Fayyad: per pagare gli stipendi l’Anp aspetta la restituzione delle entrate fiscali trattenute da Israele

Ramallah – Ma'an. Lunedì 2 maggio, Salam Fayyad, premier dell'Autorità palestinese, ha annunciato che la decisione di Israele di trattenere le entrate fiscali palestinesi a causa dell'accordo di unità nazionale, non scoraggerà gli sforzi di riconciliazione.

Lunedì pomeriggio, a Ramallah, Fayyad ha riferito ai giornalisti: “L'Autorità palestinese non accetterà mai divisioni a prezzo di un sostegno finanziario”.

Domenica, Yuval Steinitz, ministro delle finanze israeliano, aveva dichiarato alla radio dell'esercito di aver posticipato la riunione per organizzare il congelamento delle entrate fiscali, stimate in circa 300 milioni di shekel (88.7 milioni di dollari), che Israele raccoglie per conto dell'Anp.

Domenica, Hasan Abu Libdeh, ministro dell'economia, ha avvertito che l'Autorità palestinese potrebbe non riuscire a far quadrare i conti se Israele tiene congelate le proprie entrate fiscali.

Gli stipendi avrebbero dovuto essere trasferiti lunedì nei conti di più di 170mila dipendenti, ma non è stato possibile accreditarli.

Sempre lunedì, parlando ai giornalisti, Fayyad non ha spiegato quanto tempo i dipendenti pubblici rimarranno senza stipendio.

Il ministro delle finanze israeliano ha confermato che i soldi dell'Anp rimarranno bloccati in attesa di sapere se il denaro potrebbe arrivare a Hamas, nel quadro dell'accordo di riconciliazione per unificare i governi di Cisgiordania e Gaza.

Il gettito fiscale sui beni importati in Cisgiordania è raccolto da Israele, che mantiene il controllo dei confini internazionali. Queste entrate costituiscono una parte significativa del bilancio operativo dell'Autorità palestinese, e la decisione di non trasferire i fondi viene presa nel bel mezzo di un programma di governo che cerca di non dipendere esclusivamente dagli aiuti internazionali e di fare maggiore affidamento sulle entrate statali.

Le tasse vengono pagate da società palestinesi e da singoli cittadini che importano in aree palestinesi merci destinate alla vendita.

Fayyad ha rivolto un appello alla comunità internazionale affinché spinga Israele a restituire le tasse.

Il primo ministro ha dichiarato: “Non stiamo chiedendo un favore a Israele”,  aggiungendo che “l'unità palestinese non dovrebbe essere soggetta alle minacce israeliane”.

 

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