Hamas: Israele si assuma la responsabilità delle reazioni alla sua aggressione contro Gaza.

Il Movimento di Hamas ha addossato al governo israeliano le conseguenza della loro aggressione contro la Striscia di Gaza, che ha lasciato 15 morti e 28 feriti, e ha affermato che "il sangue dei caduti non verrà perso. Non ce ne staremo zitti: la risposta sarà dura".

In un comunicato stampa, di cui il corrispondente di Infopal.it ha ricevuto copia, Hamas afferma: "Il cosiddetto governo di emergenza, Salaam Fayyad e il presidente Mahmoud Abbas si devono assumere la responsabilità di aver tolto la copertura politica alla resistenza attraverso i decreti che sancivano lo scioglimento delle varie brigate, e le condanne della resistenza stessa durante gli incontri internazionali e le dichiarazioni alla stampa".

Hamas ha sottolineato che le aggressioni israeliane, che giungono dopo settimane di tranquillità nella Striscia di Gaza, "dimostrano che l’occupazione non ha bisogno di avere  motivi o giustificazioni per le sue violenze contro i cittadini inermi. Parlare della resistenza come causa degli attacchi delle forze israeliane è un discorso da rimandare indietro a coloro che esercitano il ruolo di avvocati gratuiti di Israele".

E ha spiegato che "il governo di Ehud Olmert, attraverso queste nuove aggressioni sanguinarie, intende creare una ‘vittoria’ per il nuovo ministro della difesa, Ehud Barak, che vuole ridare immagine al suo esercito -, che ha subito sconfitte dai resistenti. Egli spera di rafforzare il fronte sionista interno e coprire gli scandali dei politici israeliani".

Il movimento ha chiesto alla Lega Araba, all’Organizzazione della Conferenza Islamica e alle nazioni arabe e islamiche di "assumersi la responsabilità di proteggere il nostro popolo e fermare i crimini sionisti in corso nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, che giungono dopo la decisione di sciogliere le fazioni della resistenza palestinese".

E ha invitato la comunità internazionale a esercitare pressioni sul governo israeliano per fermare le aggressioni contro il popolo palestinese e a "non partecipare all’assedio contro la popolazione nella Striscia di Gaza, aiutando una parte contro un’altra".

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