Giurista palestinese: ‘L’inclusione della moschea di Abramo nel patrimonio religioso ebraico è una dichiarazione di guerra’

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PIC – Al-Khalil (Hebron). La giurista palestinese Samira al-Halaiqa ha dichiarato che la decisione di Netanyahu di includere la moschea di Abramo a Hebron (al-Khalil) e la moschea di Bilal bin Rabah a Betlemme nella lista dei siti d’interesse religioso ebraico equivale ad una dichiarazione di guerra contro i musulmani.

Secondo la giurista di Hamas, la decisione del primo ministro israeliano è in linea con il punto di vista ebraico che considera al-Khalil (Hebron) come parte del patrimonio religioso ebraico, tuttavia tale decisione non conferisce alcuna legittimità al controllo delle moschee della città, che appartengono esclusivamente ai musulmani.

Ella fa notare che questa decisione è giunta dopo che il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner ha dichiarato che negoziati di pace tra israeliani e palestinesi devono tenersi nei prossimi giorni e che anche lo “Stato palestinese” presto dovrà essere proclamato.

Dal canto suo, Ahmed Abu Halabiya, che fa parte del comitato parlamentare per Gerusalemme, ha denunciato con forza la decisione di Netanyahu, osservando che è prassi di Israele cancellare i simboli islamici e l’identità araba.

Egli ha dichiarato al PIC che questa decisione rappresenta un passo molto grave, perciò fa appello ai leader arabi e musulmani di fare qualcosa di concreto al più presto.

Il leader di Hamas Salah al-Bardawil ha dichiarato al PIC che la decisione di Netanyahu rappresenta un precedente molto grave, che richiede una mobilitazione di massa araba e islamica, e che Hamas farà di tutto per difendere i simboli dell’identità islamica della Palestina.

Il ministro degli Affari religiosi, Taleb Abu Sha’ar, fa appello anch’egli  agli Stati arabi e musulmani  affinché difendano i luoghi santi dalla giudaizzazione in atto. Egli mette in guardia dal fatto che il governo israeliano, con un ingente stanziamento di fondi, darà presto un forte impulso a questo piano.

Il governo israeliano, infatti, nel corso dell’incontro tenuto domenica, ha inserito la moschea di Abramo e la moschea di Bilal nella lista dei beni religiosi d’interesse ebraico, con 100 milioni di dollari stanziati allo scopo di restaurarli.

Il capo del consiglio regionale dei coloni Danny Dayan ha assicurato ai media israeliani che tale decisione è senz’altro un risultato storico per il popolo ebraico.

Il governo israeliano intende lanciare un vasto piano per la giudaizzazione dei luoghi santi islamici, riconnettendoli alla “storia ebraica”. Un piano che include musei, memoriali, giardini religiosi e centri d’informazione.

 

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