Deputato palestinese alla Knesset: Tsahal pratica esecuzioni sommarie nella Striscia di Gaza.

Tel Aviv – Infopal. Il deputato arabo nella Knesset israeliana, Jamal Zahalqa, ha inviato diverse lettere al ministro della Difesa israeliano Ehud Barak, all’organizzazione internazionale della Croce Rossa e alle Nazioni Unite, per denunciare le esecuzioni sommarie praticate dall’esercito israeliano a Gaza.

In un’intervista al canale satellitare al-Jazeera, Zahalqa ha dichiarato che giovedì 8 gennaio ha ricevuto diverse telefonate dalla Striscia di Gaza che lo informavano che l’esercito israeliano sta uccidendo civili. E ha aggiunto che nella Striscia di Gaza “si stanno commettendo crimini terribili” e che “quanto la gente vede in televisione è solo una minima parte di quanto sta accadendo nella realtà. Tali crimini che devono essere portati alla luce e la dirigenza israeliana deve comparire davanti al Tribunale internazionale”.

Le forze di occupazioni hanno diffuso immagini di persone, definite “uomini armati” appartenenti alle fazioni della resistenza palestinese, arrestati nella Striscia di Gaza: le foto mostrano decine di giovani con gli occhi bendati e con le mani legate, condotti dai soldati israeliani in un campo di detenzione temporaneo dislocato in una zona non identificata.

Zahalqa ha riferito che Israele ha dichiarato di voler sequestrare “il numero più alto possibile di combattenti palestinesi”, tuttavia, durante gli interrogatori, i detenuti vengono torturati (la legge israeliana, ha spiegato il parlamentare, autorizza l’uso della tortura), “ma le informazioni in nostro possesso parlano di civili uccisi e non di combattenti”.

Zahalqa ha affermato che “l’uccisione dei detenuti è proibita dalle leggi internazionali e anche da quelle sraeliane”, e ha ricordato un caso in cui un resistente palestinese è stato arrestato e poi ucciso, e, “per sfortuna degli ufficiali coinvolti, qualcuno ha fotografato l’esecuzione. A seguito di ciò, molte teste dello Shabak, l’intelligence israeliana, sono cadute”. Dunque ha sottolineato che se l’esecuzione di detenuti è dimostrata da fotografie o testimoni, “è possibile punire i responsabili” attraverso i tribunali internazionali.

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