Gaza Vive. L'ultimo attacco di Magdi Allam: 'Il partito degli intellettuali che paragona Israele ai nazisti'.

Si ringrazia Magdi Allam per l’ottima pubblicità, gratuita, sul Corriere della Sera.

Al suo pezzo delirante non ci sono commenti seri da fare, se non invitarlo a stilare una bella lista di proscrizione in stile fascista.

Ci metta all’indice, signor Allam. Proponga delle purghe, magari l’olio di ricino.

Se dire la verità, in Italia, è reato, siamo al capolinea della democrazia.

Dobbiamo aspettarci le squadracce in stile dittatura latino-americana?

Ce lo faccia sapere.

Grazie. 

In relazione alle sue accuse di "istigazione all’odio" e di voler, noi intellettuali, paragonare Israele ai nazisti, gli chiediamo anche di indovinare chi pronunciò le seguenti dichiarazioni (due tra le moltissime):

"Adesso anche gli ebrei si sono comportati come nazisti e tutta la mia anima ne è scossa….Ovviamente dobbiamo nascondere al pubblico questi fatti. Ma devono essere indagati" (1).

E "Se i nostri sogni per il Sionismo devono finire nel fumo delle pistole degli assassini e se i nostri sforzi per il futuro del Sionismo devono produrre un nuovo gruppo di delinquenti degni della Germania nazista, molti come me dovranno riconsiderare le posizioni tenute così a lungo" (2).

 

Intanto, invitiamo tutte le persone che hanno a cuore la giustizia, il rispetto per i diritti umani e la legalità internazionale, l’amore per l’Umanità e per la pace, a sottoscrivere l’appello per Gaza nel sito: www.gazavive.com

 

Il partito degli intellettuali che paragona Israele ai nazisti.

In testa compaiono Gianni Vattimo, Margherita Hack, Edoardo Sanguineti, Franco Cardini

In Italia si è di fatto costituito un partito trasversale pro-Hamas, il gruppo terrorista islamico palestinese bandito dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. Il sito www.gazavive.com annuncia trionfante che fino al 31 ottobre 2007 sono state raccolte 2.073 firme a un «Appello per la fine di un embargo genocida, Gaza vivrà». Dove si attribuisce a Israele la responsabilità del «genocidio» dei palestinesi, paragonandolo al regime di Hitler perché avrebbe trasformato Gaza in «campi di concentramento nazisti ». Chiedendo a Prodi di «annullare la decisione del governo Berlusconi di considerare Hamas un’organizzazione terrorista, riconoscendola invece quale parte integrante del popolo palestinese».

Per aver formulato i medesimi concetti il 19 agosto 2006, il presidente e il segretario dell’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), Mohammed Nour Dachan e Hamza Roberto Piccardo, sono finiti sotto indagine da parte della Procura di Roma per «aver diffuso idee fondate sull’ odio razziale e religioso» e per «istigazione alla violenza». Ma a tutt’oggi nessun magistrato si è mosso nei confronti del nuovo aberrante manifesto che paragona Israele al nazismo. Ci auguriamo che la ragione non sia dovuta alla quantità e, soprattutto, alla qualità dei firmatari. In testa compaiono infatti il filosofo Gianni Vattimo, l’astrofisica Margherita Hack, il poeta Edoardo Sanguineti, il musicista Gilad Atzmon, lo storico Franco Cardini e Giovanni Franzoni della Comunità Cristiane di Base. In un secondo tempo hanno aderito anche l’europarlamentare Giulietto Chiesa e Ornella Terracini (Ebrei contro l’occupazione). Colpisce che tra i 685 nomi resi pubblici, 152 (22%) appartengono al mondo dell’istruzione, di cui 54 sono docenti universitari (8%), 35 sono docenti (5%) e 63 sono studenti (9%).

I docenti universitari dominano l’elenco dei primi firmatari. Tra essi spiccano Danilo Zolo, Costanzo Preve, Domenico Losurdo, Marino Badiale, Aldo Bernardini, Piero Fumarola, Giovanni Bacciardi, Giovanni Invitto, Alessandra Persichetti, Bruno Antonio Bellerate, Rodolfo Calpini, Ferruccio Andolfi. Nutrito è anche lo schieramento dei militanti politici, 75 (11%), tutti della sinistra radicale (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) e extraparlamentare (Campo Antimperialista e Legittima Difesa). I sindacalisti (molti della Fiom-Cgil) sono 22 (3%), mentre gli avvocati sono 9 (1,3%) e tra essi spiccano Vainer Burani, Ugo Giannangeli e Giuseppe Pelazza.

Quanto ai militanti islamici compaiono i nomi di spicco dell’Ucoii. Dal già citato Piccardo, che si presenta nei panni di direttore di www.islam-online.it, a Aboulkheir Breigheche, che guida la «Alleanza Islamica d’Italia» (sigla che fa riferimento diretto ai Fratelli Musulmani), da Mohammed Hannoun, presidente della ABSPP (Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese) a Abu Yasin Merighi, vice presidente dell’Ucoii e responsabile della moschea El Nour di Bologna. Proprio a Bologna, la pubblicazione su Il Resto del Carlino il 19 agosto 2006 di un delirante manifesto dal titolo «Ieri stragi naziste, oggi stragi israeliane», in cui si faceva l’equazione Marzabotto=Gaza=Fosse Ardeatine=Libano, portò alla denuncia del vertice dell’Ucoii e alla messa sotto inchiesta di Piccardo e Dachan. Ebbene tutto ciò, a distanza di un anno, si è ripetuto impunemente.

Nel manifesto «Gaza vivrà» si stravolge in modo sconcertante la realtà dei fatti. Attribuendo una natura esclusivamente reattiva al terrorismo di Hamas, nobilitato con l’aureola di «resistenza », come se l’obiettivo di distruggere Israele non fosse l’obiettivo dichiarato nel suo Statuto. Ignorando che Hamas, dopo la vittoria elettorale del 2006, non ha voluto rinunciare al terrorismo e riconoscere il diritto di Israele all’esistenza. Omettendo di ricordare che il terrorismo di Hamas si è intensificato a Gaza dopo la decisione unilaterale di Israele di evacuare le sue forze militari e i coloni ebrei. Facendo finta che Hamas non si sia macchiata del sangue dei propri fratelli palestinesi pu
r di imporre il proprio Stato teocratico dittatoriale a Gaza, tanto è vero che è lo stesso presidente palestinese Abu Mazen che ha definito Hamas una «banda di terroristi».

In definitiva schierandosi dalla parte dei terroristi islamici contro il governo legittimo dell’Autorità Nazionale Palestinese che vuole negoziare la pace con Israele sulla base della soluzione «due stati per due popoli». Come è possibile che in Italia, in particolar modo in seno alle università, alla sinistra radicale e ai sindacati, possa affermarsi una posizione così netta a favore di un gruppo terrorista islamico, finora sostenuta soltanto dagli estremisti islamici dell’Ucoii legati ai Fratelli Musulmani? Come è possibile che nelle istituzioni nessuno abbia niente da dire ai 2073 che hanno paragonato Israele al nazismo?

Magdi Allam
04 novembre 2007

(1) Aharon Cizling, ministro dell’Agricoltura israeliano, 17 novembre 1948. Archivi kibbutz Meunad, citato in "Palestine and Israel", di David McDowall, Tauris & Co Ltd, 1989, e in "Perché ci odiano", di Paolo Barnard, Bur-Rcs 2006.

(2) Wiston Churchill, primo ministro inglese, dichiarazione alla Camera dei Comuni. Documenti Onu, 1946: La Questione palestinese. British government, survey of Palestine, vol. I. Citata in op.cit.

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