida aveva provocato l'incidente con il capovolgimento della vettura sulla quale viaggiava Halaiqah.

30/8/2011. Qasrah. I coloni israeliani incendiano raccolti e ulivi di proprietà palestinese. Gassan Douglas riferirà che “i coloni provenivano da Yesh Koudec”. Si tratta del secondo attacco nell'arco di 48 ore. Anche nei precedenti episodi i coloni avevano incendiato e distrutto decine di alberi. Fonti locali parlano di 270 alberi di ulivo distrutti, e testimoniano come gli attacchi israeliani si intensifichino nelle ore serali. E proprio di sera, la strada tra Nablus e Ramallah assiste all'appostamento e al lancio di pietre dei coloni israeliani. Frequenti i casi di finestrini di auto palestinesi infranti.

04/09/2011. Un gruppo di coloni assalta la moschea di Al-Aqsa entrando da porta al-Mugaribah. Sono scortati dalla polizia israeliana. I palestinesi lì presenti tentano di proteggere l'edificio della moschea. Qui infatti, i coloni sono in procinto di svolgere rituali talmudici. La polizia minaccia i palestinesi di arresto “se osano avvicinarsi ai coloni israeliani”.

05/09/2011. Coloni israeliani entrano nel villaggio di Qasrah (Nablus Sud) e danno fuoco alla terra adiacente alla moschea “Nawaren”. I Residenti si svegliano in mezzo alle fiamme. Sulle mura della moschea troveranno insulti in lingua ebraica contro palestinesi e arabi.

07/09/2011. 1.200 coloni israeliani arrivano di prima mattina presso la tomba di Yousef (Nablus) per pregare. Sono scortati dai soldati d'occupazione israeliani “giunti a bordo di 25 vetture – stando al racconto di testimoni oculari – per delimitare la zona tutt'intorno alla tomba, tra i due campi profughi palestinesi di 'Askar e Balata”.

08/09/2011. Coloni israeliani armati danno fuoco a due automobili palestinesi. Si lasciano alle spalle scritte razziste sui muri della moschea di Yatma (Nablus Sud). Douglas avverte i residenti sull'escalation attesa nei prossimi giorni, in vista della popolarità che la mozione palestinese all'Onu sta suscitando ovunque.

– Nel villaggio di Hawwara (Nablus Sud), coloni israeliani tagliano e sradicano decine di alberi d'ulivo. Vengono da un insediamento nei paraggi e tagliano 35 alberi ad est del villaggio. Sono alberi di proprietà della famiglia al-Hajj Hammad, residente ad Hawwara.

09/10/2011. I coloni israeliani arrivano sui terreni di Salfit (Cisgiordania Nord) in compagnia di cinghiali. Pesanti le perdite, gli animali devastano tutto: dai muretti a secco ai rami di alberi di fico. Stessa dinamica negli episodi denunciati a Sakaka.

12/09/2011. La tenda nella quale dal 2009 la famiglia al-Kurd aveva riparato in seguito all'espropriazione forzata dalla propria abitazione da parte di coloni israeliani viene data alle fiamme da altri coloni.

Nel quartiere gerosolimitano di Sahykh Jarrah, questa volta i coloni israeliani tornano a rivendicare la proprietà del suolo sul quale è stata montata la tenda. Ogni cosa all'interno della tenda va a fuoco. Per impedire che la telecamere all'interno possano riprenderli, i coloni israeliani staccano preventivamente la corrente in tutto il quartiere.

IV: Appendici:

a. Dichiarazioni e posizioni

04/09/2011. “Peace Now” sulle attività coloniali sioniste. Il Movimento pacifista israeliano “Peace Now” svela l'esistenza di un accordo tra il ministero della Difesa israeliano e il comune di Beit Arye costruito sul territorio del villaggio di 'Aboud e confiscato per usurpare altra terra sulla quale dare vita a una tangenziale (bypass road). Un portavoce del gruppo israeliano parla di cento unità residenziali e commerciali nell'area qui usurpata.

– Circa 2milioni di dollari vengono allocati per la costruzione di una tangenziale di collegamento tra le colonie di Beit Arye e Ofarim. I lavori sono stati avviati a luglio 2011 e il termine per completamento dell'opera è previsto entro quatto mesi dall'inizio.

– Il ministero della Difesa di Israele promuove un nuovo piano per la costruzione e l'espansione coloniale basata delle modiche accordate sul tracciato del Muro d'Apartheid in Cisgiordania tutt'intorno alle colonie.

E' ancora il ministero della Difesa a proporre a otto nuclei familiari palestinesi di accettare una somma di 1,6milioni di dollari contro l'abbandono delle loro abitazioni. Al loro posto sorgerà una sezione del Muro d'Apartheid e della tangenziale di cui sopra.

“Non è chiaro se questo accordo si tradurrà anche con l'intenzione di portare a termine la costruzione del Muro d'Apartheid”, dichiarano da Peace Now.

Approvato nel 2000 dal governo israeliano, questo tracciato di Muro prevedeva inizialmente la creazione di una cortina intorno alle colonie di Beit Arye e Ofarim, includendole in una lingua di terra che Israele ha già annesso de facto. I lavori su questo tracciato iniziarono nel 2006 e comprendevano 4km di tangenziale per il collegamento tra le due colonie. Poi, nel 2007 i lavori si arrestarono.

Dopo la petizione dei proprietari palestinesi della terra in questione, nel villaggio di Lubban al-Gharbiyah, la Corte suprema israeliana ordinò al ministero della Difesa si modificare il percorso del Muro d'Apartheid al fine di lasciare all'esterno la terra privata palestinese. Di fronte a questa decisione, il percorso del Muro venne modificato. Ciononostante, la nuova strada non potrà essere costruita a causa della presenza sullo stesso tracciato di otto abitazioni coloniali in fase di costruzione. I coloni non erano stati in grado di continuare i lavori perché il ministero della Difesa aveva deciso che il tracciato del Muro doveva seguire su quella stessa strada. Contro la decisione del ministero, i coloni si erano appellati alla Corte suprema nel 2009 chiedendo il pagamento di una ricompensa per la perdita delle case. L'accordo fu raggiunto.

Come summenzionato, in quest'area il Muro d'Apartheid non è ancora stato portato a termine, e non è chiaro se questo accordo coincide con la volontà del governo israeliano di riprendere i lavori per completare la barriera. Se dovesse essere così, sul campo ci sarà una rapida espansione del Muro all'interno della Cisgiordania occupata. Ne conseguiranno separazione e isolamento delle comunità palestinesi.

Peace Now: “Il governo di Benjamin Netanyahu continua a fare gli interessi dei coloni israeliani a spese degli interessi del Pease nel complesso. Il ministero della Difesa avrebbe potuto optare per la compensazione delle otto famiglie senza espandere le colonie e senza investire quella somma nella costruzione di una tangenziale ad uso esclusivo di pochi coloni”.

05/09/2011. Ramallah – Deputati del blocco islamico. Decine di coloni provenienti dall'insediamento israeliani Ramat Migron (sul territorio di Makhmas, Ramallah) aggrediscono con spranghe di ferro un bambino palestinese. La vittima è Bassam Da'oud e ha 10 anni. Riporterà profonde ferite al capo e in tutto il corpo. Con riferimento a questo episodio, fonti locali raccontano dell'azione condotta da 15 coloni mascherati. Dall'ospedale di Ramallah, le condizioni del bambino verranno descritte come moderate'”.

Di fronte alle confische nel villaggio di Makhmas (Ramallah), personalità del parlamento palestinese di Ramallah chiedono l'evacuazione di ogni insediamento da tutti i Territori palestinesi occupati da Israele. Essi condannano i continui attacchi contro persone e proprietà e i recenti fatti di cronaca sulla strada di congiunzione tra Nablus e Ramallah.

08/09/2011. Nablus – Deputati del blocco islamico. “Coloni armati danno fuoco a due automobili palestinesi. Si lasciano alle spalle scritte razziste sui muri della moschea di Yatma (Nablus Sud). Douglas avverte i residenti sull'escalation attesa nei prossimo giorni”.

Segue la condanna dei deputati del blocco islamico per questo episodio come per quello identico nel villaggio di Qablan.

“Sono la conseguenza della campagna d'incitamento del governo d'occupazione israeliano e dei rabbini contro palestinesi e arabi”. L'appello è rivolto alla comunità internazionale e si richiede la protezione dei propri luoghi santi dal crescente fenomeno.

09/09/2011. Jawwad Siyam, direttore del Centro di informazione di Wadi al-Helwah. “Vengono inaugurati due tunnel sotto le fondamenti di Wadi al-Helwah. Uno conduce da Wadi al-helwah fino alla moschea di 'Ein Silwan (sono terreno di proprietà della chiesa ortodossa). Il secondo va dal ponte di Porta al-Mugharibah fino alla Moschea di Al-Aqsa”.

Siyam condanna le operazioni israeliane e il silenzio mondiale per le opere di scavo di proprietà palestinese a Gerusalemme.

09/09/2011. Ramallah – Deputati del blocco islamico. Si reitera qui la condanna per gli attacchi a sfondo razzista contro la religione islamica in molte località palestinesi della Cisgiordania occupata. La profanazione della moschea di Bir Zeit (il 9 settembre) e il permesso accordato ai coloni da alti livelli istituzionali israeliani.

Agli apparati di sicurezza in Cisgiordania si chiede di intervenire a fianco della resistenza palestinese a difesa di cittadini e proprietà palestinesi contro gli atti xenofobi da parte dei coloni israeliani.

Nemmeno in queste dichiarazione passa inosservato il silenzio della comunità internazionale di fronte a natura e portata di questi attacchi.

11/09/2011. Hassan Khater, segretario generale della Commissione islamo-cristiana. Intervenendo alla Tv “Al-Quds”,  Khater ricorda gli attacchi alle moschee e le scritte razziste sui muri e l'incitamento dei rabbini “registi di una campagna estremista attraverso l'avallo spirituale ad attacchi di questo tipo fino a inneggiare all'uccisione dei palestinesi.

“Le autorità d'occupazione israeliane stanno lavorando per creare i presupposti di uno scontro molto pericoloso nell'eventualità del riconoscimento di uno Stato palestinese.
La comunità internazionale è richiamata qui a intervenire sul campo, in particolare di fronte alle minacce contro la moschea di Al-Aqsa. Quanto accade qui rischia di innescare in qualcosa di più esteso nel resto del mondo, ovunque sorgano moschee, chiese e sinagoghe”.

13/09/2011. Attività dell'istruzione a Gerusalemme. Si respingono le modifiche apportate ai curriculum scolastici al fine di distorcere la storia palestinese.
Intervenendo in conferenza stampa, Rasim 'Abidat, impiegato nella pubblica istruzione ha confermato i tentativi israeliani di portare nelle scuole palestinesi programmi scolastici modificati a favore di un'interpretazione sionista della storia per cancellare storia, memoria e identità palestinesi.

“Per allontanare il popolo palestinese dalla propria terra. Quella per il diritto allo studio è una lotta  da condurre con la stessa determinazione di quella per la difesa di Gerusalemme”.
A tal proposito, il presidente dei Comitati dei genitori degli studenti, 'Abdel Karim Lafi, ha chiesto un intervento decisivo dell'Anp, “affinché, in modo esclusivo, gestisca i programmi scolastici degli studenti palestinesi e per non cedere a queste malefatte sioniste”.
Ha chiesto alle scuole di Gerusalemme di non accettare questo materiale didattico e, allo stesso modo, di resistere alle minacce come il taglio o la negazione degli stipendi o i licenziamenti perché sono pratiche illegali.
I genitori sono stati invitati a seguire i propri figli, mentre si è annunciata la sospensione delle ore dedicate al dopo-scuola.

Tra gli insegnanti, Ahmed as-Safadi ha informato che “il sindacato della sua categoria sta affrontando seriamente la questione.
“Ci rifiutiamo in qualità di insegnanti, di genitori e di cittadini palestinesi. Sono contravvenzioni alle convezioni internazionale e a quella di Ginevra sul diritto allo studio”.
A conferma a dell'illegalità dell'atto, è intervenuto anche dell'avvocato Mu'in 'Odah.

b. Appelli e Report

1. La Fondazione “Al-Aqsa” per il patrimonio storico-religioso denuncia le recenti opere di scavo condotte da Israele per prolungare il percorso di un tunnel sotterraneo nella la città vecchia fino a raggiungere da sud la moschea di Al-Aqsa. A nord il tunnel corre fino alla porta di Erode, uno degli ingressi principali che conduce alla città vecchia. “Gli attuali lavori prevedono un'estensione del percorso di 200mt. In totale si prevedono 1.600 metri di scavi”.

2. Nel mezzo del silenzio generale, il Centro d'informazione di Wadi al-Helwuah svela altri ambizioni progetti di espropriazione e colonizzazione di Israele. “Lo Stato ebraico progetta di confiscare quante più abitazioni possibili a Silwan e Ra's al'Amoud (Gerusalemme)”.

3. 'Abdel Karim Abu Sunainah, membro del Comitato per la difesa del territorio di Silwan, denuncia comportamenti e pratiche dei coloni israeliani, con la complicità delle autorità d'occupazione nei quartieri di Gerusalemme. ” Le operazioni di confisca di terre gerosolimitane hanno raggiunto un punto pericoloso e sono prossime a violare sovranità e sacralità dell'area sacra con la moschea di Al-Aqsa. Qui Israele intende erigere un giardino talmudico.

4. 06/09/2011. Il dipartimento delle relazioni internazionali dell'Organizzazione di liberazione della Palestina (Olp) pubblica il rapporto dal titolo: “Il popolo sotto occupazione“. Nel documento l'Olp denuncia “l'uccisione di 33 cittadini palestinesi, tra i quali 4 bambini, un medico e i progetti avallati dal governo israeliano per la costruzione di 3.050 unità abitative in terra di Palestina”. 2.780 unità abitative andranno ad occupare Gerusalemme.

Ancora: assalti alla moschea di Al-Aqsa, chiusura degli esercizi commerciali palestinesi nella Città Vecchia, esclusivamente al fine di permettere il passaggio “in sicurezza” di fedeli e coloni ebrei. Inoltre: confisca di terre e proprietà palestinesi, raid e arresti, aggressioni fisiche contro i cittadini palestinesi.

5. 07/09/2011. Il Movimento pacifista israeliano “Peace Now” rivela: “raddoppiata la rapidità dell'espansione coloniale israeliana in Palestina”. “Se all'interno della Linea Verde, nei Territori palestinesi occupati da Israele nel 1948, oggi Stato di Israele, il rapporto tra le unità abitativa e i cittadini è di 1:235, nelle colonie in Cisgiordania è di 1:246”. 

Secondo il rapporto, basato sulla raccolta di fotografie aeree e sopralluoghi sul campo, nel periodo di congelamento formale delle attività coloniali da parte israeliana – da novembre 2009 a settembre 2010 – sono state costruite in Cisgiordania 2.598 unità abitative di cui il 64% (1.642) con un solo piano, e 3.700 unità residenziali.

Su 417 unità abitative di nuova costruzione, cento sono avamposti (anche roulotte). 383 di queste sono illegali. 157 sono gli avamposti illegali.

Il 66% delle unità abitative dove i lavori sono in corso, sono ubicate ad Est del Muro d'Apartheid. 
245 unità abitative nell'insediamento di Ariel, 329 a Gush Etzion,114 a Karni Shomron e 212 unità residenziali a Ma'ale Adumim.
826 unità abitative sono state costruite all'interno di insediamenti isolati, 869 negli insediamenti ad Ovest del Muro d'Apartheid e circa 900 all'interno delle curve del Muro.

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