Hamdi Amin: chi mi restituirà le preghiere di mia madre e l'amore di mia moglie e di mio figlio?

Sabato, a Gaza, un missile israeliano ha sterminato una famiglia palestinese che stava viaggiando in auto. La bomba "intelligente" era destinata a un dirigente del Jihad islamico, Mohammad Al-Dahduh, rimasto ucciso nell’attentato.

Il nostro corrispondente da Gaza ha visitato la casa di Hanan, la nonna di 45 anni stroncata insieme alla giovane nuora e al nipotino di cinque (il figlio Hamdi e gli altri due nipoti si sono salvati).

 

Mentre ci sono giornalisti che festaggiano l’onore di essere insigniti di un premio da uno, purtroppo, degli stati più razzisti e segregazionisti del mondo, i cui leader di spicco si sono macchiati di crimini contro l’umanità (e qui l’antisemitismo, lo ribadiamo, non c’entra nulla, non foss’altro che SEMITI sono pure gli arabi, e dunque i palestinesi, a beneficio di tutti gli ignoranti – per esempio, gente a digiuno di FILOLOGIA SEMITICA – che s’arrogano il diritto di scrivere e parlare), famiglie intere vengono sterminate SENZA MOTIVO ALCUNO.

 

Hanan, il pomeriggio di quel giorno, aveva chiamato suo figlio maggiore per informarlo del suo desiderio di essere accompagnata da lui, da sua moglie e dai suoi tre nipotini, a far visita alla figlia maggiore, Maha.

Hamdi aveva accettato: è andato insieme a tutti loro, ma è tornato senza la sua mamma, senza la giovane moglie Naimah (25 anni) e senza suo figlio Muhannad (5 anni). E’ uscito dall’auto bruciata sano e salvo, insieme al figlio più piccolo, Mu’min, e a sua figlia Maria, che è stata colpita alla testa e sarà trasferita in Israele per le cure (paradosso dell’oppressione!).

 

Mahmud, il bambino ucciso insieme alla mamma e alla nonna.Siamo entrati nella casa di Tal Al-Hawa, a Gaza, che è stata allestita per il lutto. Hamdi sente la disgrazia più di tutti gli altri fratelli: è rimasto in silenzio per qualche secondo interminabile, solo per ingoiare le lacrime che non è riuscito però a trattenere: “Siamo usciti con mio zio materno, nella sua nuova auto. Ero seduto nel sedile posteriore con mia madre, mia moglie e i miei tre bambini. All’improvviso è stato lanciato il missile e l’auto ha preso fuoco. Ho cercato di portare subito fuori, sulla strada, mia madre, mia moglie e mio zio”.

Hamdi abbassa la testa e aggiunge: “Le loro facce erano distrutte. Ho percepito davvero che l’universo era finito. Non avrei mai immaginato di poter perdere mia madre: le mie orecchie amavano udire le preghiere che ella rivolgeva ogni mattina per me, quando uscivo per andare al lavoro. Di perdere Naimah, la moglie migliore che potessi desiderare: non mi ha mai fatto un torto e quando scherzavo con lei affermando di voler sposare un’altra donna, erano le mie sorelle a difenderla.

Mio figlio Muhannad faceva la prima elementare: gli avevo promesso di regalargli una bici e di portarlo in viaggio in Egitto, se avesse preso un voto alto”.

Alzando la voce piena di rabbia, Hamdi rivolge una domanda aperta al popolo israeliano: “Perché accettate che i nostri figli subiscano quello che voi non volete per i vostri figli? Perché questo silenzio arabo e internazionale? Tollera Bush, oppure Mubarak, che i suoi figli muoiano come i nostri? Oppure, secondo loro, sono solo i loro figli a essere amati da Dio?”.

Ha alzato le mani al cielo invocando Dio per la guarigione di sua figlia Maria, e Lo ha ringraziato per la salvezza sua e del figlio Mu’min da morte certa.

Mu’min, che non ha ancora tre anni, era in braccio al padre ed è stato colpito in modo lieve dai frammenti. Il piccolo osserva con un po’ di meraviglia la casa allestita per il lutto, tenendo in mano un pezzo di dolce per la mamma. Esclama con l’innocenza di un bambino infranto in mille pezzi: “Mamma nel fuoco, l’ho vista nel fuoco”. Interviene subito il padre: “Mamma è in paradiso, Mu’min”.

La madre di Naimah, che è seduta in un angolo della stanza con le donne venute a portare le loro condoglianze, è come persa, con la voce che legge il Corano per trovarvi conforto. Sembrava che le sue labbra non potessero muoversi per profferir parola, ma invece si sforza per raccontare: “La settimana scorsa mia figlia è venuta a trovarmi. Mi ha parlato dell’intenzione di andare in vacanza con suo marito e i suoi figli; ma il suo cuore le diceva che non sarebbe partita. Eccola, ora, che parte per il paradiso, un posto mille volte più bello dell’Egitto”. E aggiunge che, in un primo momento, aveva pensato che fossero morti solo la mamma di Hamdi e il nipotino, ma che ha poi scoperto che insieme a loro c’era anche la sua figlia primogenita.

“A Dio solo ci rivogliamo, ed è il miglior rifugio. Israele dice che siamo noi i terroristi, ed ecco la realtà che testimonia il contrario”, e prosegue raccontando che la sua figlia sognava di poter costruire una casa indipendente per sé, e che nell’ultimo periodo era un po’ giù di morale per la brutta situazione economica in cui si trovava la famiglia del marito.

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