Comunicato del Pchr: incendio al Crazy Water Park per opera di uomini armati non identificati

 

PCHR
Palestinian Centre for Human Rights

Press Release

Ref: 85/2010

Date: 19 settembre 2010

Incendio al Crazy Water Park per opera di uomi armati non identificati

Il Centro palestinese per i diritti umani (Pchr) denuncia a gran voce uomini armati non identificati che hanno invaso stamattina (domenica 19 settembre, ndr) presto il Crazy Water Park e gli hanno dato fuoco. Al procuratore generale spetta ora indagare seriamente su quest'attacco, che rientra nella situazione d'insicurezza e nell'abitudine di utilizzare le armi in modo illegittimo, entrambi fenomeni che affliggono i Territori palestinesi occupati (Tpo).

Secondo le indagini eseguite dal Pchr e la testimonianza di uno dei guardiani del parco, intorno alle 3 del mattino di oggi (ieri, ndr) più di venti armati mascherati hanno fatto irruzione nell'area che appartiene alla Panda Tourist Company ed è situata nella zona di Sheikh Eljin, a sud-ovest di Gaza City, nei pressi della spiaggia.

Gli uomini hanno ammanettato e bendato i due guardiani che si trovavano all'interno del parco e li hanno rinchiusi nelle loro postazioni, dopo aver sequestrato le chiavi degli impianti. Alcuni di loro hanno picchiato il responsabile della sicurezza, dopodiché hanno dato fuoco alle varie strutture e ai ristoranti, prima di lasciare il luogo. I due guardiani si sono precipitati in una delle case vicine per rompere le manette, mentre un'unità della difesa civile è venuta a estinguere il fuoco. Più tardi, la polizia palestinese è giunta sul posto e ha aperto un'inchiesta sull'attacco.

Vaste sezioni delle strutture del parco hanno subito danni, e più precisamente:

  1. l'edificio “as-Safina”, formato da tre piani e costruito su una superficie di 250 m². Contiene la direzione e il ristorante;

  2. gli uffici della contabilità e i magazzini, dai 140 m² di estensione;

  3. la sezione al-Badiya, che contiene opere appartenenti al patrimonio culturale palestinese, oltre a due moschee per uomini e donne, e si estende su un'area di 300 m²;

  4. la stanza del narghilé.

Va ricordato che i
l Crazy Water Park è chiuso dallo scorso 5 settembre per un decreto emesso dal procuratore generale, che ne ha ordinato l'interruzione delle attività per ventun giorni. Quando il direttore del parco ha contattato gli uffici governativi, è stato informato che il motivo della chiusura era l'aver scavato un pozzo artesiano senza averne avuto il permesso. La polizia palestinese e l'Ufficio generale investigativo (Ugi) erano già venuti nel parco lo scorso 19 agosto per informare i proprietari della decisione del ministero dell'Interno di chiudere l'esercizio per tre giorni. Il direttore, recatosi all'ufficio dell'Ugi per chiedere spiegazioni, fu costretto a firmare un foglio dove s'impegnava a “evitare promiscuità, non servire il narghilé alle donne e a pagare 10mila shekel [circa 2.000 €, ndr] in caso d'infrazione”.

A questo proposito, durante il mese in corso, l'Ugi ha obbligato i proprietari delle strutture turistiche della Striscia di Gaza a firmare l'accettazione di un avviso emesso dal comando di polizia, senza fornire una copia dell'avviso, che riguardava le condizioni relative alla separazione tra maschi e femmine, al non servire il narghilé alle donne, a rispettare l'ordine pubblico e i costumi islamici, a pagare una somma di denaro in caso di violazione delle norme e alla chiusura del posto.

Il Pchr ritiene che simili regolamenti siano illegittimi e rappresentino una fonte di preoccupazione sia quando le forze dell'ordine li applicano sia quando chiudono un occhio ignorandoli.

Va inoltre ricordato che due dei campi di gioco estivi dell'Unrwa – uno situato a ovest del villaggio di az-Zawaida, nella Striscia di Gaza Centrale, e l'altro a ovest di Gaza City, entrambi nei pressi della spiaggia – hanno subito un attacco simile rispettivamente il 28 giugno e il 23 maggio scorsi.

Alla luce di quanto detto, il Pchr:

  1. chiede al procuratore generale d'indagare seriamente sull'attacco al Crazy Water Park – che rientra nella situazione d'insicurezza e nell'abitudine di utilizzare le armi in modo illegittimo, entrambi fenomeni che affliggono i Territori palestinesi occupati (Tpo) – e di portare i criminali in tribunale;

  2. chiede di pubblicare i risultati di queste indagini e di quelle eseguite sugli attacchi ai campi dell'Unrwa, soprattutto perché il continuo occultamento d'informazioni riguardo ai criminali e alla loro convocazione in tribunale solleva dei dubbi sulla serietà delle indagini stesse e sulla possibilità che i responsabili godano della copertura degli inquirenti;

  3. ritiene che le misure illegittime adottate dagli organi governativi (quali l'Ugi) contro le attrazioni turistiche di Gaza si sommino agli attacchi nel contribuire alla situazione d'insicurezza e all'abitudine di utilizzare le armi in modo illegittimo, e nel minacciare la quiete pubblica e l'incolumità dei cittadini;

  4. chiede ai ministri della Giustiza e dell'Interno di assicurarsi che le forze dell'ordine lavorino per garantire l'ordine, e quindi per garantire l'autorità delle leggi scritte.

Public Document

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For more information please call PCHR office in Gaza, Gaza Strip, on +972 8 2824776 – 2825893

PCHR, 29 Omer El Mukhtar St., El Remal, PO Box 1328 Gaza, Gaza Strip. E-mail: pchr@pchrgaza.org, Webpage http://www.pchrgaza.org

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